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C'ERA UNA VOLTA UN RE

Le istruzioni sono:

C'ERA UNA VOLTA UN RE:… racconta la tua fiaba utilizzando i protagonisti di una favola già esistente e inventando da zero un'altra storia anche in chiave umoristica se volete (non in dialetto ma va bene invece la figura del nonno che ha le idee confuse e racconta la storia ai nipotini in modo del tutto nuovo)


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Il gatto con un solo stivale

C'ERA UNA VOLTA UN RE....Ma andiamo con ordine....


Un micio era stato donato ad un uomo che viveva in una capanna situata in una foresta di un lontano Paese del nord Europa.
Era un gattino color cenere, molto astuto, generoso, ma anche piuttosto sbadato.


Un giorno passò nelle vicinanze della sua capanna una carrozza d'argento, finemente cesellata, con al seguito numerosi gendarmi.
Il gruppo si fermò ai bordi di un fiume che scorreva lì nei pressi.


Il gattino, molto incuriosito, si avvicinò a quei soldati e vide che dalla carrozza che avevano scortato scendeva un uomo con un'enorme parrucca di capelli lunghi bianchi e arricciati che gli coprivano le spalle. Era vestito con una divisa azzurra come quella dei soldati, ma, a differenza di questi ultimi, calzava degli enormi stivali al ginocchio.
Dopo essersi fatto portare una poltrona di velluto color porpora per accomodarsi sulla riva del fiume, questo personaggio ordinò ad alcuni dei suoi inservienti di aiutarlo a togliersi quegli insoliti calzari.
"Subito Maestà!" Dissero i due aiutanti intervenuti ad eseguire l'ordine, ma proprio mentre stavano riponendo gli stivali, un gendarme si mosse e, inavvertitamente, pestò la coda del micio che in quel momento assisteva alla scena.


Un forte miagolìo si udì all'improvviso, ed il gatto fece un salto talmente in alto da finire sulla testa di quel sovrano seduto su quella morbida poltrona, per poi finire nell'acqua del fiume, dopo aver trascinato con sè uno di quella coppia di stivali.


"Maestà! Chi ha osato attentare alla Vostra persona?"
Urlarono i gendarmi, sguainando le spade.


Il micetto annaspava nell'acqua, tenendosi a galla aggrappato allo stivale.
"Lo prenderemo quell'infame!"
Urlò il generale.


Intanto, poco più a valle, il micio aveva trovato un appiglio in un ramo sporgente di un albero, portando in salvo se stesso e lo stivale.


Qualche ora più tardi, dinnanzi al sovrano, il micio si presentava, raccontando l'accaduto:
"Maestà, vogliate comprendere la mia situazione...
Chi mi ha pestato la coda lo ha fatto certamente senza intenzione di offendermi...
Non mi aveva visto...Ma poi..."
"Basta, basta, ho capito... Come vi chiamate? Dove abitate?"
"Il mio nome è Messere...
Abito in una capanna nel bosco con il mio padrone...
Il più abile ciabattino del mondo!"
"Oh...Ma davvero?"
"Certamente Maestà...E se lo permetterete, i Vostri stivali diventeranno speciali, in un modo che Vi sbalordirà!"
"E allora proviamo!"


Il gatto prese gli stivali, se li infilò, iniziando a correre tra l'ilarità di tutti i presenti.
Arrivato alla sua capanna chiamò il suo padrone:
"Abbiamo un lavoro importante da svolgere!!!
Dobbiamo sbrigarci."


Presero del lucido e iniziarono a pulire velocemente i calzari con molta cura.
Il micio però non aveva fatto i conti con un cane che si trovava nelle vicinanze, il quale, vedendo gli stivali, prese la rincorsa e ne afferrò uno scappando via.


"Oh povero me!" Disse il gatto.
Doveva trovare una soluzione...
Prese dunque uno scarpone abbandonato da un orco che soggiornava nelle vicinanze, con l'intento di prenderlo solo in prestito, lo ripulì per bene, e lo indossò con l'unico stivale rimasto.
Tornò all'accampamento del Re e, alla sua domanda sul perchè indossasse un solo stivale ed uno scarpone, rispose:
"Ve lo avevo detto Maestà che avrei trasformato i vostri calzari in modo sbalorditivo... Vedete, ora avrete l'eleganza di uno stivale, ma anche la praticità di uno scarpone... Apparirete così elegante, ma con la possibilità di affrontare percorsi difficili e..."
"Mi avete detto una bugìa ora...Ma non vi punirò, mi avete fatto davvero ridere."
"Come fate a saper Sire che si tratta di una bugia?"
"Ho i miei informatori."
"E dicono sempre la verità?"
"Giudicate voi stesso."
In quel momento si presentò il cane che poco prima gli aveva rubato lo stivale, posandolo ai piedi del Re.


Il micio tirò un sospiro di sollievo anche per il suo padrone... Il Re aveva tutto sommato gradito la situazione.
Infatti, da quel momento, il micio ed il suo padrone, entrarono rispettivamente in qualità di giullare ed inserviente, ormai benestanti, alla corte del Re.




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Scrittura creativa scritta il 24/01/2018 - 20:04
Da Graziana Bonavero
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