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Vorrei ma non posso

Vorrei, ma non posso toglierla dalla strada, disse l’uomo alla sua intervistatrice. Le garantisco innanzi tutto, come promesso, il totale anonimato, come lei più volte ha sottolineato di voler mantenere. Grazie, è essenziale. Da dove inizia la sua esperienza con tale mondo? Ho frequentato una prostituta per 2 anni, era la mia amante. Amante? Si, in un certo senso. Ho avuto diverse compagne negli ultimi anni, ma lei era molto più importante di ognuna di loro. Ne era innamorato? Tutt’ora, da diventare pazzo. Ma ho capito con il tempo che averla tutta per me è impossibile e me ne sono fatto una mezza ragione. Perchè tradiva le sue compagne? Non ho tradito nessuna di loro, io pagavo, almeno all’inizio, quando si compra una prestazione non si può definire tradimento. Perchè si inizia a frequentare una, o più prostitute? Dipende, i motivi sono molteplici. Ognuno ha le sue storie, le sue necessità. Dopo tanto tempo passato a contatto con questa ragazza, ho capito le ragioni che portano gli uomini a frequentare certi ambienti. Ovvero? Sono tanti i motivi, e non sono sempre e solo dovuti a irrefrenabili tempeste ormonali o deviazioni mentali. Vi sono uomini che non possono avere rapporti, impotenti, che trovano in loro un rifugio, le toccano, le accarezzano soltanto, le guardano nude, altri che sono timidi e non riescono ad avere una vita sociale, taluni che hanno un pene talmente piccolo da non avere il coraggio di approcciare con l’altro sesso, altri ancora che con le prostitute ci parlano e basta, dei loro problemi sia di quelli inerenti la sfera familiare, che quelli riguardanti il lavoro, le amicizie, perchè in casa nessuno ha voglia di ascoltarli e lo psicologo costa troppo; un faro, dove rivolgersi nel mezzo della tempesta. Uomini che durano il tempo di un sospiro, e non possono avere rapporti soddisfacenti, soggetti che sfogano con le ragazze fantasie che la moglie non concede, persone che non hanno rapporti con la moglie da mesi, per crisi post parto, stress, la nascita di un figlio inaspettata, e molti altri motivi. Alcune donne se la cercano proprio, fanno sesso nella stessa posizione per anni o non si concedono a nessun tipo di fantasia e a volte neppure a rapporti orali. Nel suo caso, se non sono indiscreta? Io ho il grande difetto di fare sesso con una donna al massimo tre mesi, poi subentra un sentimento di rispetto che blocca il mio lato selvaggio e mi sfogo con chi invece non desidera altro che farsi scopare. Con questa ragazza ho vissuto una specie di miracolo ormonale, chimico e sentimentale, facevamo ogni volta l’amore ed il sesso, ogni volta, senza mai trascurare l’uno o l’altro aspetto. Che persone sono queste ragazze? Lei crede di aver conosciuto o di conoscere ormai bene la sua amante, definiamola così, probabilmente è entrato in contatto anche con sue amiche, conoscenti, che idea si è fatto di loro? La maggior parte di loro fanno pena. Sono delle disperate. A parte qualche rara eccezione provengono tutte dagli stessi paesi, Romania, Albania e Ungheria. Le chiamano in Italia con la scusa di lavori degni e poi le costringono a prostituirsi. Non c’è appello e non c’è modo di ribellarsi, hanno in mano le loro famiglie. L’iniziazione è sconvolgente. Sempre lo stesso rito. Le scopano in case isolate per giorni in 3, 4 o 5 uomini, facendo perdere loro ogni dignità, ogni rispetto per se stesse, costringendole a credere che il sesso fatto a quel modo sia una cosa normale. A volte le drogano a tal punto che non si rendono conto neppure di cosa stiano facendo. A volte le ragazze sono costrette a prostituirsi solo per poter continuare a far uso di crak o eroina, cannabis o alcolici. Ma so che alcune riescono a cambiare vita? Si, ma solo quelle che lavorano per il ragazzo, pseudo papponi non professionisti, ragazzini disperati, dei bifolchi pieni di ambizioni che non sono in fondo delle bestie totali senza scrupoli, ma se la ragazza lavora, come nell’80% dei casi, per delle organizzazioni, non c’è via di uscita. Devono lavorare fino a procurare ai suddetti almeno centomila euro, poi, forse, sono libere. Significa che per ottenere la libertà devono sottostare in una stagione o due, ovvero fra aprile e ottobre, in media a circa 2000, 2500 rapporti sessuali con sconosciuti di ogni genere per riscattare il loro debito, liberarsi