Plasmato in tal maniera
dal fuoco ardente della vita,
propendo ormai a credere
nel cinico giuoco del destino,
anche se,
testardamente,
cerco di arginare il mare,
con le mani ammansire il vento,
chetare la pioggia,
ammutolire il tuono,
spengere la folgore
prima che sfregi le nuvole,
prima che il cielo sanguini.
dal fuoco ardente della vita,
propendo ormai a credere
nel cinico giuoco del destino,
anche se,
testardamente,
cerco di arginare il mare,
con le mani ammansire il vento,
chetare la pioggia,
ammutolire il tuono,
spengere la folgore
prima che sfregi le nuvole,
prima che il cielo sanguini.
E mentre ad ogni gesto
soccombo al suo volere,
continuo a costruire la casa,
la mia casa,
sapendo di già
che un uragano la butterà giù.
Poi guardo laggiù,
lontano,
dove gli occhi m’ingannano
scorgendo un amplesso
mai consumato tra cielo e mare
che tutto ingurgita,
che tutto espelle,
che tutto ingravida.
Poesia scritta il 17/02/2026 - 19:13Letta n.12 volte.
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