Un lenzuolo catrame copre il fin qui cesio cielo, resta un camoscio.
L'ultimo lembo sfuggito alle nebule cariche raggiunge avio i fili d'erba, piove. Mira il solidago dai capolini.
Al tenné di sommacco arriccia il nasino la giovine pittrice, di qua dal ruscello riposa in una macchiolina chartreuse.
(da Crestomazia, drabble)... (continua)
IBIZA 2000 … anzi duemila e una vasca biologica...
(Felix e Mary) ovvero la storia di un amore letale la nascita di un mito!
Eh si correva questo lontano anno, superata la paura del millennium bug-
io e il Gian Paolo amico di oramai un lustro quasi di liceo classico, avevamo da compiere un’ impresa storica:
LA MATURITÀ’.
Il buon Piotta la cantava così: “il super cafone eccolo qua, spacca l’esame de maturità…”! oh, dizionario, bignami, appunti, volto sudato allo scritto, quattro ore e un tema da
scrivere, il sapore è ancora vivo dopo così tanti anni, ma il Gian Paolo nel contempo si era trovato questa ragazza dalla voce mascolina.
Studentessa al primo anno della facoltà di economia con la professione di Profumiera...Alla boutique
“ Jo d’dor “ ….
Quando me la presentarono rimasi sconvolto: biondo platino di tinta, tette fuori, voce assurda quasi da cavallo: ”piacere Mary” ...mi fa
io la saluto attonito.
Dring faceva il telefono in casa Felix,
mamma Alber... (continua)
Finché non mi coglierà la morte, starò dietro al cappello sulla seggiola spaiata accanto ai vostri letti ma quando giungerà il momento non dovrete temere…
Ogni sera in ogni parte del mondo vi troverete, potrete udire la delicatezza di poche, morbide parole. Tornerò la notte triste e felice, racchiuso nei sogni, tutti quelli che realizzerete.
Rimasto solo a pensare, sentivo piano un pizzicato al pianoforte.
Una leggera melodia, come di foglie morte sul davanzale
(papà)
Avete sentito
e sentirete cose,
alcune vere
e altre solo in parte.
Non ho amato la mamma,
in quelle giornate contrariate
di parole troppo leggere,
come avrebbe meritato
ma voi ragazzi siete i miei
figli e se non potrò esserci
e vi sentirete forse cadere,
sarò nei vostri sogni.
Dentro a ognuna
di quelle vostre sere.
(Strappi 5/5)
in calce, “La morte è la curva della strada, morire è solo non essere visto” –Fernando Pessoa... (continua)
Nell'ambiente lavorativo, quello che emerge è una malsana dose di ipocrisia, di sguardi indiscreti e di maschere senza vita che puzzano di marcio. Questa è l'inevitabile realtà dove sei costretto a nascondere il disaggio per un mondo che vorresti cambiare, ma già sai che non puoi... Non ti rimane, quindi, che convivere con chi, ogni mattina sale, sul trono della perfidia con l'unico intento di toglierti la serenità....
(continua)
I figli dei diabetici, sono come le onde del mare
che si appoggino di lato e non vedano mai il sole
sono cuori senza meta, nei silenzi che spezzino i frastuoni
invitando il cielo che desideri, di rumore non parlarne
vivono nei tramonti, di un sogno apatico
di un destino scosso, di venti che soffino vigorosamente
ma in senso molto piatto. Origliano il vuoto leggendolo
che in fiammelle scure, si irrigidiscano
inventandosi storie, certi tante, altri poche...
(continua)