Scrittura Creativa

     
 

La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia.
Per dare uno stimolo abbiamo ideato una simpatica competizione. Mensilmente proporremo un tema diverso fornendo le opportune istruzioni.
Questo mese l''argomento è:

Riscrivi la storia con una storia

Le istruzioni sono:

Scegli un personaggio storico famoso, fai una ricerca su internet ed annota su un foglio alcune parole chiave che lo contraddistinguono. Ad esempio, se hai scelto San Francesco potresti annotare “lupo di Gubbio”, “vesti donate ai poveri”, “Assisi”, “povertà” “fede”. Riscrivi quindi la vita del personaggio che hai scelto stravolgendo il tuo personaggio. Ad esempio, potresti rappresentare Francesco come un terribile malfattore chiamato “il Santo” dai suoi sgherri, originario di “Assisi”. Francesco, dopo una vita vissuta in “povertà” si ritrova per caso a rubare una “fede” nuziale della cugina. Da lì un’escalation di furti che lo porta a capo di una banda di ladri e gli vale il nomignolo di “lupo di Gubbio (*tratto da internet)


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Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore.


 
     



Lista Generale

     
 



Affetti collaterali

Il piano era stato organizzato nei minimi dettagli. Robert Coleman, medico e direttore dell’Upstate Medical University, non voleva lasciare niente di intentato, con il padre erano ai ferri corti ed era già un miracolo che avesse accettato l’invito a cena per quella sera al Rachel’s Restaurant. In realtà aveva qualcosa di importante da dirgli ma voleva aspettare la fine della cena, giusto il tempo per fargli godere le pietanze e per addolcire l’ultimo boccone amaro della serata. Arthur Coleman, illustre avvocato di New York, posò i suoi novantasette chili sulla sedia alle ventuno in punto, mentre il figlio era in ritardo. “E’ sempre il solito…” disse guardando il rolex d’oro. Un cameriere zelante gli versò del vino. Robert entrò in sala passandosi una mano fra i folti capelli e si accomodò al tavolo dell’avvocato. “Hai visto? Stavolta ho spaccato il minuto!” disse, passandosi nuovamente la mano fra i capelli. “Veramente sei in ritardo di 5 minuti”, ribattè il padre, “spero tu abbia qual... (continua)

Seby Flavio Gulisano 18/01/2016 - 16:59
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Argomento: LA RESA DEI CONTI

Voto:
su 4 votanti



IL TRADIMENTO

Era passato quasi un mese dalla morte del suo amato marito. Continuava però a non rendersi conto di quello che era avvenuto. Nonostante avesse vissuto al suo fianco la lunga e terribile malattia che progressivamente lo aveva allontanato da quello che era stato, un uomo brillante e affascinante, per ridurlo ad un corpo piagato ed a una mente ottenebrata dagli antidolorifici, la speranza di rivederlo ancora non l'abbandonava mai. Passava i giorni abbandonata sul letto matrimoniale, cercando di sentire ancora il suo odore sulle federe dei cuscini. In uno dei tanti dormiveglia in cui consegnava il suo corpo nel tentativo di alleggerirlo dalla pesantezza della realtà, sentì un rumore acuto, ripetuto, che non accennava ad interrompersi. Si alzò dal letto e seguì quel suono metallico che le stava martellando le tempie. Si accorse che era il telefono. Alzò la cornetta e dall'altra parte senti la voce della sua segretaria che le chiedeva di ritornare a lavorare perché aveva l'agenda fitta di... (continua)

LAVINIA FRATI 17/01/2016 - 22:24
commenti 0 - Numero letture:291

Argomento: LA RESA DEI CONTI

Voto:
su 2 votanti





Fine all'improvviso...

Quella sera aveva deciso di lasciarlo, non sapeva ancora come fare, ormai aveva preso la decisione di andarsene. Troppo dolore aveva vissuto, vittima da subito si ero sentita, mentre con fatica raccoglieva i cocci di se stessa!
Guardava il suo viso per capire se quello era il momento di parlare e annunciare, con tremore tentava di aprir bocca, lui se ne stava davanti alla sua faccia senza proferir parola. La tavola ben apparecchiata, ci teneva che tutto fosse perfetto, ogni cosa misurata con precisione, per non dar adito a ciò che presto sarebbe accaduto. Lo guardava facendo finta di mandar giù qualche boccone, mentre la cena ormai si svolgeva, il suo stomaco era chiuso in preda ad un’ansia terribile, la teneva e si sentiva prigioniera ancora, la paura che sentiva nelle viscere la faceva tremare, cercava di nascondere il suo tormento, da lì a qualche minuto avrebbe parlato…Sapeva di temporeggiare, di prender tempo ancora un po’.
Lui ogni tanto la guardava e senza accorgersi di null... (continua)

margherita pisano 17/01/2016 - 21:07
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Argomento: LA RESA DEI CONTI

Voto:
su 8 votanti



PASSWORD

Aveva perso la password  la connessione con il mondo dipendeva da quella password  aveva perso la parola per accedere alla vita reale  non ricordava più la password che gli permetteva di dire quello che pensava.  A volte avevo la sensazione che l’avesse ritrovata  quando l’abbracciavo o gli stringevo la mano.  O lo guardavo dritto negli occhi.  Maledetta password.  Parole, gesti, comportamenti tutto dipendeva da quella password.  “Chi erano Gimondi e Moser?”   “Calciatori” aveva risposto.  Non era più in grado di infilare una chiave nella serratura,  non riusciva ad allacciarsi le scarpe.  La persona che avevo di fronte un tempo non esisteva più  il suo essere era evaporato, disciolto come neve al sole,  eppure lui era presente e ti ascoltava.  Gli mancava solo una password per connettersi con te.  Angoscia, euforia, eccitazione, depressione,   lucidità, smarrimento,  era alla ricerca continua di un centro di gravità permanente  di una password che potesse ridare senso alla vita.  Ad u... (continua)

Paolo Delladio 15/01/2016 - 20:22
commenti 10 - Numero letture:555

Argomento: LA RESA DEI CONTI

Voto:
su 6 votanti




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