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Quando le note erano otto

In quel mondo lontano c'erano solo caverne e fitte boscaglie, gli alberi liberi di andare e tornare. Le montagne-appena abbozzate-erano ancora in tenera età. Il mare aveva le sue onde, la luna il suo quarto.
La musica aveva qualche anno di più.Alta e solenne la sera vestiva di scuro, la chiave a portata di mano cantava di vite vissute in un solo respiro per due corpi e un'anima sola.Di giorno vestiva di bianco, aveva pizzi e merletti.Andava in giro con otto note. La preferita era il "si", l'ottava era il "no".Suonava minuetti e madrigali.
Il sole faceva finta di niente, di sera nelle calde serate di agosto, senza farsi vedere, scendeva e ballava anche lui. Qualcuno sostiene che in quelle sere anche la luna, un po' innamorata, brillasse di più.
Quando l'orchestra suonava c'erano tutti: il mago di Oz, la fata turchina, Biancaneve con qualche nano, una timida strega, cappuccetto rosso e la nonna, il lupo non c'era.
In quel tempo il mare di giorno era azzurro con strisce dorate, a volte rifletteva tutti i colori dell'arcobaleno, di notte era verde smeraldo. Il vento carezzava le onde come l'archetto il suo violino. Gli alberi andavano in giro per offrire ad ognuno ombra e riposo. In quel tempo lontano si viveva senza contrasti, ogni cosa trovava la sua metà, si diceva sempre di si.Nel frattempo l'erba cresceva e il mondo cambiava. Il frutto proibito era stato già colto, il Paradiso Terrestre non c'era più, con il primo peccato si era affermata la trasgressione. Così anche quaggiù venne quel giorno. La ninfa al fauno innamorato disse di "no". Il fauno pianse, il sole annullò le sue uscite di sera, la luna limitò il suo quarto agli innamorati, il mare ebbe pochi colori, qualcuno anche scuro. Gli alberi ebbero le loro radici, il vento il suo maestrale, il sorriso incontrò il suo pianto, la medaglia il suo rovescio.
La musica affranta raccolse le sue note, lasciò abbandonato il "no" sulla strada. Lasciò per il viandante una targa che ricordava la storia del fauno, della ninfa e del primo"no". Da allora suona solo con sette note, il "si" quella preferita. La porta sempre in dono ai fidanzati in fiore, alle coppie di sposi, alle mamme in attesa, al bimbo che nasce per il suo primo "si".



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Racconto scritto il 10/02/2018 - 11:20
Da GIOVANNI PIGNALOSA
Letta n.87 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Speciale racconto, molto, molto poetico, emozionante fino alla fine in una sequenze di note...solo sette alla fine!!!
Bellissimo. Complimenti!

Margherita Pisano 11/02/2018 - 10:28

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Davvero molto bello! 5*

Marirosa Tomaselli 11/02/2018 - 09:49

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Non ho altre parole che.....
Meraviglioso
Un brivido, un'emozione

laisa azzurra 10/02/2018 - 12:58

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