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Addolorata

-ho detto che la devi smettere di seguirmi ovunque- Esordì l’uomo baffuto con un piccolo ghigno che fuoriusciva dal suo viso rugoso, quando diveniva serio o quando la rabbia prendeva il controllo, aveva sempre un ghigno di felicità costante.
Ma in quel momento le parole era dure:
-Non puoi seguirmi per sempre- e portò la vestaglia al petto e uscì di casa in pantofole.
Il perché di quell'atteggiamento in quel momento era un mistero.
Come le dinamiche della vita, e forse in questo caso, poco importa.
Restava sull'uscio della porta una donna bionda e testarda con la sua sigaretta sempre consumata a metà.
Sull'uscio della porta non si può stare per troppo tempo, tira molto vento ed entrano spifferi pieni di pensieri malinconici. Invitava l'uomo a rientrare, ma quello pareva sordo.
Sull'uscio ella, aveva una rosa tra le mani che rappresentava una tristezza difficile da toccare e invece, era semplice amore.
-Torna dentro Dora- gridava il baffone allontanandosi con le sue pantofole consumate che schernivano l’asfalto di una strada piena di buche e stupide costruzioni abusive.
E invece no, lei con quella rosa tra le mani proprio non si smuoveva dall'uscio mentre lui si dirigeva sempre più verso la strada trafficata ed ignota.
Addolorata eri tu, Dora,
Stringevi la rosa tra le mani, con una dolcezza inaudita, come una bambina che ti porge il suo fermacapelli preferito. Così.
Ma a stringere troppo una rosa ci si taglia, e le mani si tingono di sangue.
Perché la passione non la reprime neanche il dolore.
Soprattutto quando la passione è vero e proprio amore.
Da lontano il baffuto ogni tanto si voltava ed urlava:
-Non seguirmi stupida-
Ma ogni volta lo diceva con voce meno convincente, mentre la sua figura svaniva nel traffico di una strada ignota.
E per ultimo quel giorno si udì dire al baffone:
-Non seguirmi amore-
Passavano le ore e la donna continuava ad aspettare sull'uscio della porta, senza mangiare, senza bere o riposare.
Cos'è un atto d’amore?
Se qualcuno dovesse chiedermelo, racconterei questa storia.
Più passava il tempo, più la donna si confrontava con l’uscio della porta.
E’ un confronto così semplice quello tra la vita e la morte, è spesso come l’uscio di una porta, eppure è sempre così difficile accettare il primitivo concetto che la morte è la forma più vera della vita.
Davvero difficile.
Ma,
Il vento adesso tagliente su di un corpo debole, si divertiva a stuzzicare la donna.
Dentro casa il calore del camino l’attendeva.
-Tutto passerà- sussurravano le dolci fiamme del fuoco.
Ma chi ama conosce il peso dell’amore sa che il suo suono rende l'amante sordo a qualsiasi altro sussulto.
Adesso fuori è quasi notte e tutti sono a cena,
Pesto, spaghetti alle vongole, tagliate di carne e pesce al forno.
Tutto un mondo continua la sua danza con la vita perdendosi nelle piccole cose,
tutti,
tranne una donna sull'uscio di una porta d’ingresso di una vecchia casa,
e ora senza luce è difficile scorgere il suo vecchio baffone.
Il suo unico amore.
Il suo significato di amore.
Ormai lo sta perdendo di vista con tutta questa oscurità.
Ma nei momenti di silenzio
ascolta ancora,
Una canzone d’amore per lei fischiettata da lui,
forse questo significa che non sta davvero arrabbiato con lei,
forse si può fare pace anche nella pace
forse una strada buia è solo un pretesto per comprendere che si può amare ancora
oltre ogni cosa,
oltre ogni atomo e molecola,
oltre ogni rimprovero,
oltre ogni distanza,
e allora forse la donna potrebbe seguirlo
anche se questo significa lasciare la casa con
il camino
e le fiamme piene di calore.
Il resto della storia è danza, un lento tra l’uomo baffuto e la nostra Dora,
In qualunque luogo.
Le fiamme rattristate non condivideranno quella scelta, ma poi, vedendo che il camino di una casa senza genitori può rimanere acceso per molto tempo ancora, capiranno.
Un giorno capiranno.



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Racconto scritto il 14/05/2018 - 14:42
Da Bruno Gais
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