e liberare di conseguenza le loro famiglie. Poi, non le dico, cosa accede spesso; vengono stuprate, rapinate, pestate, soprattutto da stranieri fatti o ubriachi di passaggio. Come possono sottostare a tanto? Molte di loro hanno figli, e temono per la loro incolumità o comunque in patria hanno sorelle o fratelli più piccoli da proteggere, genitori da mantenere perchè disperati. Altre invece, come ho accennato prima, sono degli zombie, ipnotizzate dalle droghe o dall’alcool, in attesa della dose serale. Quanto va alle ragazze del loro guadagno? Di solito godono solo di un misero stipendio, fra i 500 e i 1000 euro mensili, ricariche telefoniche e qualche spiccio per mangiare. Alcune di loro praticamente vengono rimborsate a fine mese della cifra che in media guadagno in una sera, lavorando dalle 21.00 fino alle 4, le 5 di mattina. Quanto chiedono per un rapporto? Fra i 30 e i 50 euro, dipende dalle zone, il prezzo è fissato dai magnaccia. Le più furbe e coraggiose, riescono a ricavarsi qualcosa di extra. Come? Alcune ad esempio si concedono a rapporti anali, chiedendo 70, 100 euro, e ogni tanto possono mettere da parte qualche extra, facendo la cresta sulla cifra standard pattuita con il protettore. In genere non si sgarra, si chiama il tipo preposto al controllo, uno squillo prima e uno dopo il rapporto; 10 squilli 500 euro, 15 squilli 750 e così via, se non tornano i conti sono botte. Se una ragazza vive al di sopra delle sue possibilità, notano che indossa vestiti costosi, gioca ai videopoker, arriva al lavoro tardi o spesso smonta prima, si droga, i tipi lo notano e dopo poco tempo attivano le così dette “sentinelle”, personaggi dell’organizzazione che passano avanti e indietro al posto assegnato e se i clienti sono di più o le cose per qualunque motivo non quadrano sono mazzate. Ogni sera hanno una cifra minima da consegnare? E’ proprio questo il problema, ne avrei parlato adesso di questo aspetto. Le organizzazioni più estreme, non si accontentano di prendere tutti i soldi, se l’incasso è magro sono guai, molti fissano un minimo a seconda dei periodi dell’anno, che può essere 300, 500, 800, 1000 a sera. Molte di loro, nonostante siano belle, a volte anche bellissime, non tutte le sere incassano il dovuto e qui inizia il problema “sociale”, gravissimo. Ovvero? La disperazione di alcune di loro, le porta a trovare metodi poco ortodossi per arrivare alla cifra minima indispensabile per non farsi riempire, nelle migliori delle ipotesi, di calci e pugni. Quali? Rubano ai clienti, ad esempio telefoni, portafogli, soldi, oggetti di valore. Se la ragazza è una che lavora parecchio e ruba alla persona sbagliata, i pappa al massimo la fanno sparire per un po’, un mese, due, la nascondono in qualche club in Spagna o in Germania, in Olanda o in Grecia. Altre vanno in casa dopo una serie di incontri, dopo che il cliente inizia ad avere fiducia e rubano nel suo appartamento, basta un attimo di distrazione sono addestratissime, i clienti sposati per motivi di privacy non possono far niente, quindi niente denuncia. Poi vi sono i raggiri studiati a tavolino, sempre dalle organizzazioni ovviamente. Questi scattano quando la persona in questione ha mezzi ed è infatuata a dovere. Alcune riescono a convincere il brocco di turno a farsi sposare in patria, scoprendo poi che il matrimonio è falso, ma i 10000, 15000, o più a volte, euro che lasciano alle famiglie come dote sono verissimi. Altrimenti adottano il trucco del riscatto, ovvero fanno consegnare ad un finto protettore somme anche a 6 zeri, per liberarle dal lavoro, poi il fesso, scopre che è un fratello, un amico, il ragazzo o il marito, e fra di loro fanno la sparta, poi tornano in Italia dopo un paio di mesi ma cambiando zona e buonanotte. Di cose del genere ne inventano sempre di nuove. So di persone che hanno chiuso attività iper fiorenti per colpa di inganni del genere, accumulando debiti astronomici, ritrovandosi senza un soldo e senza più alternative. Rovinati, per sempre. Non si contano quelle che si fanno regalare bracciali, anelli, collane, dimostrandosi interessate ad una storia seria, il giorno dopo li hanno già venduti. Molte invece si concedono senza protezione, fra di loro ve ne sono che a 25 anni, dopo 4 o 5 anni di lavoro hanno abortito anche una decina di volte! Alcune contraggono malattie veneree che le rendono sterili, altre si ammalano di