Nel respiro profondo
di una terra ferita
sorge un tremito
che disarma la guerra,
palmi dispiegati
come braci indomite,
sguardi incandescenti
che rifiutano la resa.
Tra rovine e silenzi infranti
la pace non implora,
germoglia, resiste,
radice ribelle
nel profondo del cuore umano,
forza che ricuce
ciò che il dolore divide.
L’umanità è una fiamma
che non vacilla,
oltre confini,
paure e ferite,
scelta severa,
coraggio essenziale,
l’atto di restare
quando l’odio chiama.
È pane condiviso
contro la fame del mondo,
una voce che squarcia
la notte più oscura.
E allora il mondo
trema e si trasforma
in un unico, possente battito.
di una terra ferita
sorge un tremito
che disarma la guerra,
palmi dispiegati
come braci indomite,
sguardi incandescenti
che rifiutano la resa.
Tra rovine e silenzi infranti
la pace non implora,
germoglia, resiste,
radice ribelle
nel profondo del cuore umano,
forza che ricuce
ciò che il dolore divide.
L’umanità è una fiamma
che non vacilla,
oltre confini,
paure e ferite,
scelta severa,
coraggio essenziale,
l’atto di restare
quando l’odio chiama.
È pane condiviso
contro la fame del mondo,
una voce che squarcia
la notte più oscura.
E allora il mondo
trema e si trasforma
in un unico, possente battito.
Poesia scritta il 09/06/2026 - 20:14Letta n.4 volte.
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