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La stirpe dei poeti

Con radici aggrappate al vento
e la morte ai suoi piedi
torna alla luce
la stirpe dei poeti.
Continente sommerso, prole di tempesta
nelle alcove del crepuscolo
il seme del silenzio
feconda parole.
Trema l'aria al suo passaggio
si accendono le costellazioni
fino a tradurre gli orizzonti
in violente vertigini.
Non la gloria, l'onore del nome
nè medaglie sul petto trafitto
va sperando
ma pace, oblio e abbandono,
l'onere della solitudine
va chiedendo
senza che nessuno si accorga
di quanta strada ha fatto
e di quanta ancora
ne manchi per l'inverno.


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Poesia scritta il 06/07/2018 - 10:40
Da michele gentile
Letta n.127 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


E penso a certi sentieri dimenticati, invasi da arbusti e sterpaglie. Che siano in attesa di una nuova stirpe di poeti? Chissà… Il poeta è un eterno esploratore. E’ stato già detto, ma credo che sia proprio necessario esplorare il mondo con occhi nuovi. Eh, sì, forse ci sarà ancora un inverno alla fine di questa strada, e magari una spiaggia vuota dove il mare avrà depositato i tronchi morti sulla sabbia… e sarà ancora un bel momento per pensare e magari per raccogliere le bottiglie di plastica abbandonate. Non ci sarà una medaglia per questo, non ce ne sono mai state. Una poesia molto bella, di straordinario contenuto.. Ciao Michele

Francesco Gentile 09/07/2018 - 10:46

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“Il sacro poeta deve essere casto, i versi non è necessario che lo siano.”

Francesco Cau 06/07/2018 - 22:22

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Per i poeti non ci sono argini.... Ogni piccolo elemento è diviene fonte di infinite elucubrazioni e interpretazioni.....Il silenzio poi è la sua principale illuminazione!
Bel testo!

Alessia Torres 06/07/2018 - 16:07

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