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= Racconto
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PUNTI DI VISTA

Le istruzioni sono:

Ricavate dal racconto tradizionale di Cappuccetto Rosso un racconto secondo il punto di vista di uno dei seguenti quattro personaggi coinvolti:

Il lupo cattivo
La nonna
Il cacciatore
Cappuccetto Rosso

Scrivete il racconto in prima persona singolare (io) ed in modo umoristico ...ad esempio la nonna si fa le canne, il lupo è vegetariano, il cacciatore si è montato la testa perchè è stato sull'isola dei famosi, tanto per dirne qualcuna



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Le burla di Cappuccetto Rosso

La mamma come al solito mi aveva spedito dalla nonna, così non potevo disturbarla mentre si guardava la sua soap preferita: “Un posto alla luna”. Avevo il mio cestino pieno di piccole ranocchie, e sapendo che la nonna aveva il terrore per questi mostriciattoli salterini, stavo pensando che mi sarei divertita un mondo a vederla correre per la stanza con la camicia da notte, la quale si sollevava facendo vedere le sue gambe pelose e storte.
Le sue grida sarebbero state talmente forti, da attirare tutti gli animali del bosco, fra cui il Lupo Spilungone, che essendo molto tenero e spaventato per le urla della nonnina, sarebbe corso subito in suo aiuto. Spilungone era anche molto distratto e per la concitazione sarebbe uscito di casa in brache come faceva di solito e che immancabilmente mentre correva gli sarebbero scivolate giù facendolo inciampare fra le risate generali.
A quel punto intrapresi il piccolo sentiero che arrivava alla fine del bosco, dove abitava nonna Olga, intravidi all’ombra di un olmo Gigi il cacciatore, soprannominato: cacasotto, per il suo impareggiabile coraggio… era talmente fifone che aveva paura delle nonnine; lui era convinto che non fossero poi così innocue e dolci ma bensì delle vecchie streghe, pronte a preparare intrugli e bevande malefiche per avvelenare il mal capitato di turno.
Vedendolo così affranto mi avvicinai per provocarlo un po’ e gli chiesi: ”Ehi Gigi, mi accompagni dalla mia cara nonnina?”
Sgranò gli occhi a palla come se gli avessi detto chissà quale atrocità e terrorizzato balbettando rispose: ”Vu…oi… vuoi che venga con te a trovare quella stregaccia che ha imbalsamato il mio Berto?”
(Da premettere che Berto era un topo così goloso che era scoppiato dopo aver mangiato un piatto di ciambelle alla marmellata rancida, preparato dalla nonna, la quale in cucina non era proprio un portento. In seguito alla morte prematura dell’animale e vedendolo così rigido, questa, aveva pensato di conservarlo inamidato come si fa con i lavori all’uncinetto e poi l’aveva sistemato sulla finestra, in modo tale che quando sarebbe passato Gigi lo avrebbe potuto salutare).
Ma la nonna non aveva previsto la reazione del cacciatore, il quale, vedendo il suo amico (ma poi si può considerare tale un topo …?) mummificato, era corso via disperato per denunciare al giudice degli animali, che la megera aveva ucciso Berto, ma invece di avere giustizia fu multato per aver disturbato il sonnellino pomeridiano del giudice con schiamazzi e pianti inopportuni.
Tornando a noi, dopo il rifiuto di Gigi di accompagnarmi, lo salutai dicendogli: ”Ma dai non piangere, devi essere contento almeno ha fatto una bella morte…una morte dolce, dolce …”
A queste mie parole scoppiò in un pianto irrefrenabile, lo lasciai in un lago di lacrime e ripresi la via.
Aprì il cesto per controllare se le bestiole stessero bene, quando una di queste balzò fuori veloce, saltando di qua e di là. La rincorsi per riacciuffarla ma inciampai in un corpo disteso a terra intrappolato dalle sue stesse mutande.
“ Ehi stai attento a dove cammini…” mi sentii dire.
Riconobbi Spilungone e non persi occasione per punzecchiarlo: ”Ahi che male…la mia gamba…come farò adesso? La nonna mi starà aspettando, ma non posso certo camminare in queste condizioni,”
A questo punto finsi di zoppicare vistosamente e conoscendolo molto bene, immaginavo che si sarebbe proposto lui di andare dalla cara nonnina, come la chiamava affettuosamente. Fu così che prese il cesto, ignorando il contenuto dello stesso e tutto felice di aver compiuto la sua buona azione, s’incamminò lungo la strada. Appena fu lontano dalla visuale, lo seguì a debita distanza, non potevo certamente perdermi l’esilarante scena.
