RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

Pomodoro - Prima parte

1° capitolo - Convocazione al Palazzo Reale di Auria

A Ertha uno dei sette continenti del pianeta, precisamente nelle lontane e sperdute montagne di Aramo, vi era collocata Auria, un regno economicamente molto prosperoso ed avanzato.
Da quelle parti ci si viveva felicemente, tant’è che dato il riconosciuto benessere da parte degli abitanti, non c'era alcuna necessità ad uscire fuori dal regno, salvo casi particolari, a causa degli innumerevoli pericoli.
A governare un vecchio re di nome Gedeom, identificato sia in qualità di ottimo sovrano e sia come eccellente chef, considerato all'unanimità in entrambi i casi il migliore di tutto il continente, difatti da posti sia vicini che lontani venivano moltissimi forestieri di buona forchetta per gustare le prelibatezze auriane.
Durante i lunghi anni di benevola monarchia, il re in ogni parte dello stato, fece disseminare e avviare con successo (tramandando le dovute tecniche culinarie a chi di dovere) innumerevoli ristoranti, tavole cal... (continua)


Giuseppe Scilipoti 04/10/2016 - 16:07
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La finestra della solitudine

La solitudine è uno strano concetto, ripeto tra me e me, mentre arranco sulle pendici della montagna.
Risalgo il bosco di faggi e pini, senza seguire un sentiero, tagliando dritto per la vegetazione intricata, verso la roccia nuda delle vette.
Desideravo tanto questa solitudine!
La solitudine… da cosa? Mi fa eco un pensiero profondo: Nemmeno nel bosco si è soli, almeno fino a quando circolano nella testa tutte le cose dalle quali sto fuggendo.

Il bosco è un vero amico!
Non ti fa domande, ti offre una mano e ti consiglia sempre, mostrandoti l’essenza delle cose.
Non sono solo nel bosco, ma forse non si è mai soli davvero e la vera solitudine non esiste.
Forse, quella vera, deve somigliare alla morte, e a volte si muore… drammaticamente, proprio nella più nera solitudine.

E tu… parete rocciosa, fredda e indifferente, sulla quale mi appiattisco cercando appigli insicuri, che cosa mi dici?
Già, tu non rispondi a parole, ma questo brivido lungo la schiena mi dice che se... (continua)


Francesco Gentile 04/10/2016 - 12:08
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A mio figlio

Dalle prime luci dell'alba, il mio pensiero va' a te che riposi sereno, spensierato e felicemente sognante nel tuo giaciglio ed il mio viso si lascia andare al piacere inesauribile di ammirarti!
Rammento la prima volta che i miei occhi ebbero l'estasi di incontrarti, fu Amore Eterno a prima vista e tu ricambiasti lo sguardo e quasi per magìa,senza sapere ancora chi fossi,ricambiasti il mio sguardo con un sorriso.
Da quel meraviglioso istante in cui ti vidi e ti accolsi tra le mie braccia, la mia vita ha iniziato ad avere un senso.
Il senso che si esplica in un vortice di emozioni e pensieri infiniti che al contempo si fondono per divenire qualcosa di definito ed esprimere una sola cosa:La Gioia che tu esisti ed esisterai sempre per me,per darmi Forza quando sono stanca,per darmi Speranza quando sono sfiduciata, per darmi quel Potere innato e straordinario di farmi sentire la persona più speciale al mondo quando mi chiami dolcemente e teneramente:"Mamma".... (continua)

Samantha Carlucci 04/10/2016 - 10:37
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Fontana Zio Giacomo

Era il 1946, i primi mesi di emergenza dopo la seconda guerra mondiale, in una città italiana nei bassi fondi di un rione
il più distrutto, strade ancora non asfaltate, polverose e piene di sassi, un periodo di assoluta miseria. In questo rione vivevano tanti bambini sotto i dieci anni di età. Nonché un anziano settantenne dello stesso rione, zio Giacomo così i bambini lo chiamavano, andava nei rioni più adagiati, la dove i bambini vegetavano meglio, con una roncola e alcuni pezzi di canna bambù e strada facendo con questa canna costruiva piccoli fischietti per attirare così i bambini dicendo loro: "Se volete il fischietto portatemi un pezzetto di pane" e diceva così tutti i giorni da un rione all'altro. Quando la sera ritornava nel suo rione i bambini erano lì ad aspettarlo intonando tutti insieme: "Ben'arrivato zio Giacomo" e lui rispondeva: "Venite bambini, la providenza vi porta il pane!" Strano ma vero, oggi quel rione dopo quasi settant'anni è un r... (continua)

Salvatore Rastelli 03/10/2016 - 20:08
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UN LUNEDÌ ALL'IMPROVVISO.

Una notte. Una sola infuocata notte. Una parentesi come tante, eppure non riusciva a scrollarsela di dosso. Posò il suo bicchiere su di un tavolino ed uscì, sulla veranda. L'aria umida della sera, e il vento lo calmarono, un poco. Ma sapeva che era solo un'illusione, non si poteva sfuggire ai propri tormenti, specialmente se provenivano da ricordi così dolci. Chiuse gli occhi per un istante. Fu un errore. Subito alla mente gli tornarono le delicate curve di lei, esposte ai suoi avidi baci, la sua aria innocente, il suo sorriso invitante, i capelli sparsi sul cuscino, le loro mani intrecciate, i loro corpi vicini...Il trillo del telefono. Impudente, feroce, lo strappò dal sogno dei suoi ricordi, per scaraventarlo nella realtà, con la forza di un uragano. Rientrò. Gli squilli continuavano. Afferrò la cornetta.
«Si?» Chiese passandosi una mano tra i capelli sale e pepe.
«Avocato, sta bene? Oggi non si è presentato allo studio.»La sua segretaria. Al diavolo!
«Un imprevisto.» Tagliò cort... (continua)

Marirosa Tomaselli 03/10/2016 - 12:32
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