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La cinquina

“Cinquantotto…”
Anche oggi, Carla è arrivata in anticipo, ed ha preso le cartelle migliori. Quando la accompagnano sempre così, se deve prendere l’autobus invece, le capita anche di mancare uno o due giocate.
Gli è rimasta questa, di soddisfazione; d’altra parte vita grama, da quando è entrata per così dire nella numerosa famiglia del marito.
“Trentadue... ”
Le sembrava che tutto scorresse per il meglio. Certo, entrare in una famiglia con i suoceri e due zie non le hanno mai fatto balenare in mente di mettersi in un guaio. Non fece neanche, al marito, la richiesta di separarsi dalla famiglia di origine. E si che le premesse c’erano tutte per spingere in quel senso, ma lei ha adottato nel tempo la filosofia del “tira a campare” senza voler influenzare il corso della sua vita.
Era abituata a un altro tipo di famiglia, e pensava che tutte le famiglie dovessero essere un po’ simili alla sua di origine.
“Quindici…”
Magari pensava che con la nascita delle figlie, a breve distanza l’una dall’altra, quella sopportazione di cui aveva sentore nei suoi riguardi scomparisse, ma non fu così. Le erano sempre richieste mansioni che restavano fuori dai compiti degli altri della famiglia; il cucito, che proprio non sapeva fare nessuno, il rammendo e qualche pulizia. Poi l’assistenza al suocero, quando si ammalò, visto che la moglie si occupava, a suo modo, della figlia disabile.
“Ventuno…”
Poi però, con la morte della suocera, potette anche entrare da protagonista nella cucina e passare da “aiuto cuoca” a “cuoca”, anche se di malavoglia, perché non le piaceva proprio cucinare. Lo faceva per mero dovere. Anche quell’occasione di salire nella considerazione della famiglia fallì. Ora erano meno numerosi, ma lei era sempre ultima. Lamentele continue…
“Fai sempre le solite cose…”
“Mia mamma le faceva meglio…”
Lei se n’è sempre lamentata, ma senza reagire, d’altra parte era ospite…
“Settantatré... ”
Mano a mano che le figlie crescevano, diminuivano anche la considerazione che avevano verso di lei, ormai relegata ad un ruolo logistico, anche se, per molti aspetti, l’unico essenziale nella vita di un gruppo di persone che, quanto a capacità non è che brillassero ne prima ne ora…
“Ci sarebbe da scorciare….”
“Non mi fare la pasta perché sono a dieta...”
“Se lo hai fatto per lei, ora lo fai anche a me…”.
Va bene, ma in fondo sono lì… che devo fare e poi “Tira a campare, Carla”.
“Quarantasei…”
Ora poi la considerazione si è ancora di più abbassata, da quando il marito ha una relazione extraconiugale. Inizialmente qualche rimostranza al marito, da parte della cognata e delle figlie, dovuta più al fatto di poter essere criticati come famiglia, che per vero affetto nei suoi confronti.
Così nel tempo si sono adeguati tutti e a lei l’unica cosa somigliante a una reazione che le è rimasta, è una certa acidità.
D’altra parte, poi, che ci si deve fare? E così, anche la labile solidarietà iniziale, si è voltata in indifferenza verso la situazione da parte di tutti, sempre pronti a criticarne le scelte nel cucinare, le opinioni, e ogni cosa facesse. E Faccia.
“Sessantaquattro... ”
Dopo il matrimonio della seconda figlia poteva rifiatare, pensava, due in meno, invece… Matrimonio si ma residenza ancora nella stessa casa, così, poi, alla nascita del figlio, il trend in diminuzione ha cambiato verso.
E ora ce n’è un altro da accudire.
“Ma cosa vuoi, d’altra parte è lì… che devo fare?”
“Settantacinque…”
Ed eccola qui la sua nicchia, le due ore al giorno della tombola! Quelle non gliele toglie nessuno, cascasse il mondo. Pioggia, vento, festivi e feriali, sempre al pezzo con quel suo incedere lento e dondolante.
“Mi hanno tirato il cinque, avevo il sei, me l’hanno “strozzata!”
L’idea di tutti i giocatori.
Come una carriola pirandelliana, il suo vizio perenne che difende, la sua ragione esterna di vita, ristretta com’è tra le mura di una casa mai sua, da perenne ospite, per non dire peggio, utile ma nulla più.


“Ottantasette... ”
“Mia!”
Stavolta l’ho fatta io, era da venerdì che non vincevo nulla!
“Cinquantotto, quindici, settantatré, sessantaquattro, ottantasette.”
Cinquina pagabile…. E via per la tombola!


“Sette…”
Tornando a Carla….




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Racconto scritto il 08/10/2018 - 08:29
Da Giuseppe Billi
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