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INCIPT e DIALOGO

Le istruzioni sono:

partendo da questo incipit scrivi un breve racconto in cui ci sia molto dialogo (cosa si dicono i protagonisti...e poi?): "Doveva pur capitare, prima o poi, che ci incontrassimo. La fortuna ha voluto che fossimo soli. Lui mi guarda ed ha la forza di non abbassare gli occhi. Io lo guardo ed ho la debolezza di non distogliere i miei {liberamente tratto da un romanzo di Giorgio Faletti)"


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Come eravamo

Doveva pur capitare, prima o poi, che ci incontrassimo. La fortuna ha voluto che fossimo soli. Lui mi guarda ed ha la forza di non abbassare gli occhi. Io lo guardo ed ho la debolezza di non distogliere i miei.
Proprio qui doveva fermarsi, vicino alla nostra edicola.
Ora però gli dirò finalmente tutto quello che penso di lui……..
Ciao Rodolfo, come stai? Sei qui fermo e immobile, stesso luogo e stessa posa di allora. Manca solo il piccolo bouquet di fiori che con tanta devozione mi porgevi. Sembra quasi che tu mi stia ancora aspettando.
Marianna, sono qui per caso. All’improvviso ho rivisto i nostri incontri, io qui ad aspettarti, tu che mi venivi incontro, gli occhi di gazzella impaurita, i capelli neri a caschetto. E quel cappottino blu e il maglione a girocollo bianco… Era il giorno di Santo Stefano….. Ho sentito il bisogno di fermarmi…..
Non esprimerti con versi pieni di nostalgico amore. Dimmi, invece, che cosa hai provato rivedendomi, rabbia, indifferenza, …..rimpianti?…..
Marianna,In uno scritto a te dedicato ho ammesso che avrei dovuto lasciarti andar via in cerca dei tuoi ideali di vita e di donna. Annegavi in una vita vissuta senza gioia, ti sentivi prigioniera di me, dei tuoi genitori e delle nostre regole. Io ti dicevo sempre di si per accontentarti. Purtroppo non sono riuscito a cancellare il tuo male oscuro. Non ero il cavaliere forte, bello e sicuro che tu sognavi di incontrare, ti ho trattenuta offrendoti un amore assoluto e senza riserve.
Rodolfo non continuare a nasconderti dietro belle parole, riconosco che sono stata io ad andare via dopo circa sette anni di matrimonio. Mi giuravi continuamente eterno amore, eppure subito hai provveduto a dimenticarmi e a sostituirmi. Nuova compagna e nuovo matrimonio. Tutti all’epoca commentarono: “povero Rodolfo”. Qualcuno aggiunse, con un po’ di ironia, “come farà senza la sua Mimì”.
Marianna, ho accettato le tue decisioni senza fare drammi, forse per la speranza di non rompere definitivamente il nostro rapporto o forse, chissà, per l’inconfessato desiderio di essere un giorno rimpianto. Una piccola, ingenua vendetta.
Avrei dovuto capire prima che per te l’abbandono non sarebbe stato un dramma. Ho continuato perché non volevo spezzarti il cuore ed anche perché temevo una tua reazione incontrollata, più contro te stesso che contro di me. La tua sbandierata gelosia giustificava ampiamente le mie preoccupazioni.
Marianna, a volte ho immaginato di incontrarti e di chiederti: dove vivi adesso?
cosa fai?
Rodolfo, ti sei mai chiesto cosa volevo quando ti telefonai chiedendoti se c’erano novità? Era passato appena un anno o poco più dal giorno del mio abbandono. Tu mi rispondesti che l’avvocato mi stava notificando la sentenza di separazione. Avevamo l’avvocato in comune sempre grazie alla tua grande disponibilità nei miei confronti.
Ora chiedi mie notizie come interessato alle mie vicende di vita. Forse ,se ero di fronte, non avresti nemmeno attraversato la strada per incontrarmi.
Marianna, in una lettera che non ho mai considerato di spedirti ho scritto:
“Sei andata via, non so dove vivi,non so cosa fai, io ho trovato la strada spero anche tu .Nelle notti di luna piena i pensieri si incontrano e fanno la pace. Ovunque sei, buonanotte signora”. E’ un segnale di pace, un segno di rispetto per un antico amore. Ognuno nel tempo raggiunge i propri equilibri anche sulla base di tutto quello che è successo prima. Che non va rinnegato perché fa parte di noi stessi.
Rodolfo penso anche io che tutto quello che è successo abbia contribuito a farmi raggiungere gli attuali equilibri, anche questi difficili e sempre da vigilare. ……….Complessivamente, in fondo, anche io non rinnego la nostra storia. Eravamo così deboli e fragili, io per i miei dubbi, tu per le certezze che non riuscivi ad avere da me. Ci siamo lasciati in punta di piedi senza farci del male. Poi, chissà, se quelle nostra gravidanza fosse andata avanti…
Userò il tuo stile, un po’ retorico ma vero, per descrivere una situazione finale: oggi il fiume, con tutte le sue sorgenti ha trovato la strada, è sceso nella valle, la neve nei prati si è sciolta, ha vinto la primavera. E’ stato un bene incontrarci e parlare.
Ciao Rodolfo , ti dico anche io, “ ovunque sei, buonanotte”. Se per caso ci rivediamo stando su lati opposti, attraversiamo la strada per salutarci.
Ciao Marianna ,sono d’accordo con te, tra di noi è scoppiata la pace.



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Scrittura creativa scritta il 25/12/2018 - 08:41
Da GIOVANNI PIGNALOSA
Letta n.175 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Commenti piaciuti molto. Grazie e auguri per Antonio, Francesca,Grazia, Laisa e Santa.

GIOVANNI PIGNALOSA 28/12/2018 - 12:51

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Racconto molto bello.

Antonio Girardi 27/12/2018 - 11:03

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Molto bello e dolce. Complimenti!

Francesca B 27/12/2018 - 09:47

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Bello!
Il tempo, spesso, ristabilisce gli equilibri, senza rinnegare ciò che è stato
Ciao Giovanni

Grazia Giuliani 26/12/2018 - 22:47

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splendido
una separazione che ha ritrovato le buone maniere non rinnegando i principi di un grande amore, forse immaturo, ma assolutamente condiviso.
senza rancore, ma anche senza rimpianti
bravissimo e ancora auguri, Giovanni

laisa azzurra 26/12/2018 - 13:00

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Dopo l'impulso della separazione e rivedendo il tutto a distanza di tempo si fanno tante riflessioni. Prende vita l'esigenza di sviscerare tutta quello che era dentro di noi e che senza quest'ultimo incontro nessuno dei due potrà mai chiudere la porta. Complimenti.

santa scardino 25/12/2018 - 17:14

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