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Fuoco di paglia

Lo so, con un gesto non puoi cancellare la memoria, distruggendo fotografie non distruggi i ricordi; ma quando pensi di averle eliminate tutte ormai da tempo immemore, quando credi che lì, nell'intimità della tua stanza, nell'intimità dei tuoi cassetti, non vi sia più nulla di sporco, nessuna faccia da cui possa colare fetida saliva ad avvelenarti il presente, nessun volto con stampato un sorriso beota intriso di letame, nemmeno il tuo quando non eri ancora tu, o eri un altro te pur essendo già allora sempre e nient'altro che te stesso o cercando di esserlo, il tuo volto che abbozza un timido sorriso di fronte a un fotografo per il quale lì tutti erano uguali, perché lui metteva a fuoco noi, mentre io avrei messo volentieri a fuoco tutti loro, bruciando i loro sguardi denigratori. E questo un giorno ho fatto con le loro versioni stampate, così come mille volte li ho uccisi con la penna e la fantasia; e credevo di aver ucciso tutti i vari volti che mi hanno accompagnato per anni,ma cosa scopro in fondo a un cassetto, la scorsa notte, quando colto da insonnia decido di guardare qualche bella fotografia? Lei, la foto sopravvissuta, l'unica; mi pareva fosse apparsa così, quasi per magia, o per scherzo, solo perché avevo deciso di frugare un po' nei cassetti. Ero realmente convinto che non ve ne fossero più. Ma era lì, loro mi guardavano, le loro grida mute fuoriuscivano prepotenti, ancora una volta, cogliendomi di sorpresa, e la mia mente è come esplosa per un attimo, un fuoco però spento da qualche lacrima benefica e poi, dietro quel pezzo di passato andato a male, altre foto, diverse, a ricordarmi che ho anche conosciuto belle persone, vissuto bei momenti. E quella foto? Che fine ha fatto adesso, potrebbe chiedersi qualcuno. Bé, l'ho lasciata lì, perché a parte in quel momento di sorpresa, non mi scalfisce più, è un agglomerato di inutili anime che erano semplicemente più insicure di me che sembravo il più insicuro di tutti. Le odio, quelle facce, non posso negarlo, e odio odiare, vorrei non farlo, però, anche se mi provocano ancora qualche emozione negativa, devo conviverci, fanno parte anche loro del passato, e il passato, a pensarci bene, non si può cancellare.



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Racconto scritto il 25/11/2014 - 15:06
Da Gilles Garufi
Letta n.1727 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Racconto carico di dolore e sofferto...ma, come dice giustamente Genoveffa, anche le esperienze più negative aiutano a crescere!

Chiara B. 28/11/2014 - 10:18

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Il passato anche se ci procura dolore non si può cancellare ,forse anche esperienze negative sono servite a farci diventare ciò che siamo oggi,un racconto intenso che fa riflettere,bravo GILLES

genoveffa 2 frau 25/11/2014 - 22:15

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