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Il mio piano

Strimpella da solo il mio piano.
Assente il maestro,
suona delle note assai confuse.
Non intercetta la giusta chiave,
se di violino o di basso.
Tasta il Do del mio dolore,
poi il Re per ricordarmi.
Mi ricordo ancora le dolci melodie che suonavamo.
Dalla scogliera rubavo le note al mare,
quando questo fra le scogli si infrangeva
e in quella schiuma che lasciava,
io nell’estasi cadevo.
Il vento nelle mie orecchie frusciava
come suoni di violino.
Io udivo
e commosso nel mio viso qualche lacrima scorsi.
Anche il sole mi parlava,
quando la mia musica udiva
e sorgendo tra le mie note si stese,
mentre la luna da lassù commossa
in assenza cadde.
E cosi le stelle custode
lo spartito chiusero
ed io adesso chiudo il coperchio della tastiera.


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Poesia scritta il 11/03/2018 - 19:31
Da Salvatore Rastelli
Letta n.139 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


piaciuta Sal 5*

enio2 orsuni 12/03/2018 - 13:05

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Molto bella,complimenti Salvatore.

Paolo Perrone 12/03/2018 - 11:39

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UN COINVOLGENTE VERSEGGIO...
*****

Rocco Michele LETTINI 12/03/2018 - 10:48

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veramente bella

GIANCARLO POETA DELL'AMORE 11/03/2018 - 22:02

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