I colli di Monselice.
Battaglie medievali dal sapore aspro di banchetti consumati alla penombra delle candele tra mura spesse, grondanti di verde umidità,
Cigolii di armature e sbattere ferroso di pentole nelle cucine, tra odori speziati e urla insudiciate dei cuochi.
Così lontano il clamore della battaglia appena trascorsa. Così lontano il sangue che colava sugli occhi e i rantoli dei compagni che si abbattevano a terra. Così lontano il lamento dei feriti che venivano abbandonati tra i boschi.
Solo dolce musica pungente fischiata tra le fessure sotto le porte spesse di legno chiodato. Odore di bosco a mezzanotte ad ogni apertura. Odore di polvere tra le trame degli arazzi vivaci sopra i camini. Trame di donne intente in orditi, a piccoli bisbigli se un uomo passava loro accanto: solo un accenno al suo passaggio poi cristallo contro marmo quando se n’era andato.
Casa.
Così diversa. Senza guerra in notti senza pace.
Dove poter respirare balsami sinuosi tra morbide coperte e guan...
(continua)