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Mimmo

Io,
Mi presento,
Indomita dall'eccesso,
Ora e solo per voi.
Apro il mio teatrino tragico-comico,
Dove queste parole lasciate da sole risulteranno noiose,
Dove la mia energia svanirà,
E dove il contatto con la realtà,
Diventerà solamente uno sfregamento occasionale,
Un incrocio sporadico e privo di contatto umano,
Basandosi su una percezione ordinariamente non casuale.
Non ora,
Ma tra qualche millesimo di settimana,
Mi sentirò piatta come tutti gli altri,
Vedrò i colori ma,
Non sarò capace di percepirli come in quest'istante,
Potrò a rimanere nel letto per ore o anche per giorni,
Ed il mio tormento muoverà la voce narrante come un tassello.
Un tassello fuori posto dal mosaico dell'ordinarietà,
Che stonerà le orecchie di tutti uditori presenti,
Come un violino mal accordato.
Mi sentirò all'improvviso vuota,
Sospesa,
Nell'attesa di cadere giù,
Su un'altalena terrorizzata,
La quale,
Farà una fermata intermedia,
Per ammorbidire l'urto dell'impatto.
Io,
Amo stare bene,
Amo la vita,
Amo i fiori,
Amo la musica,
Amo la gente,
Amo il mondo,
Ed odio,
Questo fantasma oscuro.
Colui che combatte per un primo posto,
Dove il vincitore non spetta altro,
Che il dolore.
Colui che si presenta senza preavviso,
Maleducatamente,
Cerca di rubare le rughe al sorriso,
Trasformandoli nelle cicatrici del pianto.
Non voglio curarmi la mente a colpi sordi sul cuore,
Poiché io,
Muoio,
E risorgo,
In un arco di tempo,
Come le foglie,
Che cambiano il colore in base di stagione.
Abbiate fierezza di mettervi a nudo davanti al mondo,
Ridete,
Piangete insieme a me,
Solo questo ci è rimasto.
Poter mostrarci,
Per quello che siamo.
Poter rendere visibile,
Ciò che proviamo.
Pochi righi che possiamo leggere nel millesimo di secondo con ingordigia,
Ma,
Niente di più sbagliato,
Il lettore,
Lo spettatore,
Il pescatore,
Dovrebbero esser inghiottiti dal flusso di mare nero,
Annaspando fra le onde di angoscia e tormento,
Tutti quanti,
Dovrebbero concedersi le pause per riprendere il fiato,
Capendo che la disperazione non si può ingozzare repentinamente.
Voi non sarete voi,
E io,
Non sarò più io,
Ed il mondo sarà cambiato.
La disperazione serra,
Soffoca,
Trascina con sé,
Un linguaggio indecifrabile dai suoni e segni inconcepibili,
I graffiti autoinflitti,
Morsi all'aria,
Buchi sulla lingua.
Non sarà momentaneo,
Non sarà immaginazione,
Non sarà allucinazione,
E non è,
Nemmeno una conclusione.
Non è neanche una fase,
Ma sarà,
Un altro l'inizio,
In cui,
Io,
Farò il brutto gioco di mimmo,
Quel gioco,
Quella vita.


M. P.




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Racconto scritto il 18/04/2018 - 18:00
Da Michaela Patricie Zaludova
Letta n.137 volte.
Voto:
su 0 votanti


Commenti



Michaela Patricie Zaludova 15/06/2018 - 09:24

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Straziante e coinvolgente. Aggiungo il sentimento della solidarietà.

GIOVANNI PIGNALOSA 23/04/2018 - 10:58

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Grazie di cuore

Michaela Patricie Zaludova 23/04/2018 - 06:38

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Dal mare nero che hai dipinto sono stato inghiottito. Estremamente coinvolgente, straziante. Complimenti, davvero davvero

Roberto L 19/04/2018 - 06:49

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