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C'ERA UNA VOLTA UN RE

Le istruzioni sono:

C'ERA UNA VOLTA UN RE:… racconta la tua fiaba utilizzando i protagonisti di una favola già esistente e inventando da zero un'altra storia anche in chiave umoristica se volete (non in dialetto ma va bene invece la figura del nonno che ha le idee confuse e racconta la storia ai nipotini in modo del tutto nuovo)


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la bella addorentata

Si, tanto tempo fa c’era un re…ma anche oggi ci sono, si difendono dal passare del tempo. Dei malefici di vecchie streghe ormai in disuso, non se ne curano più. Il nostro re era anziano e malato e sedeva su un vecchio sofà di stoffa rossa. Al giorno d’oggi sarebbe anacronistico anche parlarne, abituati come siamo, a conoscere solo re giovani e gossippari alle prese con le starlet del momento, seduti sulle reali sedie sdraio in qualche amena e costosa località lontano dal mondo comune. Ma torniamo al nostro re. Il sofà era scomodo, segnato dagli anni e…dai gatti che il movimento animalista dell’epoca riteneva un messaggio importante che il re rivolgeva ai sudditi. D’altra parte la cassa mutua artigiani non riusciva a coprire più i fondi pensioni degli stessi per cui “i sofanieri” stavano sparendo dopo anni di lotte sindacali. La stanca mente reale era ormai affollata da ricordi e pensieri tumultuosi che si sarebbero dissolti solo allorquando l’amata figlia, ancora troppo giovane, fosse stata in grado di condurre il reame a nobili mete. Era solo, però ! L’amata regina madre era morta, tempo addietro, ad una festa di beneficenza atta a raccogliere fondi per i sudditi senza casa, a causa delle frequenti presenze di draghi nel territorio. Per questo, la sovrana, fu trovata morta mentre gozzovigliava gioiosamente col menestrello. Negli spasmi della morte, così dissero le cronache, cercò di levarsi gli abiti di dosso restando nuda. Così ci furono i reali funerali e il re dovette versare una pensione sociale anche al menestrello, che ormai senza lavoro, lasciò il regno, portandosi dietro anche quel ghigno beffardo che assumeva quando era a contatto col sovrano.
Il giorno in cui la giovane principessa era destinata ad entrare nell’età adulta si avvicinava e il re, all’uopo, preparò una grande festa, invitando i notabili da ogni parte del mondo e poiché le casse del regno non erano certo floride, invitò tutti, ma proprio tutti, confidando che con i loro regali si potesse rimpinguare la misera dote a disposizione della figlia. Ahimè, nelle more, dimenticò d’invitare la fata più cattiva che frequentava la corte. Questa, scortata da quattro boy assatanati, al suono di un rock frenetico, entrò in scena nel momento culminante della festa e lanciò il suo anatema. La principessa avrebbe dormito fino a quando un giovane principe l’avesse svegliata con un bacio ! La festa si trasformò, naturalmente, in tragedia. La disperazione prese l’anziano re che, conoscendo le bellezze della figlia, temeva che l’anatema non potesse mai essere sciolto ! Furono giorni tristi per il regno. La stagione estiva stava per arrivare e il re pensò di costruire nel parco davanti al castello un catafalco dove porre la sua figliola, liberando così la sua stanzetta da affittare, eventualmente, a qualche turista. Gli anni passavano e, a parte la muffa che cresceva intorno alla bara, nulla di notevole succedeva. Le cronache dell’epoca, però, ci riportano a un evento che si legò al racconto che andiamo facendo. In un regno molto lontano, un principe dissoluto e libertino dopo aver scialacquato il patrimonio familiare cadde in mano agli strozzini, persone senza scrupoli che avevano avuto il merito di inventare le cravatte, ma poi se le facevano pagare a costo della vita ! Il giovane principe dovette fuggire in fretta e furia, indossato il primo abito uscito dal bucato che ormai doveva farsi da solo di cui non ebbe tempo di notare che aveva cambiato colore diventando da rosso ad azzurro, fuggì incontro al suo destino. Destino che passò per il regno del nostro re sempre più afflitto. Una vecchia, saggia contadina raccontò al principe… azzurro, ma di fatto rosso, la storia della giovane e sfortunata principessa. Lui, resosi conto che quella poteva essere una soluzione onorevole per entrambi, volle vederla. Il primo impulso fu dettato da uno sconvolgimento di stomaco, per cui si allontanò per non sporcare il sacro catafalco. Quindi, come la sua origine guerriera gli imponeva e come il manuale del giocatore d’azzardo proponeva, prese il coraggio a due mani e la baciò. Il vecchio re, prima di gioire per la notizia mandò mille candele a illuminare la chiesa in segno di ringraziamento e poi corse, suffragato da simil scooter elettrico dell’epoca, ad accogliere la figlia appena risvegliata e che strillava come un’ossessa contro chi aveva interrotto il real sonno.
Una vera, reale (mai termine fu così adatto) morale, non c’è. Mi piace pensare però a quel vecchio detto che recita : “finisce bene….”. Infatti sono sicuro che, ancor oggi, in tempi moderni ritroverei il vecchio re seduto su una confortevole poltrona rigorosamente di color grigio, acquistata ad una televendita vantaggiosa. Il principe azzurro, per tenere fede all’appellativo di eroe dei due mondi, decretato dai sudditi per il bacio dato alla bella Addormentata, trasferitosi a Caprera dirigerebbe una moderna lavanderia dove si guarda bene a far smontare il colore degli abiti e Lei, la protagonista di questa bella fiaba, che, seguito il marito sull’isola, continuerebbe i suoi studi di farmacologia, con specializzazione di ricerche sulla narcolessia senza cavie, ma provvedendo essa stessa all’incombenza. E, finalmente, vissero felici e contenti…e il lupo cattivo ? Bhe, quella è un’altra fiaba !



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Scrittura creativa scritta il 12/01/2018 - 10:12
Da Nino Curatola
Letta n.342 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Divertente, densa di riferimenti completamente stravolti, e con un finale che non delude!

Grazia Giuliani 15/01/2018 - 16:03

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perdona la ripetizione

Maria Cimino 13/01/2018 - 15:51

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Ciao Nino caro mi era sfuggita questa tua....beh devo dire che hai saputo in maniera eccellente raccontare una bella storia in chiave ironica

La bella addorentata così è del tutto originale complimenti sei tremendo.


Vedi anche il grande capo è d'accordo con me...ti abbraccio forte ciao caro


Ciao caro


Maria Cimino 13/01/2018 - 15:50

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la ringrazio per le sue belle parole. Ne farò tesoro !

Nino Curatola 13/01/2018 - 12:07

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scrittura creativa svolta con impegno non indifferente, visti i dettagli.
Simpatico il rimodernamento della storia con la presenza di comparse particolari come i boy assatanati e con la musica rock di sottofondo.
Favola riscritta con acume.
Meriterebbe più letture e commenti adeguati.

Adriano Martini 13/01/2018 - 00:28

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