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Legenda
= Poesia
= Racconto
= Aforisma
= Scrittura Creativa


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Racconto scritto il 01/01/1970 - 01:00
Da
Letta n.1 volte.
Voto:
su votanti


Commenti


Confesso che questio commenti mi hanno sorpreso e commosso...Anne, ho riletto tre volte il tuo...mi girava la testa....ahahahah...grazie a tutti.

GianMaria Agosti 15/10/2017 - 20:16

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un racconto incline all'introspezione, oscurità e confusione rendono l'animo malconcio: l'inferno è nel suo incantesimo e nella sua dolcezza. l'esistenza umana potrebbe essere nient'altro che una farsa, ma tu investi su ciò che non si è sedimentato e fai venire alla luce, magistralmente, il senso delle cose, la realtà pura dell'animo umano.

Anne Sexton 15/10/2017 - 18:10

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Un racconto scritto molto bene e ben calibrato nei sentimenti, emozioni e stati d'animo. Complimenti e lodi sentite e buona serata.

Paolo Ciraolo 11/10/2017 - 20:37

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No niente del genere... solo che ho l'impressione di averlo già letto. Chiedevo a te se avevi già pubblicato questo racconto. Ciao

margherita pisano 11/10/2017 - 17:25

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Margherita, vuoi dire che l'ho già pubblicato su qualche altro sito?...o forse l'ho inconsciamente copiato da qualcuno?...o magari ho fatto l'ennesimo errore? Un saluto e tante grazie.

GianMaria Agosti 11/10/2017 - 17:21

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Quando leggo un racconto cosi toccante e scritto in modo sublime e per l'argomento trattato, che infondo mi appartiene perché vivo la drammatica realtà di "Zia Carmela" con mia madre... non riesco a dimenticarlo. Non so, ma ho letto già il tuo racconto in qualche modo...ricordo ogni parola e i sentimenti che aleggiano dentro, tra dolore e visione dell'interno. Forse mi sbaglio?
Complimenti davvero!

margherita pisano 11/10/2017 - 17:06

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Se affermassi di non essere strafelice per questi commenti direi una sonora bugia. E' un racconto al quale tengo molto, è vero, ma non mi aspettavo tanto calore...grazie a tutti, Mimmi Due, Mirella Narducci, Antonio Girardi, Francesco Gentile, Millina Spina, Glauco Ballantini, paola Salzano, Giulio Soro e Aurelia Strada. Aurelia, che commento!...troppo bello. Un saluto a tutti.

GianMaria Agosti 11/10/2017 - 17:04

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Questo racconto mi ha colpito per il senso della misura che connota tutta la narrazione. La materia si prestava a sbavature retoriche ed invece è tutto assolutamente calibrato, sobrio; intensa ma composta la tristezza che trapela e inevitabilmente coinvolge il lettore. Piaciuto tantissimo. Poche le 5 stelle disponibili.
Complimenti. Aurelia

Aurelia Strada 11/10/2017 - 14:18

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Un racconto che ha come centro di interesse e azione, lo sguardo: quello dagli occhi blu vacui dell'uomo alla porta, quello perso nel vuoto della vecchietta, quello apatico della zia ricoverata. E poi lo sguardo della protagonista, che ammanta tutto con uno sguardo d'amore e compassione. Bel racconto. Giulio Soro

Giulio Soro 10/10/2017 - 18:16

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Gianmaria hai dipinto in modo lieve il declino della mente umana e soprattutto il dolore dei familiari, indicibile...
Complimenti per la tua"Zia Carmela"...Piaciuta assaje e 5*

PAOLA SALZANO 10/10/2017 - 16:18

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Discesa nella malattia, fiore appassito in giardino dismesso...

Glauco Ballantini 10/10/2017 - 15:42

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La demenza e la vecchiaia stessa sembrano situazioni a noi lontane, finché il tempo e la vita non te le pongono innanzi. Guardare e capire dentro quegli occhi velati è praticamente impossibile, ma nonostante l'amarezza c'è sempre qualcosa che ti spinge a guardarci dentro, sempre, e ad assecondare richieste e discorsi strani. Solo così riesci a far parte ancora della loro vita e quel qualcosa che te lo permette, non senza dolore, si chiama amore.
Hai affrontato un tema attuale, triste, che tante persone affrontano in silenzio e senza mezzi.

Millina Spina 10/10/2017 - 14:23

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Ciao GianMaria, bello, molto piaciuto quato racconto e, d'altra parte, gli altri tuoi scritti non sono da meno. In questo ho provato commozione, e mi induce a molte riflesisoni.. Complimenti

Francesco Gentile 10/10/2017 - 13:57

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Grazie a tutti... a me le stelle piacciono, lo confesso...anche le stelle di Negroni...a mantova facciamo il salame con carne macinata fine e un po' di profumo d'aglio....ahahahah...grazie a tutti, non le merito nemmeno, sono un ragazzo scapestrato...ehehehh...un saluto

GianMaria Agosti 10/10/2017 - 13:26

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Visto l'evidente riferimento a me, da parte di Mirella, tengo a precisare, come peraltro ho già fatto in passato, che purtroppo con il mio cell non riesco a votare.
Detto questo, caro Gianmaria, per me le stelle sono 5000!

Mimmi Due 10/10/2017 - 13:17

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Un bellissimo racconto, molto intimistico e scritto con una proprietà di linguaggio notevole.

antonio girardi 10/10/2017 - 12:36

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GIANMARIA...Volevo sottolineare che il primo voto te l'ho messo io?? Forse hanno paura di depredare il cielo o la moda di mettere stelle è finita?! Ciao

mirella narducci 10/10/2017 - 10:13

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GIANMARIA...Tristissimo epilogo di una vita. Il tutto spaventa, non dovrebbero esistere posti come quello che hai descritto sono i lager della mente dove si diventa un numero e si cerca di sopravvivere fino alla morte quando questa è gia avvenuta in quanto un corpo privo di memoria gia non esiste più. Hai descritto il racconto in modo sublime, hai dato una pennellata di poesia alla fase della vita che si avvicina ad un tramonto per alcuni versi desiderato da quelle anime che non hanno più niente da ricordare.

mirella narducci 10/10/2017 - 10:06

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Bellissimo e dolcissimo. Hai descritto così bene questa triste realtà, ancor più triste per chi vive accanto a questi malati sentendosi un perfetto estraneo. Magari una vita insieme e poi...il buio...

Mimmi Due 10/10/2017 - 08:17

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