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UNA FAVOLA MODERNA con incipit e finale imposti

Le istruzioni sono:

scrivi una storia che abbia questo incipit e finale. INCIPIT: C’era una volta una prostituta di nome Veronika. Come tutte le prostitute era nata vergine e innocente e nell’adolescenza aveva sognato di incontrare l’uomo della sua vita, di sposarsi e di avere dei figli e una bella casa…… FINALE: Walter era lì ad aspettarla, alla stazione, con un mazzo di rose rosse e gli occhi inondati di luce. Veronika trasalì perché non se l’aspettava, lo abbracciò e gli diede un bacio sulla guancia. Poi s’incamminarono verso l’uscita. Pensò che quell’uomo l’aveva conosciuto tutto sommato da poco, che aveva fatto l’amore con lui solo il giorno prima, che era stato sposato due volte e che non tutte le credenziali erano impeccabili. Ma non si chiese ciò che accade dopo che la scritta “fine” e' apparsa sullo schermo. Se un giorno qualcuno le avesse chiesto di raccontare la sua storia gli avrebbe soltanto chiesto di iniziarla come una favola, con le parole…c’era una volta …(Incipit e finale liberamente tratti dal romanzo "Undici minuti" di Paolo Coelho)


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C’era una volta una prostituta di nome Veronika.

