RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Serata

La stava aspettando davanti alla porta di casa,un condominio appena fuori città.
<< Sei sola?>>
<<Si.>>
<<Dove vuoi andare?>>
<< A bere qualcosa.Voglio andare in giro tutta la serata,per tutta la città.>>
<<Benissimo.>>
<<Voglio osservare tutto,la città che si muove, le persone che passano,il cielo blu con le stelle, i tetti dei palazzi. Ne ho bisogno.>>
<<Capisco dopo tanti anni di isolamento una bella serata ci vuole.>>
<<Per prima cosa andiamo al ristorante,ordino una bistecca al sangue e una bottiglia di vino rosso.Del migliore.>>
<<Ok! ne conosco uno perfetto,si trova in periferia ci vuole poco ad arrivare.Stasera stai proprio bene metti di buon umore. Ne è passato di tempo da quando non uscivamo>>
<<Sto ancora bene sai ,anche se ho avuto mille casini con tutti quegli stronzi che mi circondavano,mi ci sono voluti vent’anni per liberarmene>>
<... (continua)

Daniele Foglini 14/04/2017 - 07:39
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Un povero Cristo

Sono un povero Cristo senza croce, ne sulle spalle e ne sul collo che percorro il cammino della vita paragonabile alla via Crucis, dove tra tante cose a posto dei romani o comunque dei miscredenti ci sono molti cretini che amano sbeffeggiare e criticare tutto ciò faccio.

Sono un povero Cristo con frequenti cerchi alla testa.
Eppure toccandomi il capo.... umh, niente, a quanto pare nessuna corona di spine. E allora cosa potrebbe essere?

Sono un povero Cristo che è capace di trasformare l'acqua gassata in acqua liscia, del resto dinnanzi ad un bel biccherone di acqua frizzante, se non viene bevuta, prima o poi le bollicine perdono la voglia di vivere.

Sono un povero Cristo che a posto di moltiplicare i pani e pesci, preferisco sottrarre mangiando e lo reputo ad ogni modo un miracolo in quanto ultimamente non ho appetito.

Sono un povero Cristo di cui non mi rendo conto di quello che faccio, (forse neanche di questo testo che sto scrivendo), oppure se mi rendo conto mi gi... (continua)

Giuseppe Scilipoti 13/04/2017 - 18:03
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Io non so

Io non so se domani andrai a scuola, non so se hai studiato, non so chi ti ha aiutato. Non so se stasera esci, se hai soldi per le sigarette o se magari hai imparato a rollare tabacco. Non so se hai fatto la tinta di cui mi parlavi, non so se hai guardato finalmente quel film di cui ti parlavo.
Non so come stai nemmeno, né so se a mezzanotte ancora speri di vedere la luna piena ed esprimere un desiderio.
Non so se ti vedi con qualche deficiente, non so se stringi la sua mano con la stessa forza con la quale stringevi la mia. Non so se ti addormenti sul suo petto, e se lui a fine film ti dice che ti sei persa una parte bellissima e allora la sera dopo riguardate il film per intero.
Vedi, non so nulla. Ho dimenticato il bagliore dei tuoi occhi, ho dimenticato il sapore delle tue lacrime, ho dimenticato la bellezza del tuo sorriso.
Ma una cosa, una cosa soltanto la so.
I miei occhi non smetteranno mai di brillare, e il mio petto non smetterà mai di battere ogni volta che ti vedrò.... (continua)

Antony Mandaglio 12/04/2017 - 20:48
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KOCIS

Kocis. Per noi ragazzini del quartiere questo era il nome di Mario “el barbè”.
Mi portava mio padre “Tra quanto passo a ritirarlo?” Quel “ritirarlo” ero io, quasi come un pacco e come tale venivo trattato. “Siediti lì ! No ! Non sulla poltrona, sullo sgabello, prenditi Tex o Topolino e fai il bravo!” mi diceva Mario con sussiego assicurandosi che mio padre, conosciuto da tutti come “el prestinè” lo sentisse.
Dal mio sgabello puntavo la poltrona girevole bianca e nera dove si accomodavano gli uomini per essere sbarbati o per il taglio dei capelli. Quella poltrona mi piaceva perché era come una giostrina sulla quale contavo che se avessi seguito tutti i comandi di Mario, poi, mi avrebbe fatto fare due o tre giri.
Sul tavolino c’erano sempre La Gazzetta, Il Giorno e La Notte quasi a significare che lì dentro c’era tutto quello che dovevi sapere. A volte però qualche uomo bisbigliava all’orecchio di Mario che, interrompendo per un attimo il suo lavoro, scostava una pesante tenda di v... (continua)

Roberto Colombo 12/04/2017 - 19:18
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L'errore

L'autunno addobbava i giardini in letti di foglie secche e scricchiolanti, poi ammucchiate in grandi cumoli dai domestici. Agata amava tuffarsi dentro quelle praterie ampie e profonde, le ricordavano il mare, miraggio d'un estate ancora lontana. Dopo scuola era il suo primo pensiero. Le foglie le si intrecciavano tra le ciocche bronzee dei capelli e tra i costosi e variopinti vestitini che adorava indossare in ogni stagione. Quella dolce e bella bambina di appena sei anni poteva desiderare qualsiasi giocattolo, tanto ricca la sua famiglia, eppure nulla era meglio di giocare in giardino con quel che offriva la natura. Era così diversa Agata dagli altri bambini della sua età, diversa da tutti quei fanciulli che non potevano permettersi una balia, che possedevano giocattoli usati e rotti, che ricevevano un bacio sulla fronte prima di andare a dormire o un semplice abbraccio prima di andare a scuola, che al mattino trovavano i genitori ad aspettarli e non la casa vuota. Ad Agata certi &qu... (continua)

Sildom Minunni 11/04/2017 - 13:11
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