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Il conformismo è in noi e fra noi

L'uomo tende naturalmente ad essere conformista per il fatto stesso di essere un animale sociale. Risulta difficile schierarsi contro un'opinione che gode di un consenso diffuso perché il convincimento che si fa strada in tutti è che se sono in tanti a pensarla allo stesso modo è ciò stesso la riprova che quella opinione si basa su fondamenti validi e condivisibili anche "a scatola chiusa".
“Credendo a se stesso - sosteneva Tolstoj- l’uomo si espone sempre al giudizio della gente. Credendo agli altri ha sempre l’approvazione di chi lo circonda.”
In pratica si innesca, e in genere nella più inconsapevole e perfetta buona fede, una sorta di automatismo psicologico per cui si è acquiescenti rispetto alle idee dominanti e non ci si interroga sulle proprie effettive convinzioni. Questo atteggiamento umano è comprensibile anche se non difendibile in considerazione del fatto che, abbassando se non azzerando del tutto il livello di capacità critica di ogni individuo, spesso si danno per vere affermazioni che vere non sono, sostenute contro ogni evidenza e buon senso. Questo genera lo strano fenomeno per cui se in presenza di un' opinione pressoché unanimemente data per buona sorge la voce dissonante di chi, esercitando la propria autonomia di giudizio, liberamente e coraggiosamente vi si oppone, con buone ragioni, ecco che contro di lui si solleva un numero incredibile di dissidenti pronti a sfoderare una ammirevole dialettica a salvaguardia apparente di un' idea, in realtà per tacitare la propria coscienza che, distratta e superficiale al momento di aderire a convincimenti non debitamente vagliati, li pungola e spinge a tutelare "lancia in resta"il proprio operato piuttosto che a fare un'analisi più corretta eventualmente per una dignitosa marcia indietro.
Vorrei portare un esempio per chiarire il mio pensiero ove mai la mia esposizione dovesse risultare poco chiara.
È un episodio risalente a qualche anno fa, quando mi servivo del treno per raggiungere l'Ateneo Federico II di Napoli. Erano tanti gli studenti che vi si incontravano con i quali si finiva col fare amicizia e scambiare quattro chiacchiere.
Durante uno di questi viaggi uno di loro, Stefano, intavolò una discussione su un argomento trito ed abusato: La donna e l'uomo hanno lo stesso grado di intelligenza o la prima è indiscutibilmente inferiore?
Il primo a parlare fu Davide che sostenne l'inferiorità della donna sia sul piano fisico che intellettivo, come attesterebbe non solo il racconto biblico che fa nascere Eva dalla costola di Adamo, con evidente significato metaforico, ma anche la maggiore capacità cranica dei maschi.
Questa tesi, peraltro poco argomentata e ancora meno documentata, trovò immediatamente molti sostenitori tra i quali, con mia sofferente meraviglia, moltissime ragazze.
Senza dibattito il cervello delle donne ricevette la sua mediocre pagella con buona pace di tutti.
Nessuno ribatté tranne Geremia che sostenne che in verità secondo le più accreditate e aggiornate ricerche scientifiche le dimensioni della massa cerebrale non influenzano affatto il grado dell' intelligenza e che, piuttosto, a voler proprio affrontare questa inutile guerra tra i sessi, c'era da soffermarsi sulla diversità dell'intelligenza maschile, più lineare e razionale rispetto a quella femminile, più empatica ed emotiva senza dover necessariamente assegnare un primato. Aggiunsi anche io il mio intervento facendomi portavoce delle teorie di James Flinn in base alle quali le donne hanno fatto il sorpasso dei maschi grazie al progresso e alla modernità che, sottraendole al solo impegno domestico, le hanno rese multitasking e più competitive, anzi più che competitive, addirittura vincenti. Ma né Geremia né io avemmo seguaci; risultò per tutti gli altri molto più facile aggrapparsi alla tesi sostenuta da Davide e da loro accolta in prima battuta; schiamazzando, presero persino a deridere le nostre affermazioni mettendo in dubbio le conoscenze e le fonti di riferimento che avevamo offerto alla riflessione di tutti.
Ecco, il conformismo genera queste situazioni; quando poi si accoppia all'ignoranza, il che accade nella più gran parte dei casi, fa molti guasti e fa segnare il passo se non al sapere e al progresso, di certo alla loro diffusione.



