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L'assedio

L’assedio


L’eco dello scontro imminente
porta seco il vento della pianura
canti di guerra fino a notte fonda
attorno ai fuochi degli assedianti
nessun dorma in attesa dell’alba.


Sguardi tesi scrutano dalle mura
il crepitare dei fuochi nella pianura
presagio di morte e sventura
porta il vento e il barbaro canto
dentro l’animo degli assediati.


Garrir di vessilli al vento mattiniero
orde all’assalto dentro la pianura
grida di guerra di odio e paura
dalla piana sin sopra le mura
mortale abbraccio fra uomini in arme.


Urla di strazio s’odono a sera
dentro la città oltre le mura
ardono case uomini e cose
sale alto l’acre fumo della disfatta
tragico pegno pagato dal vinto.


L’urlo di guerra dell’invasore
soffoca pianti e grida di dolore
di madri e mogli ormai sole
stuprate dalla barbara orda
miete ancora la nera signora
… dalla piana sin oltre le mura.



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Poesia scritta il 12/11/2017 - 22:43
Da vecchio scarpone
Letta n.36 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


concordo, ogni guerra, fin dal tempo in cui ci si tirava le pietre, è un orrore, uno scempio indicibile. Ma l'uomo, purtroppo non l'ha ancora capito e, temo, che lo capirà solo quando sarà troppo tardi per porci rimedio Ti ringrazio.
Ciao Giulio
Giancarlo

vecchio scarpone 13/11/2017 - 18:39

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Drammatico racconto d'un assalto al castello di tempi lontani, anche se la brutalità descritta appartiene a ogni guerra. Molto piaciuta. Giulio Soro

Giulio Soro 13/11/2017 - 18:26

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