“C’era una volta una prostituta di nome Veronika.
Come tutte le prostitute era nata vergine e innocente e nell’adolescenza aveva sognato di incontrare l’uomo della sua vita, di sposarsi e di avere dei figli e una bella casa…”
Questo pensava Veronika, raccontandosi ancora una volta la storia della sua vita, dei suoi fallimenti, di come nessuno dei suoi progetti fosse stato ancora realizzato nonostante i suoi 40 anni di età.
Era nata in Brasile da genitori benestanti che non le avevano fatto mancare nulla. Forse era stata proprio la ricchezza a portarla fuori strada perché, abituata agli agi, non aveva mai rinunciato a nulla, grazie anche alla sua bellezza che aveva saputo sfruttare in ogni circostanza.
Verso i diciotto anni si era innamorata di un uomo che ne aveva dieci più di lei ed in quella occasione aveva scoperto la propria fragilità. Per lei era stato un amore importante e questo le era costato, oltre che la perdita della verginità, una profonda delusione che l’avrebbe segnata per tutta la vita. Dopo qualche mese l’uomo era sparito improvvisamente, senza nemmeno salutarla, e questo aveva provocato in lei una naturale diffidenza per gli uomini in genere. Il suo animo si era indurito e, per reazione, si era vendicata concedendosi con facilità ad altri uomini per poi concludere ogni relazione dopo breve tempo e senza particolari motivi. Dopo quella prima esperienza non si era più innamorata e dalle relazioni cercava esclusivamente il piacere.
In famiglia si erano accorti di questo comportamento leggero della figlia e a un certo punto, preoccupati che il buon nome della famiglia venisse intaccato dalla cattiva fama che si era costruita Veronika, pensarono bene di farle completare gli studi in Italia in una università di Milano in modo da allontanarla dal loro ambiente.
Veronika, tutto sommato, aveva accettato di buon grado la decisione dei genitori e cosi si era trasferita Milano. L’università, nei primi tempi, l’aveva pure frequentata ma poi, entrata in alcune compagnie altolocate, si era data ai bagordi.
La cosa era durata però un anno soltanto perché i genitori, che controllavano a distanza la figlia, avevano deciso di non sostenerla più economicamente nella speranza che diventasse più responsabile.
Non per questo Veronika si era scoraggiata e, grazie alle compagnie che frequentava, era riuscita ad entrare nella cerchia delle escort di un politico molto in vista.
Così aveva iniziato la sua vita di prostituzione che era durata una quindicina d’anni.
Qualche politico si era anche invaghito di lei ed aveva anche ricevuto delle proposte di matrimonio ma Veronika, incapace di innamorarsi, aveva abilmente trascinato avanti quelle relazioni che l’avrebbero portata a condurre un genere di vita che non faceva parte dei suoi programmi.
Se aveva ormai rinunciato a cercare l’uomo della sua vita, un suo sogno giovanile, non aveva invece abbandonato l’idea di acquistare una bella casa. E poiché il denaro accumulato era di una certa consistenza, più che a una casa aveva cominciato a pensare a una fattoria per potersi poi dedicare, come i genitori, alla conduzione di un’azienda agricola nel settore vinicolo.
Grazie alle conoscenze che aveva fatto negli anni nel mondo imprenditoriale aveva trovato finalmente, nella zona del Chianti, un’azienda che faceva al suo caso, e dopo lunghe trattative, ne aveva definito l’acquisto.
Veronika si riscosse dai suoi pensieri…. questa era stata la sua vita.
Quella sera sarebbe andata nella villa del politico per salutare un po' tutti e tra qualche giorno sarebbe partita col treno per Firenze perché la vecchia automobile, che poco le era servita negli ultimi anni, l’aveva già venduta avendo in mente un diverso tipo di autovettura per il suo nuovo impegno nell’azienda agricola.
Il politico, suo compagno di giochi erotici nei tanti bunga bunga, aveva ben pensato di metterle a disposizione uno dei suoi autisti per i piccoli trasferimenti di quegli ultimi giorni.
Alla villa arrivò subito dopo cena e trovò la sorpresa che avevano organizzato una piccola festa d’addio e immaginò subito come sarebbe poi finita.
Ma Veronika era già fuori dai giochi e, prima che la festa deviasse nei consueti binari, salutò e ringraziò nuovamente tutti e soprattutto il politico che, senza che nessuno si accorgesse, le fece scivolare nella borsetta una mazzetta di banconote da 1000 euro…un regalino.
Stava per uscire con l’autista quando si sentì trattenere per il giacchino.
- Se permetti, Veronika, vorrei accompagnarti io, visto che poi non ti rivedrò più…
Si volse e riconobbe in quella voce uno dei collaboratori contabili del politico, un certo Walter, un bell’uomo, sulla quarantina anche lui, che aveva visto raramente in villa ma che evidentemente, si ricordava bene di lei.
- Grazie….
- Walter - le rammentò l’uomo
- Certo, si…certo…grazie Walter – replicò
In macchina l’uomo le disse che anche lui aveva smesso proprio quel giorno la sua collaborazione col politico. Le confidò che aveva avuto sentore che stava per succedere qualcosa di grosso perché nel giro delle escort c’erano alcune minorenni, anche se come aspetto potevano dimostrare il contrario. C’era poi il grosso giro di pagamenti tutti “in nero” e altre irregolarità che erano state scoperte. Le confidò pure che lui era una figura di secondo piano nell’organizzazione ma che comunque non era più il caso di rischiare.
Veronika era stata ad ascoltare in silenzio e si era accorta che quell’uomo lo affascinava per il modo onesto di esporre le cose ma anche per la sua dolcezza, per il suo modo di fare.
- Ed io sono di secondo piano? – intervenne Veronika scherzosamente…
- Nell’organizzazione si…fisicamente no - replicò Walter – tu eri la più bella del giro … e sono contento che anche tu ne sia uscita in tempo.
Veronika lo ringraziò del complimento e nel breve tragitto riuscirono anche a parlarsi dei loro progetti di vita e Veronika sentì che era nata tra loro una sorta di piacevole complicità tanto che gradì la proposta di Walter di rivedersi ancora una volta prima che lei partisse.
Decisero per il giorno dopo e trascorsero una serata tranquilla in un piccolo ristorantino ed ebbero modo così di conoscersi meglio. Lui le confidò dei suoi fallimenti matrimoniali e di come fosse entrato nel giro del politico e lei gli raccontò della sua gioventù, degli studi interrotti e della delusione subita che aveva condizionato il suo rapporto con gli uomini.
Veronika si accorse con stupore che con quell’uomo stava bene, che per la prima volta, dopo tanti anni, riusciva ad intrattenere un rapporto sincero.
Concordarono di rivedersi ancora una volta, il giorno prima che lei partisse. Trascorsero quasi l’intera giornata assieme. Poi, nel pomeriggio, Walter salì nell’appartamento di lei per aiutarla a preparare le ultime cose, prima della partenza.
Fu in un momento di contatto che entrambi avvertirono un’attrazione molto forte e si baciarono. Poi fecero l’amore ma per Veronika, prostituta di professione, fu un qualcosa di nuovo, mai provato ed ebbe a pensare che forse aveva trovato l’uomo della sua vita proprio ora che stava per partire e lasciare quella città in modo definitivo.
Si era fatto intanto tardi e Walter, prima di andarsene, le disse: - Io non voglio perderti, è una vita che ti aspetto ed ora che ti ho trovata tu te ne parti…non è giusto…qualcosa dovremo pur fare…
- Io sono frastornata – replicò Veronika – ti conosco così poco, eppure mi pare di averti conosciuto da sempre…è assurdo…incredibile…ma domani parto, lo sai e chissà se e quando potremo rivederci…
Walter apparve pensieroso e non rispose... ma le chiese:
- A che ora arrivi a Firenze, domani?
- verso le quattro del pomeriggio…perché?
- così, per sapere, per telefonarti, per sentirti…non mi è facile accettare questo distacco – rispose Walter
- nemmeno per me, credimi – gli confessò Veronika – ci terremo in contatto
Walter fece un cenno di assenso.
Si baciarono ancora una volta e se ne andò.
Veronika si accorse che stava piangendo… qualcosa si era sciolto in lei…non era più la stessa.
Sistemò le ultime cose, si mise a letto e si addormentò.


