Scrittura Creativa

     
 

La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia.
Per dare uno stimolo abbiamo ideato una simpatica competizione. Mensilmente proporremo un tema diverso fornendo le opportune istruzioni.
Questo mese l''argomento è:

PUNTO DI VISTA

Le istruzioni sono:

Ti risvegli e scopri di aver cambiato sesso. Racconta la tua prima giornata nel tuo nuovo corpo.


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Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa.
Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore.


 
     



Lista Generale

     
 

Ti ricordi di me?

Io sono un uomo invisibile. Sono invisibile come il suono di una melodia di Debussy, o più banalmente come le molecole di anidride carbonica che emettiamo ogni volta che i polmoni ce lo impongano. Ma non voglio divagare sulle mie scarse conoscenze di fisiologia umana, illudendo me stesso e voialtri su quanto sia imbevuto di scienza.
Io sono un invisibile, come i cameramen della televisione, o come gli chef di un ristorante, dei quali gustiamo le prelibatezze senza dar loro la soddisfazione di complimentarci di persona. Sono invisibile come uno di quei bambini indonesiani che incollano la gomma alle suole di una scarpa da ginnastica, o come i ceramisti che decorano i vasi dei nostri salotti borghesi.
Una mattina, quest’uomo invisibile, che di professione fa l’insegnante, sta girando la chiave nella toppa e sta uscendo di casa. Sono circa le 7 e mezza, e per i miei gusti è già tardi, la mia scuola dista più di mezz’ora e sarò costretto a salire su quel benedetto tram costipato di pe... (continua)

Rosalba Caraddi 10/06/2014 - 20:00
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Argomento: INCIPIT

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Ambra

Proprio non lo poteva soffrire, non lo aveva mai potuto soffrire "IL BUIO", in quelle notti insonni tutte uguali
Il paese era abbarbicato sulla montagna, soffocato e quasi nascosto dal verde rigoglioso, invadente. Anche alla luce del sole la fanciulla sentiva di vivere come in una scatola chiusa. Tristemente si paragonava ad un uccellino. Uno di quelli che i suoi fratelli catturavano e poi mettevano in una scatola di cartone a cui facevano piccoli fori per far entrare la luce. Ecco lei si sentiva cosi, intrappolata e sfiorata da una flebile luce.
La giovane divorava libri, erano il pane con cui lenire la fame della curiosità, della voglia di allargare i limiti che voleva superare. La notte sognava spesso, spesso si vedeva in luoghi mai visti, percorreva strade affollate e tra la folla si faceva spazio, inseguendo il sole che sembrava indicargli il percorso per una nuova vita.
Sapeva che sarebbe stato cosi.C'è sempre una svolta, c'è sempre un angolo da girare è cosi, sareb... (continua)

Amber Amara 14/05/2014 - 11:06
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Argomento: INCIPIT

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Come un marchio nell'animo

Non lo poteva soffrire, non lo aveva mai potuto soffrire, sapeva bene che dopo di lui ce ne sarebbero stati altri, questo non le impediva di percepire quella forte sensazione di vittoria mista a raccapriccio insinuarsi, e allargarsi a macchia d’olio nella bocca dello stomaco.
Non era stata lei a volere quella guerra, ci si era trovata per caso, e ancora ne portava nell’animo i segni.
Tutta la vita condizionata da quell’unico episodio che l’aveva traumatizzata rendendola paurosa e insicura.
Era cosciente che non sarebbe mai riuscita a cancellarli tutti dalla faccia della terra, sapeva pure, che uno solo era il vero responsabile, ma l’orrore che aveva provato quel giorno, ancora dopo tanti anni le rimaneva appiccicato addosso come un marchio indelebile.
Tutta una vita a guardarsi intorno circospetta, perché aveva imparato a sue spese, che poteva trovarli dappertutto, anche dentro i buchi di un vecchio mattone, che lei bambina portava orgogliosa a suo padre: quel mattone, che geco il... (continua)

Claretta Frau 13/05/2014 - 12:57
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Argomento: INCIPIT

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Il limone nell'acqua

Non lo poteva soffrire, non lo aveva mai potuto soffrire. Quell’orribile ometto che tutte le mattine gli apriva la portiera della macchina cosicché lui potesse scendere e sfilare con aria di superiorità fino all’enorme cancello d’entrata. Non riusciva a concepire qualcuno di così insignificante né tanto meno perché il padre non si fosse ancora deciso a licenziarlo per rimpiazzarlo con qualcuno la cui vista di prima mattina sarebbe risultata meno deprimente.
Nel suo vestito, costato quanto un piccolo monolocale in centro, camminava per quei corridoi come se il mondo gli appartenesse. Non sapeva praticamente nulla di quello che accadeva in quell’impero che calpestava eppure se ne sentiva il padrone, il suo cognome gli donava tutti i diritti di cui aveva bisogno. Malgrado così inutile alla causa riusciva a fingersi indispensabile agli occhi di tutti. Era bello, giovane, forte, il figlio di uno dei più ricchi magnati dell’epoca, un Dio sceso sulla terra per far invidia agli uomini. Non ... (continua)

Simone Coriandoli 12/05/2014 - 23:06
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