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Maternità

"Che cosa potrebbe essere?"
"Io... io credo che tu... sia incinta"
"Cosa? Non può essere... noi lo abbiamo fatto solo una volta..." era sconvolta. Era stata solo con uomo, suo marito, per la prima volta e già ne pagava le conseguenze.
"Io non sono un dottore ma mia sorella quando aspettava un bambino aveva i tuoi stessi sintomi: vomitava spesso e aveva mal di testa, proprio come te" disse lui, guardandola in modo serio e preoccupato.
"Ma non potrebbe essere un'intossicazione alimentare? O forse qualche altra malattia?"
"I tuoi seni... sono più gonfi rispetto a prima" disse lui abbassando la testa, imbarazzato.
Lei lo sapeva in fondo che il suo aspetto fisico era cambiato, non era più il corpo snello di una ragazzina bensì quello di una giovane donna, ma non voleva ammetterlo. Fino a poco tempo fa si era convinta di essere ingrassata, forse perché sulla nave non doveva lavorare (anche se le condizioni di vita là erano piuttosto difficili) o forse perché si avvicinava ai 20 anni di età.
"Ma io non... non sono pronta per avere un bambino" disse lei con le lacrime agli occhi e il viso rosso...
Lui la guardò impietosito.
"Ce la faremo. Cresceremo insieme il nostro bambino. Gli daremo tutto l'amore che a noi è mancato" disse con convinzione, guardandola negli occhi.
Lei scoppiò a piangere. Lui la abbracciò forte mentre lei cercava di allontanarlo con le mani. Poi cedette e si ritrovò col viso sul petto di lui che la stringeva forte e le accarezzava la testa.
"Come farà il bambino con una madre disgraziata come me?" si chiedeva angosciata.
"Ce la faremo insieme"
"E se nascesse malato?" gli chiese alzando la testa verso di lui, cercando i suoi occhi. Ormai la disperazione aveva preso il sopravvento e le faceva perdere la lucidità.
"Perché devi pensare che nascerà malato?" disse guardandola negli occhi in modo assertivo. "E se nascesse sano? Pensa che è nato perché io e te ci amiamo..."
"Ci amiamo..." le sue parole rieccheggiarono nella mente di lei come i cerchi che si formano nell'acqua quando vi si getta un sasso. Lei lo strinse ancora più forte, lui sapeva sempre come incoraggiarla.
"Pensa che avremo un piccolino da tenere in braccio, che somiglierà un po' a te e un po' a me". Disse lui con una particolare luce negli occhi. L'aveva contagiata col suo ottimismo.
"Io vorrei che somigliasse solo a te. Vorrei che non prendesse niente da una madre come me".
"No, non dire così..." disse lui con tono da rimprovero accarezzandole nuovamente i capelli lunghi castani e la testa. "Sarai un'ottima madre. Hai tanto amore da dare". Le diede un bacio sulla fronte mentre lei aveva la testa appoggiata nell'incavo del suo collo.
Già lei si immaginava il bambino. Nella sua mente somigliava al suo adorato Arthur, era la copia di lui in miniatura. Pregava Dio che somigliasse solo a lui. Se lo immaginava col viso paffuto e la pelle rosa chiara, i capelli biondi e lisci che cadevano sulla fronte, gli occhi grandi e azzurri che la guardavano con curiosità e sorpresa. Da grande sarebbe diventato coraggioso e forte come il suo giovane padre.
Ora non aveva più paura.



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Racconto scritto il 22/11/2017 - 10:57
Da Maryanne Eyre
Letta n.137 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


un bel racconto di scorrevole lettura 5*

GIANCARLO POETA DELL'AMORE 22/11/2017 - 18:22

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Questo bel racconto parla dell'imminente gravidanza che scatena preoccupazione in lei e sogni d'amore in lui. Sarà pronta per essere madre? Interrogativi che il racconto non svela. Giulio Soro

Giulio Soro 22/11/2017 - 18:17

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