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IN ATTESA DI NASCERE

A – Hai preso l’intelligenza?
B – Sì, sì. Mi pare di sì.
A – E dove l’hai messa, che non la vedo?
B – Scusa, ma non è mica questa?
A – Ma no, che dici. Questa è la nobiltà. Mi sa che hai sbagliato corridoio…. L’intelligenza si prende al quarto piano, ultima porta a sinistra. Dai, fammi vedere cos’hai, che ti do una mano.
B – Ok. Ti ringrazio amico. Sei gentile.
A – Dunque… questa non ti serve, dalla a me.
B – Ma come, la forza non mi serve?
A – E cosa te ne fai? La forza è controproducente senza l’intelligenza.
B – Ok, allora te la cedo. E tu cosa mi dai in cambio?
A – Fammi vedere … ti posso dare … ecco, ti posso dare la speranza.
B – Va bene grazie. Mi piace la speranza. Ha un bel colore. Se ti interessa, ti do anche la purezza: l’ho presa perché allo sportello non c'era praticamente nessuno, ma non so bene che farmene.
A – Per essere utile, è utile. Ma penso possa servire più a te, specialmente adesso che ti ho dato la speranza. Ti manca solo l’ingenui….beh, lascia stare. Lo sai, mi sei simpatico. Ti regalo pure la generosità. Me l'ha infilata qualcuno nel sacchetto, non so bene come…
B – Ti ringrazio, ma ce l’ho già. T’ho detto che sono andato dove c’era meno coda. E a te serve qualcos'altro di mio?
A – Fammi un po’ vedere. Dunque… non è che mi daresti la saggezza?
B – No amico. Mi dispiace. La saggezza no. Ci tengo. E’ la prima cosa che ho preso. Sono affezionato.
A – Va beh, non fa niente. Magari dopo faccio una scappata a prenderla. Abbiamo ancora tempo, no?
B – Di tempo, quassù, ne abbiamo quanto vogliamo. E’ là sotto che tutto dura un attimo.
A – Ah! Ecco perché poco fa, in fila allo sportello della furbizia, ho incontrato un tizio che avevo visto scendere solo un attimo prima! Certo che conduciamo un’esistenza assurda. Praticamente stiamo in coda per l'eternità.
B – Il problema è che non conserviamo memoria né di quello che facciamo qui, né di quello che accade laggiù, altrimenti sarebbe più semplice capire….
A – Già. Io stesso che possiedo l’intelligenza, il raziocinio, la furbizia e la sagacia, non ci ho capito niente. Hai notato, per esempio, che ogni tanto qualcuno si stacca da qui, e vola via, come fosse un palloncino?
B – Si, mi è capitato di vedere questo raro fenomeno. Deve essere perché non sono più appesantiti….
A – E cosa può appesantirci? Quassù non c’è niente, proprio niente che abbia peso!
B – L’intelligente sei tu…. Va beh, io vado. Alla prossima, allora. Buona fortuna!


A vide B scendere al mondo e, come prassi, tornare indietro un istante dopo. Lo vide sorridere, e poi librarsi, come un palloncino.




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Racconto scritto il 08/06/2018 - 09:13
Da Roberto L
Letta n.120 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Si anche a me ha ricordato un amico a cui piaceva parlare coi dialoghi. Molto interessante.

Teresa Peluso 08/06/2018 - 16:02

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eh si
proprio come un autore scomparso dal sito...(mi riferisco al dialogo)
mi verrebbe da dire "benritrovato"!

c'è una misteriosa bellezza legata alla sola fede, anche nella profonda tristezza della perdita. I palloncini, quelli che lasciamo liberi di volare quando un piccolo viene a mancare, qui, in questa tua, lasciano quel posto di attesa dopo una breve visita.
intelligenza, capacità, generosità...credo davvero che ci siano date in dote, poi la vita....ci cambia
splendido, complimenti


laisa azzurra 08/06/2018 - 12:59

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