Spilungone arrivò di corsa da nonna Olga, la quale sorpresa di vederlo le chiese: ”Ciao, cosa ci fai da queste parti? Vedo che hai un bel cesto, cosa mi hai portato?”
Lui ingenuamente rispose: “Tante cose buone!”
E le porse il cesto. La nonna impaziente lo aprì, non l’avesse mai fatto, le rane gracchiando, cominciarono a saltare, dopo essere state rinchiuse per troppo tempo e sembravano impazzite. La nonna lanciò per aria il cesto ed urlando all’impazzata correva per casa saltando sulle sedie come un grillo. Una rana si posò sulla sua testa pelata e non aveva nessuna intenzione di scendere ed un’altra le si infilò nella sottana, cercando un posto per nascondersi.
Olga, schizzava di qua e di là e lo faceva meglio delle rane, aveva gli occhi fuori dalle orbite da sembrare lei stessa un rospo. Dovete sapere che Olga non era una nonnina gracile ed esile ma nientepopodimeno campionessa di wrestling del torneo internazionale del bosco e di certo non le mancavano le forze, perciò iniziò a bastonare senza tregua il povero Spilungone, che nel frattempo continuava a ripetere: “Non sono stato io, credimi …ahi …ahi… basta… è stata Cappuccetto Rosso, quella birba si è presa gioco di me…ma se la vedo mi sentirà, urlerò così forte da farle rompere i timpani.”
Ma la nonna non l’ascoltava e giù con le botte, lui cercava di scansare i colpi, ma improvvisamente cadde nella pentola piena di marmellata di pomodori. Tutto appiccicoso si svincolò a fatica, cercando di rialzarsi, ma il suo didietro era rimasto intrappolato nella pentola, tutto ciò non impietosì la vecchietta, che continuò a dargliene di santa ragione. Dopo alcuni inutili tentativi e non riuscendo a liberarsi dal tegame, fuggì con questo incollato al suo sedere.
Intanto, io dal mio nascondiglio, mi stavo sbellicando dalle risate, ma non contenta, con uno sgambetto aiutai, si fa per dire…, il lupo a fuggire via dalle grinfie della nonna, che come un salame, cadde rovinosamente giù per terra. Purtroppo per lui, l’atterraggio non fu proprio morbido , infatti capitombolò su una pianta di cactus, le cui spine aguzze gli si infilarono dappertutto, anche sulla punta del suo muso nero, facendolo strillare a più non posso.
In seguito alle sue grida entrò in azione Gigi, il quale arrivò con una furia da sembrare la cavalleria rusticana e imbracciando due fucili a baionetta, li puntò verso di noi, sbraitando a gran voce: ”Cosa state combinando, cosa sono queste urla terribili da sembrare che vi stiano cucinando come conigli allo spiedo…?”
In quel preciso momento mi venne in mente che forse avrei potuto godermi un ulteriore spettacolo e così chiamai la nonna: ”Nonna, nonna, guarda chi è venuto a trovarti.”
A queste mie parole Gigi sbiancò da sembrare un morto resuscitato dalle sabbie mobili ed apparve nonna Olga stravolta e con lo sguardo allucinato dalla paura. Fu un attimo, si fissarono e poi entrambi gridarono a più non posso. Gigi buttò per aria i fucili e la nonna svenne.
Certo che l’avevo combinata proprio grossa e adesso chi lo avrebbe raccontato alla mamma?
Ma si… qualcosa mi sarei inventata ma questa sarà un’altra storia.



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Scrittura creativa scritta il 14/12/2017 - 13:12
Da Anna Rossi
Letta n.173 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Vi ringrazio di cuore Aurelio e Giancarlo...ho provato anch'io a scrivere qualcosa di umoristico anche se era la prima volta. Non è il mio genere ma ci ho provato, per me è stato mettermi in gioco...un caro saluto.

Anna Rossi 15/12/2017 - 00:25

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Anna ti sei cimentata anche tu su cappuccetto rosso, certo di fantasia ne hai molto ben scritta

GIANCARLO POETA DELL'AMORE 14/12/2017 - 21:26

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La fantasia è un'arma in più - micidiale - per chi come te ha il dono della scrittura.
Un abbraccio affettuoso!
Aurelio

Aurelio Zucchi 14/12/2017 - 19:20

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