sifilide, HIV, epatite. Vorrei sottolineare che queste cose, raggiri e malattie, non succedono in paesi del terzo mondo, ma a pochi passi dalla movida Versilia, fra locali notturni e persone che passano in estate tutto il giorno fra mare, aperitivi e cenette in luoghi di alta classe. Uno scempio, un’indecenza. Nel caso fossero costrette ad abortire non utilizzano di sicuro le strutture sanitarie! Ogni volta rischiano la vita; il metodo più utilizzato è bersi una bottiglia di whisky dopo aver ingoiato una confezione di antibiotici. Questo mix catastrofico procura nel 90% dei casi una grave emorragia e di conseguenza l’aborto. Alcune vanno all’estero, le ragazze che lavorano molto le portano ad abortire in patria, a volte anche al 6 mese. So di ragazze che hanno abortito al 5° o 6° mese, alle quali è stato concesso un solo giorno di riposo! Poi via a battere la strada con ancora i pezzi del feto che cadono durante i rapporti. Orribile! A dir poco. Pensi che comunque anche le ragazze più accorte, che in anni di attività riescono a non ammalarsi, in molti casi soffrono di tremendi dolori durante il sesso o nel periodo mestruale perchè non possono fermarsi “in quei giorni”. Sono costrette ad avere rapporti con due o tre fazzoletti spinti in fondo all’utero che inevitabilmente con il tempo si infetta. Il mestruo deve sempre defluire all’esterno e non rimanere ore e ore all’interno del corpo. Molti di questi batteri attaccano le tube e rendono le ragazze, anche giovanissime sterili per sempre. Terribile! Ma il business non conosce pausa. Beh, detta così però, mi scusi, mi sento di dire che la responsabilità sta maggiormente dalla parte dei clienti, perchè non usare il profilattico in ogni caso? Come le ho detto prima, molti sono degli sfigati. Non tutti vanno con le prostitute per trasgredire, ma solo per solitudine e per mille altri motivi. Se la ragazza è disperata invita il cliente a concedersi senza protezione per risolvere la serata, sperando che tutto vada bene, dicendo alla persona di turno che lei senza preservativo non lo fa con nessun altro. Non sono responsabili nessuno dei due soggetti, a mio avviso, di questo stato di cose, solo chi sta dietro a tutto questo orrore. Pensi che grado di cultura che hanno queste poverette; ragazze che provengono da luoghi semi sperduti, da campagne e paesini che non sono neppure segnati sulle carte, alcuni di essi, giuro, non hanno neppure un nome! Ho sentito dire molte volte da alcune di loro, cose ovviamente dette dai papponi, che non c’è pericolo alcuno, riguardo a gravidanze indesiderate o malattie intendo, se si rompe un preservativo, basta fare la pipì! Roba da medioevo! Insomma, giustifica le ragazze e i clienti, quindi secondo lei gli unici veri responsabili sono solo le organizzazioni che le costringono a lavorare sulla strada? No. Per niente! E chi altro allora? Le istituzioni! Da noi la prostituzione non è reato, ma per assurdo è reato appartarsi con una prostituta e consumare un rapporto. Alcuni sindaci, invece che combattere la prostituzione per strada con mezzi leciti, fanno multe, salatissime per altro, ai clienti, che per la maggior parte sono dei poveri sfigati, soli, e con problemi fisici o psicologici. Quali sono i mezzi “leciti” secondo lei? Utilizzare i metodi che hanno adottato amministrazioni responsabili. Semplicemente portare ogni sera, dico, ogni sera, le ragazze in caserma. Dopo una settimana spariscono. Il motivo è presto detto, non hanno più soldi per alloggiare in albergo per mangiare, e disperate se ne vanno, con il consenso dei pappa che da uno stato di cose del genere non hanno niente da guadagnare. Chi può avere interesse a far rimanere le ragazze per strada secondo lei, ogni amministrazione ne farebbe volentieri a meno non crede? No, perché se parla con le ragazze scopre che molti uomini “di potere” fanno i papponi, con il consenso delle organizzazioni albanesi, romene o ungheresi, dopo aver stipulato veri e propri contratti verbali. Loro scopano gratis e chiudono un occhio e ci sono altri, sempre “potenti”, che si ingrassano con tangenti a 5 zeri. C’è un giro dietro inimmaginabile di guadagni. Impensabile. La prostituzione è la punta dell’iceberg; è consentito lo spaccio a “soci” che forniscono droga ai clienti per sballarsi durante il rapporto, e ad ogni “fornitura” c’è la percentuale, e così pure per ogni altro extra, rapporti in