Scrittura Creativa

     
 

La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia.
Per dare uno stimolo abbiamo ideato una simpatica competizione. Mensilmente proporremo un tema diverso fornendo le opportune istruzioni.
Questo mese l''argomento è:

TEMA

Le istruzioni sono:

scrivi un racconto che abbia questo tema e non necessariamente il titolo: "Quella estate meravigliosa"


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Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa.
Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore.


 
     



Lista Generale

     
 



L'insospettabile

Invece era lì, non era andato via, anzi, erano già passate quarantotto ore che vegliava quello che sembrava tutto, fuorché un essere umano. Deforme, molliccio, i tratti del viso non più regolari e da sembrare più una maschera dipinta male, sbavata nei colori e nei contorni. L’osservava senza provare disgusto o repulsione, solo una grande confusione in testa. Scoprire un lato oscuro del suo essere e riconoscersi in un uomo privo di qualsiasi sentimento, freddo, calcolatore, forse anche un tantino folle, lo disorientava.
L’aveva eliminata, ecco il termine esatto, schiacciata come si fa con un insetto puzzolente e repellente. Una persona che doveva essere annientata. Tutto quello orrore era mostruosamente eccitante per lui, che invece di provare un senso di rimorso per il crimine commesso, lo appagava, sentiva l’adrenalina trasformarsi in fuoco e impossessarsi della sua mente. Poteva decidere sulla vita o sulla morte degli altri e questo lo rendeva giudice e lo elevava ad onnipotente.
... (continua)

Anna Rossi 26/06/2017 - 07:43
commenti 4 - Numero letture:409

Argomento: INCIPIT PER UN NOIR

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Una faccia di cera

Era morta. Mortissima. Stramorta. La cosa dentro la vasca era morta. Sì, perché quella non era più la professoressa Marini, ma una cosa gonfia e livida che galleggiava come una camera d’aria. Era stato lui. Era stato lui a fare quello. Arretrò con le spalle al muro. L’aveva uccisa per davvero. Come aveva potuto avere ucciso un essere umano? Si gettò sul water e vomitò. Me ne devo andare subito, si disse. Ma subito dopo pensò che se ne fosse andato così, senza aver ripulito il posto dalle sue tracce e impronte, subito sarebbero risaliti a lui. E lui sapeva di essere innocente. Certo la sua presenza lì, la presenza del cadavere della professoressa, erano tutti e due fattori che avrebbero convinto chiunque della sua colpevolezza. Ma poi ragionò un attimo: il cadavere era già livido e gonfio, questo voleva dire che l’assassinio doveva essere successo alcune ore prima almeno, e che ci faceva lui in quel posto da così tanto tempo? Era venuto a trovare la professoressa Marini da ormai una dec... (continua)

Giulio Soro 25/06/2017 - 12:25
commenti 2 - Numero letture:385

Argomento: INCIPIT PER UN NOIR

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su 2 votanti





Rosa tenue

Era morta. Mortissima. Stramorta. La cosa dentro la vasca era morta. Si perchè quella non era più la professoressa Marini, ma una cosa gonfia e livida che galleggiava come una camera d'aria. Era stato lui. Era stato lui a fare quello. Arretrò con le spalle al muro. L'aveva uccisa per davvero. Come aveva potuto avere ucciso un essere umano? Si gettò sul water e vomitò “ Me ne devo andare subito “ si disse.
La nausea serrava la sua gola e come la marea saliva bloccando la mente, Brando si accasciava appoggiando la schiena alla parete, le piastrelle azzurre del pavimento attorno alla vasca apparivano asciutte, si toccava la camicia bianca con le maniche arrotolate al di sopra del gomito, scorrendo le mani sui jeans sentiva i muscoli della gambe senza tensione, abbandonati, nemmeno una goccia di acqua, né un alone di umidità.
I pensieri si inceppavano incapaci di agganciarsi uno all'altro “ Come posso aver annegato una donna senza spargere acqua sul pavimento, su di me? “, cercava disper... (continua)

Grazia Giuliani 25/06/2017 - 00:35
commenti 6 - Numero letture:443

Argomento: INCIPIT PER UN NOIR

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Delitto zia Marini

“Era morta. Mortissima. Stramorta. La cosa dentro la vasca era morta. Sì, perché quella non era più la professoressa Marini, ma una cosa gonfia e livida che galleggiava come una camera d’aria. Era stato lui. Era stato lui a fare quello. Arretrò con le spalle al muro. L’aveva uccisa per davvero. Come aveva potuto uccidere un essere umano? Si gettò sul water e vomitò. Me ne devo andare subito, si disse". La tirannica Elvira Marini ha le ore contate. Almeno è ciò che si augura colui che l’ha presa di mira: suo nipote Edoardo, tanto viziato e indolente quanto determinato nei suoi propositi di aspirante assassino. Non troppo fortunato, tuttavia, considerando che la vittima predestinata scampa regolarmente ai suoi attentati. Con una perseveranza quasi diabolica l’inossidabile zia sopravvive allegramente a sabotaggi e trappole mortali. C’è di che far uscire di senno il povero nipote, disposto a tutto pur di sfuggire all’asfissiante controllo della sua carceriera. Lei tiene i cordoni del... (continua)

Savino Spina 23/06/2017 - 12:44
commenti 1 - Numero letture:1447

Argomento: INCIPIT PER UN NOIR

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