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Racconto scritto il 17/09/2017 - 15:08
Da Aurelia Strada
Letta n.270 volte.
Voto:
su 7 votanti


Commenti


...un aforisma di Einstein, che proprio stupido non era: "Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido."
Cos'è l'intelligenza, co'è la superiorità? non facile rispondere... mio nonno per esempio diceva: se studi molto puoi anche nascondere la tua parziale mancanza di intelligenza così come un contadino illetterato non sa, o non vuole, mettere in mostra la sua intelligenza. Complimenti e 5* meritate

GianMaria Agosti 05/10/2017 - 07:51

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Gran bel pezzo, dipendesse da me lo premierei. A parte il gran bel modo di esporre una tesi come questa, non facile da esprimere in poche righe, il brano ha un contenuto veramente notevole. Concordo completamente con la tua tesi e con quella di James Flinn, se ti riferisci al missionario, e poi con Tolstoj. Ci sarebbero da aggiungere molte osservazioni sul cosa si intenda per intelligenza, non solo, ma anche sul concetto di "superiore". per non dilungarmi riporto soltanto un aforisma...

GianMaria Agosti 05/10/2017 - 07:47

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Condivido le riflessioni sul conformismo come presa di posizione di una maggioranza rispetto a una minoranza, sull'argomentare sulla differenza tra uomini e donne basate sulla circonferenza cranica mi sembra francamente una boutade. Per quanto riguarda i tuoi dubbi sulla mia poesia "Tormento", il vestito che giace in fondo al pozzo è solo una metafora di un rapporto ormai finito mentre il pozzo rappresenta effettivamente la tormentata interiorità del protagonista. Giulio Soro

Giulio Soro 24/09/2017 - 15:44

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Ho trovato gradevole il tuo commento anche se mi ha posto un angoscioso interrogativo: le dimensioni over-size del tuo cranio contraddicono o confermano le recenti acquisizioni scientifiche circa il rapporto tra intelligenza e capacità cranica? Naturalmente scherzo e alla maniera di Totò dico anch'io : meglio abbondare!
Grazie e lieta giornata.Aurelia

Aurelia Strada 18/09/2017 - 15:07

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Molto interessante il tuo racconto, che offre riflessioni molto significative. Io ho dovuto imparare a ragionare con la mia testa, che è davvero diversa dalle altre, e mi spiego: Il mio cranio ha una circonfeenza di 60,5.. mentre i cappelli, di solito, arrivano solo a sessanta! Mia moglie si occupa di allargare i miei copricapo, ma vi risparmio i suoi commenti al riguardo.. uhm. Bravissima

Francesco Gentile 18/09/2017 - 13:12

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Grazie a tutti per gli interessanti commenti ricchi di spunti che aprono ad ulteriori riflessioni.Lieta e serena giornata.Aurelia

Aurelia Strada 18/09/2017 - 06:13

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Ottime argomentazioni e mi viene da dire che difficilmente le pecore smettono di seguire il gregge e il risultato è quello di un'ottusaggine senza limiti. Pochi sono quelli che hanno il coraggio di uscire fuori dal coro, gli altri sono più codardi e pericolosi. Credo che sia da temere più un gregge di pecore che il lupo!

Giulia Bellucci 17/09/2017 - 21:51

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Sempre documentata e completa ogni tua affermazione.Si gioca spesso sull', ignoranza per soggiogare le menti. Molto più facile seguire l'opinione dei più che difendere una propria opinione.
Certo le donne hanno dovuto combattere per essere considerate a sé stanti , con una intelligenza pronta ed intuitiva, non dipendenti dalla costola di Adamo....La donna è un completamento dell'uomo e viceversa.,.allora possono camminare uno al fianco dell'altra, ed esprimere ognuno il proprio convincimento ed agire di conseguenza.

Teresa Peluso 17/09/2017 - 20:19

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La mente umana è straordinaria quando incontra intelligenza e consapevolezza...allora si può pensare con la propria testa senza farsi influenzare dalla massa e forse dall'ignoranza che scorre a fiume...su molti fronti. Un racconto che condivido totalmente... conformismo e altro si maschera dietro a una società non più in grado di discernere e di scegliere nella piena libertà di pensiero. Complimenti Aurelia e una buona serata!

margherita pisano 17/09/2017 - 18:08

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Dire che è attuale risulta quasi eufemistico. Direi, centrato!
Molto apprezzato.
Buona giornata Aurelia.

Loris Marcato 17/09/2017 - 16:42

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Ciao Aurelia,interessante il tuo pezzo.
Pensare con la propria testa, fare personali valutazioni è una delle cose più importanti da perseguire nella crescita di una persona. Si può sbagliare conformandosi al giudizio dei più così come opponendosi ad esso solo per non esser conformi...
Un caro saluto

Grazia Giuliani 17/09/2017 - 16:36

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Bel pezzo, molto gradito, e condiviso in toto. Ecco un raro esempio nel quale buona scrittura e validità del contenuto trovano una simbiosi naturale. veramente un brano da applauso... beh, ci volevo io a sostenere la tesi di Geremia. Io sono in grado di convincere ma non perché sono istrionico, lo sono anche, se vogliamo, ma ho delle convinzioni incrollabili. Il discorso fatto mi ricorda quello delle razze: la razza bianca è superiore alle altre, e poi il nord è suoperiore al sud etc.ciaociao 5*

Spartaco Messina 17/09/2017 - 16:19

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