hotel o in case “protette”, in residence o in alberghi di amici o parenti. Loro, sono i veri responsabili. Pensassero se le loro figlie, nipoti, o sorelle, fossero costrette ad una vita del genere, ad un orrore simile. Io li sbatterei tutti dentro. Tutti. Pensare che molte di loro, costrette come prima accennato ad avere rapporti non protetti, si rovinano la vita, e così pure i clienti più deboli, che magari la rovinano di conseguenza alla persona che hanno sposato, anche solo per una bravata di una sera. Loro, i “potenti”, andrebbero denunciati per strage, epidemia, e sfruttamento, perchè sono loro i responsabili di quello che avviene davanti ai marciapiedi delle città. I personaggi che stanno dietro alle ragazze sono noti alle forze dell’ordine di tutta Europa. Hanno dei curriculum vitae che sono dei veri e propri genocidi al buon senso. Denunce per sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento, percosse, maltrattamenti, spaccio, furto, sequestro di persona, possesso illegale di armi, e chi più ne ha più ne inventi. Banditi da ogni paese europeo, permettono loro di circolare liberamente soltanto in Italia e nei loro paesi di origine. Ogni ragazza a fine serata “passa” il denaro a colleghe anziane che poi lo spediscono con Westwr Union o Monygram ai pappa. Non sarebbe complesso individuare i destinatari, non trova? Non c’è la minima volontà di intervenire. Ai magnaccia farei fare la stessa identica fine delle loro ragazze, di quelle povere disgraziate che sfruttano senza pietà, li farei stuprare per un anno di seguito da qualche mandrillo superdotato strafatto di crack. Che soluzione adotterebbe per risolvere il problema? Estirpare tutto il sistema dalle radici, con vanga e diserbante. Parole forti! Non sarebbe della stessa opinione se fosse sua figlia a dover subire tutto quello che le ho raccontato. Una soluzione? Le vecchie case chiuse. In tutta Europa hanno adibito i night clubs a questo scopo. Le ragazze sono monitorate con controlli sanitari periodici, pagano le tasse, e iniziano o finiscono quel tipo di lavoro quando vogliono. Beh, non sarà la soluzione o forse un inizio. E fare completamente a meno delle prostitute? Sarebbe l’ideale, ma è pura utopia! E lei? La sua “amante”? Bellissima; una donna intrappolata in un corpo da far venire i brividi, ma in fondo, una ragazzina che non ha mai goduto della sua giovinezza, creatura speciale, capace come poche di emozionare e di sorprendersi delle cose semplici che le vita le ha sottratto. Ha sofferto pene inimmaginabili, vorrebbe solo dolcezza e un pò di affetto, ma quello vero, senza secondi fini ed è quello che le do,cercando di preservarla dai pericoli. La amo di un amore dolce, intenso, universale. Di un amore forte robusto. Solido come roccia. Tenero e soffice come petalo di rosa. La amo di un amore musicale. Poetico. cantato. La amo d’un amore fatto di stelle. Di soli infuocati e splendenti come l’alba del primo giorno del mondo. La amo dalla sera al mattino e dal mattino alla sera. La amo, nei pensieri del giorno e della notte. Nei sogni che sogno ed in quelli che vorrei sognare. La amo come al mondo non si é amato mai. La amo nella rugiada del mattino, in un tramonto estivo, in una pioggia autunnale, in un vento di primavera. La amo nel mare in tempesta. Nel mare con la sua quiete. La amo nelle risacche montagnose. La amo nel rumore cittadino, nel silenzio della notte e, nel tepore del giorno. La amo più di ogni altra cosa al mondo. Perchè non la toglie dal giro e non la sposa!? Vorrei, ma non posso; sono uno sfigato anch’io, un debole, contro questo sistema non posso farci niente, non posso combatterlo, io voglio toglierla dalla strada e se lei vuole anche sposarla ma forse dopo la denuncia e le cose andranno per il verso giusto lo farò! Ho reso testimonianza alla Polizia; un lungo verbale ed è in corso una maxi inchiesta.



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Racconto scritto il 08/12/2017 - 15:34
Da Savino Spina
Letta n.90 volte.
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Commenti


Purtroppo leggere quanto accade lascia un gusto amaro in bocca, penso che amare non sia sinonimo di fare sesso, ma sia un dovere, alla base del quale deve pero’ essercene un’altro, il rispetto innanzi tutto di se stessi e per gli altri.


Savino Spina 08/12/2017 - 21:55

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