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La traversata

Fuori, in mare aperto, nemmeno una barca. Traversava, affondando la prora nelle onde e queste reagivano, tormentando il mascone di dritta.
Maledetto grecale, mezzo sangue nella rosa dei venti, imparentato con la bora.
Non riusciva a tenere la rotta per più di cento braccia senza dover offrire alla schiuma l'altro fianco, quello di mancina. Sulle vele gravava la salsedine e la forza delle raffiche, tese, maligne.
Le vibrazioni della stoffa davano il segnale per il lasco, oppure per cazzare la scotta.
L'isola pareva lì, a meno d'un miglio e quello era il punto risultante delle sue deviate traiettorie, imposte dalla direzione del vento.
Lei lo aspettava, ne era certo. E sapeva bene anche dove fosse, in quel momento: era affacciata alla finestra di levante, sopra la pergola di gelsomino.
E sfidava vento e salmastro, con il suo petto offerto al mare quale splendida polena. L'avrebbe trovata umida di passione, ne era certo.
Gli pareva di vedere i suoi lunghi capelli, profumati di voglie, tormentati come panni stesi al vento.
E i suoi occhi chiari fissi sul mare, leggermente socchiusi come quando facevano l'amore.
Ancora un tiro di vela e la costa lo avrebbe coperto dalla furia di quella burrasca.
L'imbarcazione reggeva bene la bolina stretta, era stata costruita proprio in vista di quel tipo di andatura. Ora i colori dell'isola diventavano nitidi, anche se la luce scomposta dalle goccioline di acqua salata creava strane forme, come in un gioco di specchi e perle.
Tutto era perfetto, come l'attesa. Sarebbe arrivato in porto felice e stanco, con le membra pronte all'abbandono.
Avrebbe attraccato la barca in tutta fretta e sarebbe salito sul fianco di ponente della collina, per aggirarla ed andare incontro ad un momento di felicità.
Sentiva già il petto allargarsi, dilatato da un sospiro che diceva tutto quanto il suo desiderio.


Ammainò la randa e, con gesti precisi, meccanici, assicurò la cima alla bitta in banchina.
Scese con passo agile balzando dalla poppa; si fermò per un breve istante e, con una mano a visiera, si coprì gli occhi per guardare il limitare del bosco, quello a picco sul mare.
Lei era là, e lo stava aspettando. Iniziò a camminare e sentì distintamente il proprio cuore danzare
di gioia, nel petto.




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Racconto scritto il 09/05/2017 - 14:13
Da Spartaco Messina
Letta n.382 volte.
Voto:
su 8 votanti


Commenti


Grazie a tutti...ma, diciamo la verità, chi immaginava un riconoscimento ad un ragazzaccio come me?...ahahahahha...vabbè, grazie ancora, amici.

Spartaco Messina 09/06/2017 - 13:45

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SPARTACO...ho letto il tuo magnifico racconto. Dal tuo nome pensavo di trovarmi difronte ad un gladiatore trace, invece trovo un marinaio esperto e molto bravo a scrivere. Ti faccio i complimenti, mi riprometto di leggere i tuoi scritti in seguito.Qualificazione meritata la tua.
Buona serata

mirella narducci 07/06/2017 - 17:21

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Complimenti Spartaco per il riconoscimento mensile...avevo letto e apprezzato, meritava di vincere, scrivi divinamente bene, lasciando fluire emozioni! Complimenti ancora

margherita pisano 07/06/2017 - 16:49

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E' bellissimo il tuo racconto, l'ho letto ora. Per il riconoscimento Complimentooooniiiiiiiiiiii!!!
Nicol

Nicol Marcier 07/06/2017 - 15:46

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Un riconoscimento mensile meritato da te Spartaco, il racconto lo hai scritto veramente bene, complimenti!

Paolo Ciraolo 07/06/2017 - 15:39

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Vi ringrazio davvero tanto, tutti quanti. L'ho postato su altro sito e non ho avuto i riscontri, come dire, caldi, che ho avuto qui, anche se pure lì è piaciuto abbastanza. Vorrei ritornare qui a tempo pieno... ma so che è difficile. Comunque grazie ancora...se trovo il tempo passerò a leggervi uno per uno. Un abbraccio.

Spartaco Messina 11/05/2017 - 15:50

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Tempo fa un vecchio amico mi dedicò un racconto similare. Devo dire che ho rivissuto quelle stesse bellissime sensazioni. Ho risentito l'acqua marina in faccia, l'odore di salso, la violenza del vento, l'ansia e il piacere dell'attesa, il desiderio dell'amore.
Chi non vorrebbe una storia così?!
Racconto breve, intenso e davvero scritto con maestria...come non conservarlo nel cuore?

Patrizia Bortolini 10/05/2017 - 18:37

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Bello... Spartaco sei molto bravo, immagini vivide e coinvolgenti sembra di rivivere con il personaggio del tuo racconto, la traversata verso la felicità.

Anna Rossi 10/05/2017 - 02:42

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Viaggiare verso l'amore con la forza della passione... molto bello!

Grazia Giuliani 09/05/2017 - 19:29

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Il mare regala sensazioni sublimi e in questo caso ancora di più...sensuale e profonda attesa.
Splendido racconto.
Complimenti!

margherita pisano 09/05/2017 - 19:16

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Un bel cazzeggio con vento in poppa nelle acque torbide letterarie! Racconto profondo e intenso di sensualità velata; poi la vela è lo spirito per antonomasia della libertà! Complimenti!

Savino Spina 09/05/2017 - 17:17

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molto bello e lettura scorrevole 5*

GIANCARLO "LUPO" POETA DELL 09/05/2017 - 16:47

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Ancora uno scritto che non delude: stile asciutto, linguaggio perfetto, tensione narrativa coinvolgente. 5* Aurelia

Aurelia Strada 09/05/2017 - 16:32

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Racconto ben costruito con terminologia appropriata. Sintetico, ma in questo sta la sua bellezza. Complimenti!

Paolo Ciraolo 09/05/2017 - 14:40

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Molto bello, si vede tutto ciò che è sapientemente descritto e si avverte una grande sensualità se pure non espressa in maniera diretta.
Mi inchino...

Mimmi Due 09/05/2017 - 14:40

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