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Melodia della malinconia

Un giorno qualunque e la mia dolce casa,
la mia mente,
dove entro ed esco senza bussare o chiudere la porta,
lì,
dov'è tutto così opaco,
freddo,
distante ed offusco,
come fosse una giornata invernale,
in un paese desolatamente abbandonato.
Un ambiente scenografico tale,
da riprodurre al massimo,
la sensazione di un grande vuoto ed inutilità.
Questo bellissimo posto,
questo è il posto,
che riconosco.
Per quanto deserto appare,
mi accoglie per non farmi sentire estranea.
Questo posto che si allontana,
e poi ritorna per consolarmi.
Un giorno sarò libera,
sarò solo io e lui,
il mio posto,
colui,
che raccoglierà tutta la mia malinconia ,
tutti i miei colori neri,
magari,
arricchendoli con il bianco della neve,
passerà tantissimo tempo,
ma verrà.
Verrà,
poiché ogni volta torna da me.
Mi raggiunge sempre più spesso,
invitandomi al nostro ritiro,
dove io,
mi lascerò andare,
e lui,
lui mi ascolterà,
creando con i miei pensieri unica melodia.
La melodia,
con la quale in seguito balleremo fino allo sfinimento.
Unico luogo,
dove il mio pudore non ha senso,
dove le mie colpe sono annullate,
dove le mie responsabilità spariscono,
dove giunge solamente la pace e l'eterno riposo.
Le mie lacrime mettono a tacere l'urlo del dolore atroce nascosto dietro ogni sorriso,
e mi perseguita l'ombra dell'addio,
dandomi la gioia immensa,
la gioia del non dover più fingere,
qui ed ora,
non c'è nulla,
solamente la speranza nel ghiaccio dei monti,
in un viaggio troppo lungo e straziante,
dove il vento gela la vista e l'angoscia fugge da bussola.
Nessun anima ha mai fatto getto della vita,
finché,
valeva la pena di conservarla,
poiché,
solo il pensiero porta l'orrore negli viventi ,
la paura,
autoconvinzione.
Nessun motivo potrà mai riconciliarsi con la morte.
E nemmeno,
nessuno,
potrà mai capire colui,
che,
non vede una fine,
non vede una pazzia,
egli,
egli vede la strada,
la strada piena di luce,
nutrendo in sé,
un grande desiderio,
di alleviare quest'incurabile impotenza del vivere.


M.P.




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Racconto scritto il 22/02/2018 - 00:06
Da Michaela Patricie Zaludova
Letta n.220 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Molto apprezzata. Complimenti

Atrebor Atrebor 17/04/2018 - 18:17

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Grazie a tutti. Siete molto gentili.

Michaela Patricie Zaludova 22/02/2018 - 20:29

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Sembra tanto casa mia... Apprezzata tantissimo

Roberto L 22/02/2018 - 19:06

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tesoro mio
nn ti conosco
ma i tuoi occhi grandi come l'oceano, mi hanno commossa
le tue parole sono di una grazie e di una dolcezza senza eguali
nn posso fare altro che dirti...
stupenda composizione, stupenda ed estremamente emozionante

laisa azzurra 22/02/2018 - 10:10

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Teresa mi ha anticipato su ciò che volevo esprimere attraverso il mio commento; riparo e difesa contro pericoli materiali e spirituali. Mi è piaciuta la chiosa finale dove si intravede la speranza a porre rimedio o quantomeno il desiderio di alleviare il mal di vivere!

Pica Giulia 22/02/2018 - 09:58

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Ognuno di noi ha un posto dove rifugiarsi nei momenti di sconforto e in cui non ha bisogno di fingere...un posto in cui può essere sé stesso senza alcuna finzione.

Teresa Peluso 22/02/2018 - 08:41

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