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FORTUNATI

Fortunato lo storpio, poiché
non può camminare
per le vie insanguinate
del mondo


Fortunato il cieco, che
veder non può dei rivoli
il sangue scender
dai monti rossastri.


Fortunato il sordo che non ode
il fragore delle bombe,
il pianto dei popoli affamati,
l'urla straziate dei colpiti.


Ma più fortunato colui che vive
nella speranza di un domani
lontano dai campi di battaglia
e da un mondo intriso d'odio.




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Opera scritta il 27/02/2014 - 22:24
Da Giuseppe Vecchi
Letta n.470 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Molto bella e toccante! Bravo.

Johnny Cianf 02/03/2014 - 13:32

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