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INCIPIT E FINE DI UNA LETTERA

Le istruzioni sono:

Incipit e fine di una lettera: scrivi una lettera ad un’amica (in cui racconti la tua vita) che inizi e termini così: (Inizio) Cara Margherita, come stai? Prima di tutto Buon Natale e buon Anno Nuovo. Qualche giorno fa ho parlato con mia madre che mi ha detto che alla fine sei andata all’Università a Bologna. Glielo ha detto tua madre. Hai studiato qualcosa che c’entra con il cinema, vero? Quindi niente più economia e commercio? Hai fatto bene ad insistere in casa. Uno deve fare le cose che vuole. Anch’io ho fatto quello che volevo, ora te lo dico… (Fine) Mia madre mi ha detto anche che sei sempre bellissima ma io lo sapevo. Quando eravamo piccoli ero sicuro che saresti diventata Miss Italia. Ti bacio. Pietro. P. S preparati, perché quando passo da Bologna ti prendo e ti porto via


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i bambini insegnano

Cara Margherita, come stai? Prima di tutto Buon Natale e buon Anno Nuovo. Qualche giorno fa ho parlato con mia madre che mi ha detto che alla fine sei andata all’Università a Bologna. Glielo ha detto tua madre. Hai studiato qualcosa che c’entra con il cinema, vero? Quindi niente più economia e commercio? Hai fatto bene ad insistere in casa. Uno deve fare le cose che vuole. Anch’io ho fatto quello che volevo, ora te lo dico.


Ricordi la mia passione per la psicologia? Rammenti quando cercavo di analizzare tutti i nostri compagni di classe? Beh, ho proseguito con questa passione ed ho conseguito la laurea in neuropsichiatria infantile. E’ affascinante, credimi…posso coniugare il mio grande bisogno di elargire amore con un impegno, una professione per nulla semplice, ma mai demotivante. I bambini insegnano, proprio come gli anziani.
Le patologie di cui sono affetti, si traducono in disturbi vari, dai disturbi del linguaggio e dell’apprendimento al ritardo psicomotorio e mentale, dalle paralisi cerebrali infantili all’autismo, dall’epilessia ai disturbi dell’umore e alle psicosi, dalle fobie e disturbi d’ansia ai disturbi comportamentali, del sonno, alimentari, sfinterici, dai deficit dell’attenzione ed iperattività alle patologie neuromuscolari e ai disturbi del movimento. Ovviamente sono solo un componente di un equipe, ognuno di noi per la parte di propria competenza, ma sempre complementari.
Spesso mi ritrovo a "giocare" ed interagire i piccoli pazienti oltre l’orario stabilito, senza nessuna fatica, senza nessun orologio che mi indichi quanto e perché, solo ed esclusivamente per empatia, per assaporare le loro problematiche e immedesimarmi nella loro piccola, grande personalità, quasi fossi un loro amico, mai un loro medico….
La medicina ufficiale non accetterebbe mai questo tipo di approccio, ma il primario del reparto in cui opero, ritiene che io abbia la capacità di scindere il problema dal rapporto affettivo che inevitabilmente si instaura con loro, nessuno escluso. Margherita, sai quel detto: “tutti i bambini sono buoni”, che ho sempre contestato? Beh, oggi posso considerarlo condivisibile in toto. Ogni bambino ha dietro di sé un vissuto o una patologia. Un bambino può “incattivirsi”, può diventare un adolescente, un adulto “incattivito”, ma nasce sempre come “puro”. E la purezza viene fuori da ogni movimento, ogni sguardo, ogni manina che allunga verso te, per chiedere più o meno esplicitamente: aiutami, ti prego!
I bambini insegnano che il dolore può essere gestito con naturalezza, insegnano che dietro ogni lacrima c’è una difficoltà, insegnano che anche il capriccio stesso, può essere un disagio, insegnano l’inadeguatezza di noi “cosiddetti adulti” innanzi al loro mondo…insegnano quanto sia facile amare e quanto sia difficile non avere dei riferimenti, dei punti cardine, insegnano che il nostro compito è quello di proteggerli dal “non conosciuto” o “da quel male che conosciamo” con le armi della pazienza, della determinazione e della tenerezza. A volte un rimprovero è terapeutico, altre, è il primo gradino verso l’insicurezza di un bambino che diventerà uomo.
Ogni bambino che lascio a fine percorso, è un pezzo di me che se ne va per il mondo.
Ogni bambino innanzi al quale comprendo che la mia professionalità non è adeguata, è un pezzo del mio cuore che sanguina.
Ogni bambino che incontro per la prima volta è un piccolo angelo e quello che mi propongo di fare, è spiccare il volo, abbracciati…
Si, Margherita…sono un privilegiato. Amo il mio lavoro, amo i miei bambini. Forse è per questo che non ho ancora avuto tempo e voglia di fare altro. Ho avuto qualche storia, nulla di concreto.
Chissà,
sarà perché mi sei rimasta in testa tu?


Mia madre mi ha detto anche che sei sempre bellissima ma io lo sapevo. Quando eravamo piccoli ero sicuro che saresti diventata Miss Italia.
Ti bacio. Pietro.
P.S.: preparati, perché quando passo da Bologna ti prendo e ti porto via.




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Scrittura creativa scritta il 09/04/2018 - 14:29
Da laisa azzurra
Letta n.238 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


...il tuo cuore è vicino a quello dei bambini...
Bella lettera, scritta bene, con conoscenza...
Ti abbraccio

Grazia Giuliani 11/04/2018 - 14:54

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grazie Paola e Poeta
grazie di cuore, Amici

laisa azzurra 10/04/2018 - 20:59

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molto bella ben composta la tua scrittura

GIANCARLO POETA DELL'AMORE 10/04/2018 - 19:24

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Mi è piaciuto l'argomento che hai scelto per la tua lettera...
Questa professione svolge un ruolo fondamentale, quello cioè di seguire un bambino nel suo percorso di crescita e"restituirlo" alla società con più sicurezza ed autostima, cercando di farlo diventare un adulto più equilibrato.
Ottimo anche lo stile in cui lo hai proposto, Laisa

PAOLA SALZANO 10/04/2018 - 12:16

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Grazie amici. No, nn mi occupo di questo, né di bambini. Nn sono medico, faccio tutt'altro, ma mi sarebbe piaciuto. Buonanotte Amici

laisa azzurra 09/04/2018 - 21:48

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Perdona gli errori . Odio il correttore!!

Roberto L 09/04/2018 - 19:09

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Anche io sono dell'opinione di Teresa. O sei nel tuo, o conosci profondamente. I bambini sono la nostra sola speranza, è si capisce che questo argomento ti appartiene, non sono chiacchiere senza fatti. Per il resto...bel lavoro, consueta proprietà di linguaggio e racconto che si legge d'un soffio. Complimenti

Roberto L 09/04/2018 - 19:07

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Mi sembra che sia il tuo lavoro effettivo, perché hai scritto tutto con competenza di causa.Se tutti fossero altruisti ed amassero ciò che fanno
...il mondo sarebbe rosa, perché sarebbero lenite molte so sefferenze. Complimenti, Laisa.

Teresa Peluso 09/04/2018 - 18:34

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