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Il Genio della Lampada D'Oro

Finalmente dopo mesi che mi programmavo di farlo, stamattina riesco a ritagliarmi del tempo libero per una corsetta nella spiaggia della mia città ma, non sono passati nemmeno cinque minuti che inciampo rovinosamente su qualcosa senza però farmi male in quanto atterro sul morbido.
Guardo scocciato l'oggetto incriminato che mi ha fatto ruzzolare e noto una curiosissima lampada d'oro strapiena di brillanti di vario tipo che sebbene non mi ritengo un esperto la reputo molto preziosa.
Chissà quanto vale? Penso proprio che oggi è la mia giornata fortunata, non si può certo dire di essere cascato male! Andrò al Compro Oro di un caro amico, sono certo che non mi romperà le palle sulla provenienza di questo “tesoro” trovato per puro caso.
Raccolgo la lampada e con la mia maglietta comincio a strofinarla energicamente per poi notare delle incisioni piuttosto strane.
All'improvviso, da essa, comincia a fuoriuscire lentamente un fumo nero e denso, tanto che il mare stesso nonché l'ambiente circostante assumono delle tonalità oscure, tenebrose ed agghiaccianti.
Ad un certo punto un figura eterea di colore blu e dagli occhi rosso fuoco mi si para davanti fluttuando. Ahimè costui non promette nulla di buono, scappare non sarebbe saggio, sicuramente peggiorerei la situazione.


«Sono Genyus» mi tuona «hai osato interrompere il mio riposo che perdura da 500 anni!»
Deglutisco, non so cosa dire, cerco di mantenere la calma, spero di tratti di un sogno oppure di un incubo, mi fa paura questa specie di demone dell'espressione cattiva.
«Scusami, non l'ho fatto apposta, ma tu chi sei?» chiedo impacciato e tremando come una foglia.
«Sono il Genio della Lampada d'Oro, posso farti o renderti in qualunque cosa!» mi risponde con un tono apparentemente meno gravoso rispetto ad alcuni istanti fa.
Adesso come adesso mi viene naturale di associarlo ad una delle più celebri novelle de "Le mille e una Notte, non pensavo mai che un giorno avrei incontrato una entità sovrannaturale del genere in fumo e spirito.
Quindi io dovrei essere una sorta di Aladino? Ottimo, se così fosse, so cosa chiedere.
«Perdonami ancora se ti ho disturbato» provando ancora a scusarmi con un atteggiamento più rilassato «quindi adesso sarei il tuo padrone e posso esprimere almeno tre desideri, giusto?»


Genyus sorride in maniera particolarmente sarcastica e il suo sguardo appare ancora più bieco.
«Ti piacerebbe, eh? Forse non ti rendi conto che hai dato un violento calcio alla mia casa e hai interrotto il mio riposo, adesso me la paghi!»
Intuisco chiaramente di essere davvero nei guai. Che mi succederà?
«Ragazzo, non hai tre desideri ma bensì tre scelte e ti do tre secondi per decidere!» mi informa con aria minacciosa alzando la mano con tre dita puntate in orizzontale verso la mia direzione.
«Tre scelte? Ti prego non farmi del male!» lo supplico mettendomi in ginocchio.
«Vuoi essere trasformato in un granello e fare compagnia agli altri granelli di questa spiaggia? O vuoi diventare una clessidra di sabbia per il mio soggiorno? Oppure, vuoi diventare mio schiavo per i restanti 500 anni di riposo che mi rimangono? Guarda caso avevo un urgente bisogno di un domestico per il disbrigo delle faccende ed io non ho tempo e ne voglia per queste cose!»
Scelgo a malincuore la terza opzione, del resto manco a farlo apposta da lunedì a venerdì lavoro per un impresa delle pulizie, e poi non mi andava assolutamente di finire “insabbiato”.
Ci mettiamo d'accordo sul "contratto", e non si può certo dire che sarà come il mio impiego al P. & L. (Pulisci & Lucida)
In base alle direttive di Genyus dovrò lavorare sette giorni su sette per cinque secoli e per giunta senza retribuzione, senza malattia, senza permessi e senza ferie.
Inoltre il mio ciclo vitale verrà "sospeso", in quanto fra 500 anni dopo il congedo avrò sempre 33 anni.
L'unica magra consolazione sarebbero le otto ore di riposo, un letto, un bagno turco, Pozioni Magiche della Salute in caso di infortuni ed una dispensa infinita di cibo arabo (ad esempio del Cuscus e del Basbousa) o comunque mediorientale già pronto (meno male visto che non so cucinare!) oltre dell'acqua e del latte di cammello.
Dopo un semplice schiocco di dita da parte del Genio, ci ritroviamo in men che non si dica all'interno della Lampada d'Oro che nel suo "piccolo" in realtà risulta una enorme e lussuosa magione.
Mamma mia, c'è sabbia dappertutto per non parlare dello schifo e della trascuratezza presente ovunque, per ripulire tutto mi ci vorranno secoli nel vero senso della parola.
Aveva ragione la mia amatissima e gelosissima Francesca, che sempre mi consiglia di non cimentarmi mai a correre da solo sul litorale.
«Non ci andare a Calderà, poi va a finire che ti metterai a rincorrere bei culi e che conoscerai qualche ragazza pronta a farti perdere la testa!» mi espose proprio ieri sera e invece ho incontrato un Genio che mi ha fatto perdere la libertà rinchiudendomi qui dentro.
Prendo il cellulare per chiamare aiuto o per avvertire la mia fidanzata ma purtroppo non c'è campo, del resto anche se ci fosse la possibilità, beh, nessuno mi crederebbe, addirittura Francesca penserebbe ad una storia fantasiosa architettata dal sottoscritto per mollarla ed infine sparire.
«Forza, non siamo al Palazzo Reale e tu non sei di certo un Maharaja, in quell'armadio c'è l'occorrente per la pulizia, muoviti sennò ti riduco sul serio in un insignificante granello di sabbia!» mi indica con autorità il mio nuovo datore di lavoro.
Porca mignotta, lo conosco da cinque minuti e già lo odio.
Ma si, meglio rassegnarmi, mi devono pur passare sti 500 anni e allora dai, olio di gomito, anzi, olio di lampada e... al lavoro!




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Racconto scritto il 15/04/2018 - 18:03
Da Giuseppe Scilipoti
Letta n.103 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Originale! Complimenti

Atrebor Atrebor 15/04/2018 - 22:22

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