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Il telefono (terza parte)

Quante volte ti ho detto
di lasciarlo attaccato
dice “Lei”, adirata
non appena tornata:
tante volte ho chiamato
per l'aiuto sperato
mentre stavi sdraiato
sul divano in velluto:
ora vai difilato
a comprare il prosciutto
o quest'oggi al convitto
resterai all'asciutto.



Mi preparo paziente
per l'uscita stressante
ma il congegno fetente
si rimette a strillare
sollevo il ricevente
e già sento gridare:
ma che figlio incosciente
che si fa supplicare:
rammenta seriamente
che mi devi chiamare
se vuoi far l'assistente
di una madre ansimante:
sono brava e clemente
solo quando ti pare:
ha richiuso il contatto
e mi sento avvilito.


Il telefono, in casa
porta grande vantaggio:
con la minima spesa
puoi mandare un messaggio
o sentire un oltraggio
per la gara contesa:
si può fare un sondaggio
su svariate oppinioni:
se l'adoperi alquanto
va pagato in soldoni
e sostieni frattanto
che son tutti ladroni.


*



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Poesia scritta il 24/04/2019 - 18:10
Da Gabriele Vacca
Letta n.133 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Poesia divertente che rispecchia la realtà

MARIA ANGELA CAROSIA 25/04/2019 - 16:56

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Protagonista della nostra vita, spesso fin troppo...
Divertente e originale

Grazia Giuliani 25/04/2019 - 12:26

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Simpatica e originale

Maria Isabel Mendez 25/04/2019 - 00:44

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giuste valutazioni per un oggetto di cui nessuno ne sa fare più a meno

santa scardino 24/04/2019 - 22:07

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