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SCAVAI NEL CIELO

Inginocchiato ai sogni da bambino
scavai nel cielo senza darmi tregua,
sicuro prima o dopo di scovare
l’inizio di quel raggio che non vedo.


Mi piacque demolir fosche figure
formate dalle nuvole in cammino,
figure a guisa dei dannati ghigni
che già all'avvio spezzano il sospiro.


Fu poi la volta della pioggia nera,
di quella che di netto disunisce
il vezzo di guardar lassù, in alto,
con la speranza di vedere il sole.


Toccai la ruggine degli uomini
che mai la diluiscono giù in terra
e, al contrario, l’affidano al futuro
per conservarla nell'aria maledetta.


Scavai nel cielo anche da grande,
armato più di quando ero fanciullo,
ma a malavoglia presi buona nota
che nulla nell'aria era cambiato.


Ero mutato io, l’uomo dei sogni,
che del bambino non ho più la stoffa,
pietrificato nella certezza stolta
di alterare il mio assegnato fato.







*
Anno di stesura 2007
Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia 06/2010) – Prefazione di A.Ambrosoli
Mensile Il Saggio 09/2017 - Premio Alda Merini al XXI Concorso Il Saggio



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Poesia scritta il 14/11/2017 - 14:18
Da Aurelio Zucchi
Letta n.221 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


veramente espressiva, potente bella

enio2 orsuni 15/11/2017 - 11:36

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Esplorare spazi ed elementi di natura per meglio comprendere se stessi e quanti ci circondano, in un percorso impegnativo che cambia approccio man mano che si acquista maturità e ulteriore consapevolezza.....
Un importante valore riflessivo in questi tuoi versi sempre pieni di personale esperienza...

Alessia Torres 14/11/2017 - 23:27

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Veramente bella... introspezione e ricerca dell'io profondo, riconoscersi cambiato e non più il bambino che scorge e vuole sapere dei sogni di un raggio di sole! Complimenti!

margherita pisano 14/11/2017 - 21:25

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Notevole interpretazione, in versi che suscitano molte emozioni. Complimenti per l'opera e buona serata.

Paolo Ciraolo 14/11/2017 - 21:20

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Poesia molto bella e ricercata. Un viaggio tra le nuvole, la pioggia nera, la ruggine degli uomini. Un uomo che scava nel cielo e si rende conto di essere diventato grande e di non aver strumenti contro il fato a lui destinato. Molto piaciuta. Giulio Soro

Giulio Soro 14/11/2017 - 17:52

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