****


Walter era lì ad aspettarla, alla stazione, con un mazzo di rose rosse e gli occhi inondati di luce. Veronika trasalì perché non se l’aspettava, lo abbracciò e gli diede un bacio sulla guancia. Poi s’incamminarono verso l’uscita. Pensò che quell’uomo l’aveva conosciuto tutto sommato da poco, che aveva fatto l’amore con lui solo il giorno prima, che era stato sposato due volte e che non tutte le credenziali erano impeccabili. Ma non si chiese ciò che accade dopo che la scritta “fine” è apparsa sullo schermo. Se un giorno qualcuno le avesse chiesto di raccontare la sua storia gli avrebbe soltanto chiesto di iniziarla come una favola, con le parole…c’era una volta …




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Scrittura creativa scritta il 05/11/2018 - 14:28
Da Adriano Martini
Letta n.100 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


ADRIANO...Quando si tratta di prostitute che si redimono e uomini pronti a sposarle è senza ombra di dubbio "una favola" che ai nostri tempi è attualissima.Come ha scritto Grazia questo mese la prova non è facile. L'incipit e il finale sono sostanziosi e prevedono un contenuto idoneo ai parametri o regole imposte. Ma qui sta il bello affrontare le difficoltà e realizzare una storia credibile come questa tua scritta in modo encomiabile. Come avrai notato ho preso coraggio da questa iniziativa e anche dalle tue scritture.Grazie Ciao 5*****

mirella narducci 07/11/2018 - 09:47

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Sì, c'era una volta... molto bravo Adriano e questo mese non è facile...
Mi è piaciuto, è proprio una favola

Grazia Giuliani 05/11/2018 - 22:59

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Grazie Adriano mi piace moltissimo leggere questi racconti. Piacevole e intrigante un ottimo incoraggiamento soprattutto per me che sono estremamente tentata a scriverne uno...

Rossella P 05/11/2018 - 20:09

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...scritto così, di getto, per incoraggiare gli amici della scrittura creativa.....

Adriano Martini 05/11/2018 - 20:04

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