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INCIPT e DIALOGO

Le istruzioni sono:

partendo da questo incipit scrivi un breve racconto in cui ci sia molto dialogo (cosa si dicono i protagonisti...e poi?): "Doveva pur capitare, prima o poi, che ci incontrassimo. La fortuna ha voluto che fossimo soli. Lui mi guarda ed ha la forza di non abbassare gli occhi. Io lo guardo ed ho la debolezza di non distogliere i miei {liberamente tratto da un romanzo di Giorgio Faletti)"


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Anna e Filippo

“Ciao, doveva capitare prima o poi che ci incontrassimo, anzi che ci ri-incontrassimo”.
Non ci credo, quante volte ho sperato che fossimo soli per parlare, per guardarci negli occhi e capire i nostri sentimenti e solo adesso la fortuna ha voluto che lo fossimo, adesso che non mi serve più a niente.
“Già doveva capitare….”
Mi guarda e per la prima volta ha la forza di non abbassare gli occhi, lui sempre così sfuggente, la prima volta da quando è tutto finito.
“Come stai? Ho visto che hai vinto di nuovo, hai portato a casa un nuovo titolo, sei uno dei migliori nel circuito, la tua carriera sportiva è decisamente alle stelle”.
“Sto bene, è un buon momento, sono concentrato e il mio infortunio è un lontano ricordo”.
Io lo guardo ed ho la debolezza di non distogliere i miei occhi dai suoi, forse dovrei abbassarli ed essere arrabbiata, quanto gli sono stata vicina durante l’infortunio.
Mi sento strana, quante volte ho desiderato che fossimo soli e mai una volta che accadesse; visto come erano impostate le nostre vite non potevamo permetterci di vederci fuori dalla palestra e i nostri incontri si consumavano in brevi sprazzi di occhiate cariche di significato o sfuggenti “ciao” accompagnati da splendidi sorrisi.
Avevamo però in nostro piccolo mondo, nel quale nessuno poteva entrare, fatto di messaggi scritti e vocali, nel quale ci raccontavamo tutto e ci davamo forza l’una con l’altro.
“Sei stata importante in quel periodo, lo sai vero? E lo saresti ancora se….”.
“Se cosa? Se continuassi a sentirti di notte e a parlarti di me attraverso un apparecchio? O se continuassi a pensare che anche questo è un modo di stare vicini e di “confondere” le nostre vite! So che mi accusi di aver troncato il nostro rapporto da un momento all’altro, ma quella era vita secondo te? La vita quella vera intendo! Quella di tutti i giorni, quella fatta dei momenti reali con la persona che vuoi al tuo fianco!”
“Sai che non era possibile, io ho la mia carriera, tu la tua famiglia, anche adesso non sarebbe possibile, ma mi manca il nostro piccolo mondo”.
“Anche a me manca, ma mi faceva soffrire, era tanto bello quanto irreale e io ho troppo i piedi piantati a terra per vivere una situazione del genere. Preferisco giocarmela e combattere per quello in cui credo, che poi è anche quello che fai tu quando hai la racchetta in mano, ma forse tutte le tue energie le metti lì e non ne hai altre per giocartela nella vita reale”.
“Non dire così sei ingiusta, credevo in te, credevo in noi”.
“Anche io credevo in te e in noi per questo ho interrotto il nostro rapporto, proprio perché credevo in noi e non siamo mai stati “un noi””.
Filippo sapeva benissimo cosa intendevo, e lo aveva accettato, non era d’accordo ma lo aveva accettato.
“Ti sei accorto che siamo in mezzo ad una palestra strapiena di gente e nessuno sembra fare caso a noi e stiamo parlando come due persone normali?”
“Si, è strano, forse eravamo noi che, troppo impegnati a non far capire nulla agli altri, ci siamo imprigionati con le nostre mani….e adesso che siamo più liberi, beh, forse, forse è anche più bello, e magari potremmo ricominciare da capo, se ti va, possiamo iniziare a conoscerci….ti va un caffè? Di quelli veri intendo, non di quelli nelle foto che ci inviavamo al mattino per augurarci il buongiorno”.
Mi prende alla sprovvista, non so che fare, mi affido al mio istinto e reagisco allungando la mia mano in direzione della sua
“Piacere sono Anna, felice di conoscerti, frequento il corso di danza qui in palestra”
“Ciao sono Filippo, istruttore di Squash, il piacere è tutto mio!”.



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Scrittura creativa scritta il 17/12/2018 - 15:46
Da Francesca B
Letta n.94 volte.
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Commenti


Grazie per le belle parole Antonio!

Francesca B 19/12/2018 - 10:43

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Bellissimo ed accattivante racconto.

Antonio Girardi 18/12/2018 - 14:39

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