Scrittura Creativa

     
 

La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia.
Per dare uno stimolo abbiamo ideato una simpatica competizione. Mensilmente proporremo un tema diverso fornendo le opportune istruzioni.
Questo mese l''argomento è:

Riscrivi la storia con una storia

Le istruzioni sono:

Scegli un personaggio storico famoso, fai una ricerca su internet ed annota su un foglio alcune parole chiave che lo contraddistinguono. Ad esempio, se hai scelto San Francesco potresti annotare “lupo di Gubbio”, “vesti donate ai poveri”, “Assisi”, “povertà” “fede”. Riscrivi quindi la vita del personaggio che hai scelto stravolgendo il tuo personaggio. Ad esempio, potresti rappresentare Francesco come un terribile malfattore chiamato “il Santo” dai suoi sgherri, originario di “Assisi”. Francesco, dopo una vita vissuta in “povertà” si ritrova per caso a rubare una “fede” nuziale della cugina. Da lì un’escalation di furti che lo porta a capo di una banda di ladri e gli vale il nomignolo di “lupo di Gubbio (*tratto da internet)


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Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore.


 
     



Lista Generale

     
 

Confessioni: la malattia

Avevo circa sette anni quando mi ammalai di un virus particolare e inaspettato.
Era fine ottobre, la temperatura si era improvvisamente abbassata e l’influenza stava mietendo famiglie intere.
Persino mia madre si ammalò, io non l’avevo mai vista a letto, ma quell’anno le venne una febbre così alta che non ce la faceva ad alzarsi.
Io a quei tempi vivevo in un paesino sul mare, un paesino come ce ne sono tanti lungo le nostre coste, tutto squadrato, con tre strade parallele, la prima sul lungomare, la seconda subito dietro e la terza parallela alla pineta.
Ci conoscevamo tutti ed eravamo una grande famiglia.
Quel giorno mia madre, costretta a rimanere a letto, mi disse di andare a prendere il pane al panificio proprio accanto a casa nostra.
A quei tempi le automobili che circolavano erano proprio poche e semmai potevano passare persone in bicicletta o in motorino, ma io non avrei neanche dovuto attraversare la strada e questo rendeva tranquilla mia madre perché già altr... (continua)

Roberta Sbrana 29/10/2013 - 10:05
commenti 0 - Numero letture:480

Argomento: CONFESSIONI

Voto:
su 4 votanti





Bambini

Scuotevo i fili dello stendi-biancheria, sul balcone di casa, con il palmo aperto: mi divertiva vedere scendere le goccioline, perché mi sembrava incredibile che l’acqua piovana potesse depositarsi su fili così sottili… eppure, scrollandoli, le gocce stillavano via come brillanti colorati, per il sole che si rifrangeva in esse: infatti, nel frattempo, aveva riconquistato il cielo, dopo la pioggia estiva. Ero concentrata in quel gioco, ma non così tanto come poteva sembrare, guardandomi: infatti tenevo le orecchie tese, alla conversazione che avveniva alle mie spalle, qualche metro dietro me, al tavolo di cucina. Mio padre e mia madre parlavano fitto, a voce bassa.
- Io non me la sento, di telefonare a Paola. Non ancora…cosa le direi..? – mia madre aveva la voce seria e incrinata, come da una grande offesa, un avvilimento improvviso.
- Eppure dovresti proprio chiamarla. Stefano mi ha detto che, dopo che le ha parlato del bambino, qualche giorno fa, lei si è chiusa in un silenzio total... (continua)

Irene Fiume 24/10/2013 - 18:52
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Argomento: CONFESSIONI

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su 5 votanti



La morte non uccide l'amore

Ho visto un ragazzo vicino alla porta di quella stanza.
Stava li fissando il letto con lo sguardo perso nel nulla.
Quel ragazzo penso di conoscerlo, mi somiglia.
Parla da solo dice frasi che non hanno un senso. Parla della morte e del paradiso ma io non vedo nessun morto in questa camera. Cerco di avvicinarmi a lui ma lui non riesce a vedermi. Sento qualcuno che lo chiama per nome , ricordo quel nome , mi è famigliare ma non riesco a ricordare. Mi guardo in torno , ci sono libri e foto.Una foto riporta l' immagine di una giovane donna con un bambino in braccio la guardo e ritornano pian pianino i ricordi. Vorrei aver non ricordato che quel morto di cui parlava mio figlio ero io. Sono morta!
oggi a casa mia su quel letto in quella stanza rosa circondata da libri e fotografie. Sono morta per colpa di una malattia non sono più umana è vero ma non sono morta del tutto. Sono ancora qua e qui rimarrò in questa casa triste e silenziosa a guardare la vita dei miei cari finchè l' ultimo ... (continua)

MARIANGELA ARMATA 23/10/2013 - 17:17
commenti 0 - Numero letture:770

Argomento: CONFESSIONI

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su 9 votanti



Solo una sognatrice.

Da piccolina ero allegra e spensierata, alquanto giocherellona. Nel periodo della pubertà intorno ai dodici anni con il corpo cominciò a cambiare anche il carattere. Divenni timida, riservata, malinconica. Spesso mi ritrovavo a fissare un punto senza realmente vederlo, mentre la mia mente vagava assorta in splendidi sentieri. Per questo mio assentarmi, venivo rimproverata dai miei genitori e il ritorno alla realtà era quasi sempre brusco. La timidezza acuiva la sensazione di sentirmi fuori posto. Con il tempo imparai a nascondere questa tendenza alla contemplazione; quasi fosse una vergogna; una cosa che non si doveva fare. Allora per non essere ripresa cercavo un luogo appartato che mi liberasse dagli occhi indiscreti e accusatori e mi permettesse di immergermi in quel mondo tutto mio, di pace, e di parole. Parole che galleggiavano sospese nell’aria, e che trovavo divertente afferrare e ricomporre in incantevoli mosaici dove tutto aveva un senso. Con il tempo imparai a trascrivere que... (continua)

Claretta Frau 22/10/2013 - 18:30
commenti 6 - Numero letture:673

Argomento: CONFESSIONI

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