Un popolo… errante…
nella diaspora del suo sangue sparso
e tu, demone nazista,
che alla stirpe giudaica,
d’infamia, imponesti il marchio!
Nelle città i ghetti,
vagoni piombati a fagocitarsi la vita
e sparire nel ventre dei lager.
Bergen-Belsen… Auschwitz… Birkenau…
numeri svilirono uomini
mentre si attuò nelle camere a gas,
lo sterminio pianificato d’umano genere.
Anna Frank… Etty Hillesum… Edith Stein
all’alba del genocidio ci consegnarono
in melograni vivi, parole carnificate.
Ora, prigioniera al mio seno
appare la stella,
Jerusalem… Jerusalem…
trasportata dal vento in salmi,
di tante voci Una voce odo
e inonda le mie vene,
l’antico sangue semita....
(continua)
Alzò il bavaro del cappotto; il vento della mattina presto era ancora pungente e gli sfrezzava il viso, ma presto il clima sarebbe migliorato. Era ancora inverno, ma già uno scorcio di primavera era visibile. Camminava rapido, come ogni sabato, deciso ad arrivare al suo solito bar. Già immaginava la scena: il barista che lo salutava, le solite battute sul lavoro e il tempo, e il suo solito caffè.
Pregustava già il momento quando, svoltato l'angolo, la serranda abbassata lo colpì come un pugno in pieno viso. La città intorno era la solita, ancora sonnecchiosa, con i negozi che ancora dovevano aprire e i passanti che si muovevano rapidi, incuranti del suo piccolo dramma mattutino. Scosse il capo e tirò avanti: restare a guardare la serranda non aveva molto senso. Sarebbe andato al bar vicino al suo ufficio; non era quello che voleva, ma era meglio di niente.
Camminava veloce, scocciato per quella deviazione imprevista, quando un piccolo locale attrasse il suo sguardo: non lo aveva mai ...
(continua)
Un fenomenale febbraio
In un freddo freeday di febbraio, dopo un fantastico Festival di Sanremo, frodai furbamente il fisco acquistando in nero un frigorifero, un frullatore e una fenomenale friggitrice a fotoni di fluoro, ideale per frittate e faraone al forno…che favola!
Felice come un facocero in frega, festeggiai la cosa prenotando in un fast food di Firenze un tavolo con la mia fidanzata Florinda e il suo cane Frizzy. Con una fame da lupo ci abbuffammo di funghi di Fiesole in fricassea, formaggi di fossa, fiorentina con friarielli fritti, fichi fioroni con frutti di bosco e un fantastico fiasco di fresco frizzantino di Frosinone.
Eh! Non siamo mica fessi!
Strafatti come due frati francescani dopo aver fatto la via Francigena, ci infrattammo in un fienile di Fiesole dove , fra frizzi e lazzi finimmo in bellezza la giornata al grido di….viva la fonduta di fontina e viva la France! Fischia!... (continua)