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Vecchiaia

Mi guardo allo specchio. Mi piaccio. Mi spruzzo un po' di profumo, ci vuole ! Oggi è domenica, uscirò e, per strada, incontrerò tanta gente. In genere scambio un bacio con tutti, conosco tutti i miei compaesani e con loro, con tutti loro condivido un forte sentimento di affetto ed amicizia.
Forse sarà il caso che ne metta un po' di più, essendo domenica, tra la Santa messa e la canonica passeggiata sul lungomare incontrerò parecchie persone.
Mi riguardo allo specchio, sistemo meglio ciò che è rimasto dei miei capelli e mi meraviglio di me stesso, di come la mia pelle sia rimasta liscia, senza rughe, un faccione rotondetto anzichenò. A proposito di rotondità, forse dovrei tirare indietro lo stomaco. Mentre faccio per tirarlo indietro, entra mia moglie. Mi osserva e dice :
Lascia perdere, tanto sei da rottamare lo stesso ! Ormai sei appesantito. Succede a tutti a una certa età. Mi sa che stai facendo solo del training autogeno, ma l'età non si cancella !
A seguito di quest'iniezione di fiducia da parte della mia consorte, mi prende lo sconforto. Finisco di vestirmi ed esco. Non ho ancora chiuso il portone del condominio che arriva subito il primo saluto.
• Buongiorno signor Mario.
Il signor Mario è l'inquilino del palazzo di fronte, sempre affacciato alla sua finestra, sempre pronto a soppesare coloro che hanno la ventura di entrare nel mio palazzo. La piccola vedetta calabrese, è il soprannome che gli ho dato io.
• Buongiorno, dottore (un titolo che ho acquisito da piccolo perché mio padre era l'unico medico del posto e così, la gente, aveva eletto dottore tutti i componenti della famiglia !). Come va ? Ha dormito bene ? Si copra, si copra, le malattie fanno presto ad arrivare ad una certa età !
Non credo alla iettatura e a tutte le baggianate simili, però faccio lo stesso gli scongiuri...a modo mio. Né mi ritengo ancora da casa di riposo ! Chissà perché, a volte, qualche capello bianco è indice di vecchiaia. Menagrami ! Decido di accelerare il passo per far vedere che ancora sono pimpante. Al decimo, decido che sarà il caso di tornare alla mia abituale andatura.
Arrivo in Chiesa appena in tempo, il sacerdote sta per entrare. Passando di fronte a me, mi guarda e scuote la testa. Non c'è molta simpatia tra noi e lui non perde tempo a sottolineare qualche mia piccola defaillance. Questi giovani ! Si accaniscono con noi vec...oops anziani con l'aria dei professoroni. Ora voglio vedere quanto dura la predica ! Siedo accanto al mio amico Giacomo, come ogni domenica.
Alla fine della Messa, usciamo insieme. Non sono ancora arrivato alla scalinata che mi sento chiamare.
• Dottore, dottore (aridaje). Buona domenica, dottore.
Il saluto proviene da una donna, bassina, vestita con l'abito della festa e con un sorriso radioso stampato sul viso. E' ancora immersa nella folla che incalza per uscire dalla Chiesa.
• Grazie signora, anche a lei e alla sua famiglia.
• Mi scusi se mi sono permessa di fermarla, ma volevo che la mia bimba conoscesse il dottore che l'ha salvata !
• Ma no... non è merito mio, il merito è, semmai, del vostro medico di famiglia !
• Se voi, non foste stato scrupoloso e non aveste eseguito altri esami non richiesti, la mia bambina se la sarebbe vista brutta ! Ma...eccola...Tiziana vieni...
Guardo in basso per scorgere la piccola seguendo la mano tesa della madre ma...niente ! Sollevo gli occhi e la signora intuisce la mia perplessità.
• Tiziana, saluta il dottore !
Sollevo gli occhi e vedo...Tiziana. Una ventenne da togliere il fiato ! Bella, bella, bella. E grande, grande, grande. Per carità, non ho alcun pensiero osceno, solo che...ma quanto tempo è passato ?
Intanto il mio amico Giacomo se la ride sotto i baffi. Lo guardo stizzito. Mi fa :
• Non te la prendere, anzi prendila con filosofia, la vecchiaia in fondo è solo una stagione della vita !
