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L' isola

Si svegliò improvvisamente, come da un sonno profondo durato anni. Sentì la sabbia bagnata strusciare contro il proprio viso da trentenne e si accorse delle piccole onde che lo bagnavano a intervalli regolari. Non aveva la minima idea né di dove fosse né di che cosa facesse disteso sulla riva del mare; sentiva solamente un leggero mal di testa e soprattutto una gran fame. Si sforzò di ricordare, ma nella sua mente si affollarono solo poche immagini confuse e nebbiose, come quella di una piccola nave in tempesta. Che fosse naufragato e le correnti lo avessero trasportato fin laggiù come accadeva ai protagonisti dei romanzi inglesi che leggeva da bambino? Poco importava al momento: aveva assolutamente bisogno di mangiare e rimandò a dopo le speculazioni. Fece un discreto sforzo per alzarsi e si accorse che a stento si reggeva in piedi, tanto deboli erano le proprie forze in quel frangente. Vide davanti a sé quello che aveva tutta l’aria di essere un sentiero. La sabbia in quel tratto non era molto pulita, e sulla superficie affioravano piccoli sassi , alcuni fili d’erba isolati e numerosi legnetti pericolosi per i suoi piedi scalzi. Rimase un po’ indeciso sul da farsi e si accorse che davanti a sé c’erano due pietre ovali con degli strani simboli colorati che con tutta probabilità segnavano l’inizio del sentiero. Guardò meglio: sulla pietra di destra era dipinta in rosso una lettera greca, gli pareva un’alfa, mentre sotto di essa campeggiava un triangolo equilatero, anch’esso in rosso. A sinistra invece si trovavano un’omega blu e sotto di essa un piccolo triangolo in tutto e per tutto simile al primo, se non per il fatto di avere la punta rivolta verso il basso anziché verso l’alto e di essere di colore blu scuro. Rimase fermo giusto qualche istante a riflettere, poi decise intraprendere la via: da qualche parte avrebbe pur dovuto condurre quel dannato sentiero! Camminò per circa dieci minuti e si accorse che intorno a sé cominciavano a comparire alcune palme: avrebbe forse potuto trovare del cocco? Doveva assolutamente avvicinarsi, tanto più che il percorso dopo una decina di metri si concludeva con un piccolo laghetto. Dietro di esso troneggiava un grosso vulcano, che il giovane sperò con tutto il cuore fosse inattivo. Incominciò ad incamminarsi in direzione di una grossa palma sulla destra quando d’improvviso lanciò un urlo accorgendosi che due piccole schegge di legno si erano infilate proprio sotto il suo piede sinistro. Il dolore fu così acuto che cadde bocconi per terra, mentre una piccola pozzetta di sangue si andava formando sulla sabbia. Gridò aiuto per quanto le sue forze, già deboli prima dell’incidente, gli permettessero di farlo. Passarono più di cinque minuti, si sentiva sfinito e non riusciva nemmeno a muovere le braccia. L’ultima cosa di cui si accorse prima di perdere definitivamente i sensi fu che il sole, che splendeva alto nel cielo sereno, sembrava incredibilmente rosso. Sprofondò con la testa sulla sabbia, mentre dalla destra comparve la sagoma di un uomo che si avvicinava a passo svelto per raggiungere il corpo del giovane…


Continua...




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Racconto scritto il 08/07/2013 - 19:50
Da Roberto Edoardo
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