Scrittura Creativa

     
 

La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia.
Per dare uno stimolo abbiamo ideato una simpatica competizione. Mensilmente proporremo un tema diverso fornendo le opportune istruzioni.
Questo mese l''argomento è:

AL BUIO IN UNA CAVERNA

Le istruzioni sono:

La scena si svolge in una caverna. Il protagonista, assieme ad altre persone, si ritrova improvvisamente al buio. Quali sono i suoi pensieri e le sue preoccupazioni? La grotta ha dei pericoli. Cosa succederà? Quale sarà la conclusione? Scrivere una storia così ambientata.


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Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa.
Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore.


 
     



Lista Generale

     
 

La mia vita

D'accordo, ti racconterò la storia della mia vita, come tu desideri...
Non è poi una grande storia....è solo la storia di una persona,che ha lottato per raggiungere dei risultati e che ha sempre VOLUTO, ben sapendo che i desideri non si avverano come nelle favole... i desideri si guadagnano e si conquistano.
Ero la terzultima di otto fratelli (sei femmine e due maschi), ma ero amata e viziata da tutti. La mia vita trascorreva felice tra disegni, recite,balli e favole. Le favole erano quelle raccontate dalla mia mamma, che aveva una spiccata fantasia e che sapeva meravigliare sempre noi bambini, con i suoi racconti. Tutto mi sembrava attorniato da una nuvola rosa, che rendeva dolce e delicato ogni momento della mia vita.
Mi affascinavano i libri e mi piaceva recitare. Ogni storia letta lasciava in me uno strascico fantastico, che durava nel tempo e nei miei sogni. "Il giardino incantato" era il libro che mi piaceva di più e sognavo sempre di rifugiarmi in un posto com... (continua)

Teresa Peluso 22/01/2017 - 14:33
commenti 7 - Numero letture:262

Argomento: INCIPIT

Voto:
su 4 votanti



Tracce di irrealtà

D'accordo, ti racconterò la storia della mia vita, come tu desideri.Siedi qui accanto a me, ecco il caffè e' pronto e la mia vita ha inizio..
Il suono della sveglia come ogni mattina frantuma in mille pezzi i miei sogni, un suono stridulo, lacerante, utile per carità assolutamente si, perché altrimenti non lascerei mai il letto alle cinque, quando ancora fuori e’ buio. L’acqua fredda che scende a spruzzi dal rubinetto contribuisce al mio risveglio, ormai lo scaldabagno e’ andato, come tante altre cose in questa casa, fredda e buia.
Preparo il caffè, mi vesto in fretta e sempre in fretta raggiungo la fermata dell’autobus, siamo una piccola folla infreddolita e assonnata che lenta prende posto sulla vettura, siamo una piccola folla invisibile, gente da poco, senza un fine o un progetto da perseguire, nessuna preparazione particolare, né una vita speciale.
Io l’invisibile, spesso dimentico persino il mio nome,.. però rispondo sempre a chi mi chiama, e so sempre se ce l’hanno con me, ... (continua)

Marina Lolli 16/01/2017 - 19:26
commenti 13 - Numero letture:469

Argomento: INCIPIT

Voto:
su 8 votanti



Racconto

"D'accordo, ti racconterò la storia della mia vita, come tu desideri ...."
Inizio da quando presi la nave per andare in Sardegna, partimmo io
e Pasquale un amico e collega, prendemmo il treno Caserta- Roma,
poi cambiammo per Civitavecchia, per imbarcarci alla volta di Cagliari.
Ricordo che era il quattro di gennaio, una giornata ventosa, fredda,
eravamo stati trasferiti dopo nove mesi di corso, e, dopo una breve
licenza dovemmo partire. Per me era un sogno, un piccolo traguardo,
salutai i miei, mamma aveva le lacrime, mi disse solo, sta attento, poi
si asciugò le lacrime e si voltò per non vedere il treno allontanarsi.
Avevo una valigia di cartone, come si usava in quel tempo, in divisa,
con il moschetto a tracollo, un capotto abbastanza lungo, quasi arrivava
ai piedi. Nel treno come al solito non trovai posto, dovetti fare il viaggio
in piedi fino a Formia, poi trovai posto in uno di quei sedili di legno, un
odore di fumo e cenere rendeva l’aria irrespirabile,... (continua)

Giuseppe Buro 13/01/2017 - 17:39
commenti 3 - Numero letture:293

Argomento: INCIPIT

Voto:
su 1 votanti





Olimpia.

"D'accordo, ti racconterò la storia della mia vita, come tu desideri...
Ma credimi, non capirai subito tutto quello che ascolterai. So fin d'ora che ripenserai alle mie parole quando sarai solo, che ti farai domande alle quali non potrai rispondere. Siedi, intanto ti preparo un caffè." Francesco si accomodò sulla poltrona accanto al camino. Noto' che la parete di fronte a lui era stata spogliata dai quadri, dalle fotografie, dai disegni che prima raccontavano qualcosa di lei. Noto' che lei si muoveva per la stanza con inconsueta lentezza. Gli pareva quasi di non conoscerla, e forse era proprio così. Per la prima volta si rendeva conto che non si era mai soffermato ad osservarla fare le cose, capiva che la passione gli aveva impedito di notare le sue sfumature, i suoi particolari. Aveva sempre creduto di non amarla, ma di non poter fare a meno della sua pelle liscia, della sua voce calda, delle sue mani sul petto e sul viso, del sapore della sua bocca. Tornava da lei come si ... (continua)

MARIA MADDALENA MERISI 13/01/2017 - 10:43
commenti 2 - Numero letture:195

Argomento: INCIPIT

Voto:
su 2 votanti




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