Scrittura Creativa

     
 

La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia.
Per dare uno stimolo abbiamo ideato una simpatica competizione. Mensilmente proporremo un tema diverso fornendo le opportune istruzioni.
Questo mese l''argomento è:

TEMA

Le istruzioni sono:

scrivi un racconto che abbia questo tema e non necessariamente il titolo: "Quella estate meravigliosa"


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Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa.
Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore.


 
     



Lista Generale

     
 

Come un marchio nell'animo

Non lo poteva soffrire, non lo aveva mai potuto soffrire, sapeva bene che dopo di lui ce ne sarebbero stati altri, questo non le impediva di percepire quella forte sensazione di vittoria mista a raccapriccio insinuarsi, e allargarsi a macchia d’olio nella bocca dello stomaco.
Non era stata lei a volere quella guerra, ci si era trovata per caso, e ancora ne portava nell’animo i segni.
Tutta la vita condizionata da quell’unico episodio che l’aveva traumatizzata rendendola paurosa e insicura.
Era cosciente che non sarebbe mai riuscita a cancellarli tutti dalla faccia della terra, sapeva pure, che uno solo era il vero responsabile, ma l’orrore che aveva provato quel giorno, ancora dopo tanti anni le rimaneva appiccicato addosso come un marchio indelebile.
Tutta una vita a guardarsi intorno circospetta, perché aveva imparato a sue spese, che poteva trovarli dappertutto, anche dentro i buchi di un vecchio mattone, che lei bambina portava orgogliosa a suo padre: quel mattone, che geco il... (continua)

Claretta Frau 13/05/2014 - 12:57
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Il limone nell'acqua

Non lo poteva soffrire, non lo aveva mai potuto soffrire. Quell’orribile ometto che tutte le mattine gli apriva la portiera della macchina cosicché lui potesse scendere e sfilare con aria di superiorità fino all’enorme cancello d’entrata. Non riusciva a concepire qualcuno di così insignificante né tanto meno perché il padre non si fosse ancora deciso a licenziarlo per rimpiazzarlo con qualcuno la cui vista di prima mattina sarebbe risultata meno deprimente.
Nel suo vestito, costato quanto un piccolo monolocale in centro, camminava per quei corridoi come se il mondo gli appartenesse. Non sapeva praticamente nulla di quello che accadeva in quell’impero che calpestava eppure se ne sentiva il padrone, il suo cognome gli donava tutti i diritti di cui aveva bisogno. Malgrado così inutile alla causa riusciva a fingersi indispensabile agli occhi di tutti. Era bello, giovane, forte, il figlio di uno dei più ricchi magnati dell’epoca, un Dio sceso sulla terra per far invidia agli uomini. Non ... (continua)

Simone Coriandoli 12/05/2014 - 23:06
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Argomento: INCIPIT

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Per ogni giorno trascorso a litigare con te

Non lo poteva soffrire,non lo aveva mai potuto soffrire. Era dalle elementari che quel presuntuoso di Andrea Monaldi le dava fastidio.In prima elementare,alla festa di benvenuto, le aveva rovesciato addosso il piatto con dentro la torta e il bicchiere appoggiato lì proprio per completare il disastro!Tutti l'avevano presa in giro e non era bastato un anno per dimenticare. In seconda le aveva fatto beccare una ramanzina dalla maestra di italiano che le aveva ordinato di stare fuori la porta dell'aula con un cartello in mano che citava:"Tutti devono sapere quanto sono maleducata".Da allora aveva deciso di dargli pan per focaccia.Così erano iniziati i dispetti e chi più inventava più vinceva: se lui la metteva in imbarazzo davanti a tutti sapendo quanto fosse timida,lei raccontava di quanto non sapeva usare il vasino e piangeva perchè voleva il suo pannolino.Non erano stupidaggini visto che le loro madri,amiche da una vita,li avevano fatti crescere insieme come se fosse tradizio... (continua)

Anna Di Maio 11/05/2014 - 16:02
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UN GRANDE AMORE TRA I MONTI DELLA LAGA

Era una calda domenica di Agosto. Tornavo finalmente a casa mia, al mio paese immerso nel verde della mia valle distesa alle pendici del Gran Sasso, tra i monti della Laga, che apparivano ai turisti in tutta la loro rigogliosa bellezza. Quel giorno una vecchia corriera mi stava riportando a casa dopo dieci anni di lontananza. Mi chiedevo come fosse diventato quell’antico borgo medievale. Non vedevo l’ora di arrivare. Mi tornavano alla mente tutti i momenti belli che avevo vissuto lì in quella valle dai molti castelli, i pensieri volavano alti nella mia mente come aquile in volo. Ripensavo alle passeggiate fatte in quei boschi insieme ad una ragazzina bruna, compagna della mia giovinezza. Mi rammaricavo ancora, di non averla salutata prima di partire, tanta era la fretta di andar via, di andare a vivere in una grande città diversa e moderna, ricca di emozioni dove sarebbe stato più facile trovare lavoro.
Ora però, mentre mi avvicinavo a quei luoghi, i miei pensieri mi riportavan... (continua)

Lucia Marolla 31/03/2014 - 18:41
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