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Nuovi aquiloni

Inutile è la scala verso il cielo:
non ho equilibrio per salirci su.


Eppure, vorrei raggiungere una quota,
un punto appena appena sufficiente
per colorare questa stanca pelle
di una tinta che mi ricordi il blu.


Nel tempo in cui tanto filo davo
agli aquiloni figli dei miei sogni,
non si poteva immaginare un oggi
dov'è fatica già guardare in alto.


Mi dico sempre che non morirò
e forse ciò dovrebbe ormai bastarmi
ma la paura anche i più forti avvolge
in quel momento di sola verità.


Mi costruirò un rombo d’altri tempi,
fatto coi fogli del mio quotidiano
e proverò andando in mezzo al prato
a chiedere un aiuto a qualche vento.



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Poesia scritta il 19/06/2018 - 12:27
Da Aurelio Zucchi
Letta n.116 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Stupenda poesia

Grazia Giuliani 19/06/2018 - 22:45

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Molto bella... la paura è anche degli audaci, pensiamo sia debolezza ma è sinonimo di forza e il vento della chiusa è magia! Ciao

Margherita Pisano 19/06/2018 - 18:52

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Bella, con tutta la nostalgia della fanciullezza.Il tempo è tiranno e non consente più l'ascesa verso l'alto, quando bastava un sogno per farci volare.

Teresa Peluso 19/06/2018 - 16:33

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Sul filo della nostalgia, questi versi inducono il lettore a riflettere come a volte il trascorrere del tempo possa far dimenticare la vera essenza della vita.
Il riscatto però è nella chiusa...bella.
Piaciuta Aurelio

PAOLA SALZANO 19/06/2018 - 16:15

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