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Interrogativi

La trovai in una notte di fuoco e rumore,
campane selvagge suonavano in un cielo selvaggio.
Sapevo che, da quel momento in poi,
l’avrei amata fino al giorno in cui sarei morto.


E con i miei baci cacciai via migliaia di lacrime.
Mia Signora dei vari Dolori,
alcuni imploranti, alcuni presi a prestito, alcuni rubati,
alcuni messi in salvo per domani.


In una notte infinita, ornata di stelle argentate,
le campane della cappella rintoccavano e rintoccavano.
Mi ami? Mi ami?
Come io amo te?


Lei mi fu data perché mettessi le cose a posto,
ed io ho ammucchiato tutte le mie doti accanto a lei.
Anche se sembravo inutile e piccolo,
trovai Dio e tutti i suoi diavoli dentro di lei.


Dal mio letto lei cacciò via la bufera.
Un sole di cartone splendeva sopra la sua testa,
tanto lei era piena di luce.
La sua ombra azzannava cappellona e pazza.


Le nostre linee dell’amore si intrecciavano senza speranza.
Le campane della cappella rintoccavano e rintoccavano.
Mi ami? Mi ami?
Come io amo te?



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Poesia scritta il 12/11/2017 - 13:54
Da Giulio Soro
Letta n.93 volte.
Voto:
su 6 votanti


Commenti


ottima, mi è piaciuta Giulio

enio2 orsuni 14/11/2017 - 12:24

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Molto bella, intensa e profonda. Bravissimo Giulio un dici e lode per te, buon pomeriggio.

Paolo Ciraolo 13/11/2017 - 16:07

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Giulio!! Dolcissimo e romantico come sempre scrivi bellissime poesie d'amore

Lucia Frore 12/11/2017 - 20:07

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hai amato il Dolore
in esso hai trovato le risposte ai tuoi perchè
in esso hai conosciuto te stesso
tutto quella stupidità che abitava il tuo cuore, è stata spazzata via
hai toccato il punto più profondo di te...e, con lei "signora del Dolore", sei risalito in superficie....
mia personale interpretazione

laisa azzurra 12/11/2017 - 19:22

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Un modo originale di parlare d'amore catturando l'attenzione con belle immagini, Piaciuta

Sabry L. 12/11/2017 - 19:14

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Una originale storia d'amore che si svolge in un intrigato mondo ove anche l'assurdo può trovare la sua dimensione perchè in quegli ambiti i poeti sanno far vivere in spazi ristretti il sacro ed il profano. Un piacevole "enigma" le tue poe che stuzzicano il "palato", ciao

Francesco Scolaro 12/11/2017 - 18:53

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la poesia credo si riferisca a un tuo delirio in senso buono o un sogno, perchè tutto questo possa essere

GIANCARLO POETA DELL'AMORE 12/11/2017 - 16:54

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GIULIO...mi azzardo a dire che hai avuto una visione della Madonna ma non capisco come possa avere dentro di se Dio e i diavoli insieme è una assurdità che mi dice che non ho capito nulla!!!! Ciao

mirella narducci 12/11/2017 - 15:46

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