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Per chi suona la campana

Ogni giorno per le messe
sconfinando nelle varie chiese.
Oramai dai tempi antichi
suonavano per poveri e ricchi.
Ma nel mio ricordo
cera pure la campana a morto,
dove tutti accorrevano…
Per sapere chi moriva
nelle notti e nelle sere
sì facevan le preghiere
per la fine della vita.
Poi l’ora l’avemaria
la mattina molto presto
per svegliarci e scendere dal letto.
Da noi il campanaro
suonava il ballo sardo
Costantino lui non era mai in ritardo.
Mentre quella delle diciassette
che il cielo benedice
il contadino faceva la croce
e rientrava nella sua corte.
Oggi quindi non vi lamentate
perché rallegra le giornate,
andate quindi tranquilli
che protegge vostri figli.


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Poesia scritta il 08/01/2019 - 11:56
Da Francesco Cau
Letta n.210 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Molto bravo

Barbara Lai 09/01/2019 - 20:07

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MOLTO BELLA FRANCESCO BUONA SERATA

gcr poeta lupo dell'amiata 09/01/2019 - 18:01

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Grazie ragazzi e ragazze

Francesco Cau 09/01/2019 - 12:41

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Che dolcissimo ricordo, ci trasporta in un mondo vissuto ma non tanto lontano.Bella

santa scardino 09/01/2019 - 00:24

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Sei sempre molto bravo.

Antonio Girardi 08/01/2019 - 19:10

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Bello ricordare certe usanze
Bravo Francesco

Salvatore Rastelli 08/01/2019 - 16:24

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Un tempo la giornata era scandita dal suono delle campane e tutti lo sapevano interpretare. Bravo Francesco, risvegli i ricordi assopito.

Teresa Peluso 08/01/2019 - 16:07

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Ne sono certa anch'io
Bravissimo, Francesco

laisa azzurra 08/01/2019 - 14:55

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