In quel dì, dal solito sapore,
c’era ancora luce,
quando, per ordinaria malia,
l’umore volse a melanconia
c’era ancora luce,
quando, per ordinaria malia,
l’umore volse a melanconia
Scesero le prime ombre
e l’aura si vestì di pianto
mentre un vento querulo
svelava l’afflizione.
La notte si mostrò arcigna
e dal capezzale del silenzio
la quiete fuggì via
verso ambiti inesplorati.
Fu l’aurora a blandire ogni dolore,
il chiarore dissipò l’algia
e come una madre verso il pargolo
colse un cirro ed asciugò il pianto.
Poesia scritta il 05/01/2026 - 12:16Letta n.55 volte.
Voto: | su 3 votanti |
Commenti
Bellissima e malinconica, meravigliosa l'ultima strofa, bravissimo. Un abbraccio. 

santa scardino
07/01/2026 - 15:30 --------------------------------------
La notte poi che diventa aurora e toglie il dolore complimenti 

Mary L
06/01/2026 - 21:33 --------------------------------------
Una poesia molto bella e autentica, capace di trasformare una notte ostile in un’alba che consola. Complimenti. 

MARIA ANGELA CAROSIA
06/01/2026 - 12:58 --------------------------------------
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