Scrittura Creativa

     
 

La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia.
Per dare uno stimolo abbiamo ideato una simpatica competizione. Mensilmente proporremo un tema diverso fornendo le opportune istruzioni.
Questo mese l''argomento è:

AL BUIO IN UNA CAVERNA

Le istruzioni sono:

La scena si svolge in una caverna. Il protagonista, assieme ad altre persone, si ritrova improvvisamente al buio. Quali sono i suoi pensieri e le sue preoccupazioni? La grotta ha dei pericoli. Cosa succederà? Quale sarà la conclusione? Scrivere una storia così ambientata.


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Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa.
Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore.


 
     



Lista Generale

     
 



Lazzaro

L'uomo era alto e così magro che sembrava sempre di profilo. La sua pelle era scura, le ossa sporgenti, gli occhi ardevano di un fuoco perpetuo, abiti di taglio classico, insomma il tipico uomo che, quando passa, ti giri volentieri a dargli una seconda occhiata.

Questa potrebbe sembrare, a prima vista o svista, la descrizione di un uomo di epoca cosiddetta moderna, ma in realtà si tratta della descrizione di una persona vissuta molto tempo fa.

Il suo nome è Lazzaro.

Il fatto che sia vissuto molti secoli fa non ci sarà d’impedimento per capire la sua storia. Troveremo delle analogie, anche inquietanti, con la nostra realtà.

Lazzaro proveniva da una famiglia piuttosto benestante, grazie alla quale fino ad un certo punto della sua vita, aveva potuto godere di quei privilegi che spettavano solo ed esclusivamente a persone di un certo ceto sociale.

Il padre, ricco proprietario terriero, commerciava in olio e petrolio. La madre, dopo il matrimonio, aveva trovato più “convenien... (continua)


Emma Tanzi 19/05/2016 - 15:08
commenti 3 - Numero letture:221

Argomento: INCIPIT (inizia il tuo racconto con la descrizione di questo personaggio)

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L\\\'ipnagoga

Non dormivo ormai da un mese, o forse erano due? In ogni caso non avevo idea di che giorno fosse, tantomeno di che ore fossero, ma la luce che si faceva largo grigia quanto la bruma che attraversava, presagiva l'arrivo di un imprecisato mattino e dell'ennesima inutile alba.
Stufo dello scarso ed insoddisfacente sonno chimico avevo deciso, ormai allo stremo, che forse la soluzione migliore fosse che il mio cervello uccidesse il mio corpo o viceversa se preferite.
Ma c'era un problema,
non morivo.
Alcuni giorni prima ero inciampato nella bilancia accorgendomi con uno stupore presto tramutatosi in disinteresse che avevo perso 34 kili o giù di lì, ora lo specchio che avevo rotto con una testata un migliaio d'anni prima mi restituiva l'immagine di un naufrago denutrito in abiti casual decisamente troppo abbondanti, mi sfilai dolorosamente una canottiera più simile ad uno straccio trovato in un'officina che a qualcosa che fosse mai stato indossato.
Le scapole di un uomo alto unoenovant... (continua)

Gian Donetti 17/05/2016 - 23:25
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AVERE O ESSERE

Aveva una folta barba candida, ben curata, che gli incorniciava il viso e un turbante che gli fasciava la testa; il tutto rendeva ancor più penetrante il suo sguardo.
L’avevo incontrato qualche giorno prima durante la mia passeggiata quotidiana sull’argine del grande canale che lambisce il paese del mantovano dove risiedono i parenti di mia moglie ai quali facciamo visita di tanto in tanto.
Subito non aveva attirato la mia attenzione, solo un intenso scambio di sguardi, ma in seguito mentre camminavo, avevo realizzato di aver incontrato una persona interessante. Era infatti diverso dagli altri indiani, dediti ai lavori agricoli, che popolano il luogo e si sono da tempo integrati negli usi e costumi.
Quando dopo qualche giorno ci siamo rivisti mi ha sorriso ed avevamo scambiato un cenno di saluto con il capo. Più tardi, tornando verso casa, l’avevo trovato seduto sopra la parte piana di una struttura in legno, di fianco al canale, un piccolo anfiteatro co... (continua)

Gaetano Antonioli 17/05/2016 - 22:00
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Uno stress pauroso.

Come ogni anno a luglio io, Giorgio, e Nicola, passiamo quattro o cinque giorni sulla barca a vela in mare aperto. L’anno scorso per esempio, siamo stati dieci giorni... poteva finire male, quello che doveva essere un rilassamento, come normalmente lo è quando siamo in mare: si è rivelato uno stress pauroso.

Salpammo con le prime luci dell’alba Il diciannove luglio duemilaquindici, dopo aver fatto le provviste il giorno prima. Nessuno di noi poteva immaginare cosa ci aspettava in quella assurda avventura.
Il primo giorno in mare scorre secondo il nostro programma, eravamo soddisfatti, il nostro obiettivo era quello di fare immersioni, pescare, divertirci, goderci i giorni senza la solita routine. Ma già il giorno dopo il tempo incominciò a guastarsi, il vento iniziò a farsi sentire, la schiuma dei frangenti in lunghe strisce biancastre,si allungano nella direzione del vento... la prua beccava da paura… non cera tempo da perdere bisognava ridurre quasi al mas... (continua)


donato mineccia 14/05/2016 - 18:05
commenti 1 - Numero letture:250

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