• Che dovrei fare, ridere forse ? Ebbene si ! Ci rido su. Tanto io non mi sento affatto vecchio !
• Vecchio proprio no ! - rispose sarcastico il "mio amico" - Tuttavia, mi dicono, che già qualche museo si interessa a te !
• Allora vuoi litigare ! Falla finita, accompagnami in pasticceria, prendo le pastarelle per la nipotina.
Col pacchetto di pastarelle ritorno a casa. Trovo mia moglie impegnata a cucinare. Il tavolo della cucina è già pieno di tante prelibatezze. Dico :
• Abbiamo ospiti a pranzo ?
• No, siamo solo noi due e la nipotina. - risponde mia moglie. -
La lascio continuare e intanto che è pronto vado ad ascoltare la mia musica preferita : la Lirica.
Dopo un bel po', il pranzo è pronto. Mi siedo a tavola. La fame è come al solito notevole. Metto il tovagliolo sulle gambe e mia moglie mi serve un piatto di...broccoli !
• Ma come... - dico sbalordito - dov'è andato a finire tutto il ben di Dio che hai cucinato ?
• Taci e mangia ! Hai dimenticato il Diabete ? Ormai dimentichi tutto ! Ma rallegrati, di secondo hai una bella fettina di carne al sangue e un'insalata verde. Non sei contento ? L'altra roba è per il pranzo che ha organizzato la mia associazione di volontariato per i malati. Non per te !
• Deciditi, se sono malato devo mangiare come i tuoi malati. Cosa sono queste prevaricazioni dei miei diritti ?
• Ecco un'altra cosa, non avevo previsto che da vecchio saresti diventato anche spiritoso !
L'unico effetto di questa discussione furono le risate della nipotina che comincia a ridere a crepapelle ed a ripetere in modo ossessivo, nonno vecchio, nonno vecchio. Musica per le mie orecchie.
Dopo il riposino del post prandium, mi siedo al computer. Ho il maledetto viziaccio di scrivere racconti. Mi diverte assai farlo. Almeno nei miei racconti interpreto la gioventù che credo non si sia mai spenta in me. Vengo distratto solo da un notevole cicaleccio proveniente dal soggiorno. La domenica, mia moglie, invita quattro amiche, le sue amiche, quattro vecchie galline neppure buone per il brodo, alla solita partitina a carte. Decido di andare a porgere, come sempre, i miei omaggi a tutto il pollaio !
Quando mi vedono, all'unisono, secondo me per parte fatta, dopo aver chiesto della mia salute, quasi che fossi moribondo, mi invitano ad andare a riposare. Insomma mi trattano da vecchio, si, un vecchio rottame ! Me ne torno ai miei racconti ed ai miei personaggi, giovani, belli e perché no, un po' playboy. Ci metto dentro tutto me stesso, le cose che faccio, quello che vorrei fare, i sogni, le speranze per il futuro che ancora mi appartiene, è dentro di me. Scrivo, sogno, scrivo tanto che le dita stentano a fermarsi, a volte. Ho tanto dentro di me, da dire. Non luoghi comuni ma storie al passo coi tempi e nessuno mi dice...vecchio. Non ho paura di invecchiare o di esserlo già, ho paura che qualcuno o qualcosa mi tolga la gioventù che mi sento dentro.
La sera la passo alla tv insieme a mia moglie e poi, a nanna. Sdraiato sul letto, ripasso tutto quel che ho fatto durante la giornata. Lo faccio sempre. Mi aiuta molto a correggermi. Arriva mia moglie. Spegniamo le luci. Oggi è domenica. Le sfioro la spalla con una mano nel buio.
• Che c'è, ti senti male ? - mi fa lei -
• No, sto bene.
• Hai preso la pillola per il diabete ?
• Certo !
• E quella per il cuore ?
• Anche.
• Allora, cosa vuoi.
• Oggi è domenica.
• Si, certo, e domani è lunedì !
• Ricordi ? Lo facevamo sempre alla domenica...quasi a voler santificare la festa !
• Ma cosa ti salta in mente adesso, dormi vecchio.
Caro amore mio, anche tu mi dai del vecchio spesso, ma dimmi, chi è più vecchio tra noi due ? Almeno io vorrei far l'amore con te con le residue forze che mi restano. Tu...tu non sei vecchia, sei morta !



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Racconto scritto il 19/03/2018 - 09:14
Da Nino Curatola
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