RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 



Manuella

La serata era bella, sembrava a tutti l’ideale per la traversata.
Poche nuvole si rincorrevano davanti alle stelle, la brezza dal mare faceva fremere le camicie degli uomini, le gonne colorate delle donne, i lembi delle copertine nelle quali erano avvolti i bambini più piccoli.
Quando lo scafo cominciò ad avanzare nell’acqua, da principio adagio, poi sempre più velocemente, Manuella emise dei gridolini di giubilo. Come lei tutti i ragazzini assiepati a prua, trovarono in un primo tempo divertente ricevere gli spruzzi salati sulla faccia, sulle magliette presto fradice. Man mano però che l’imbarcazione si inoltrava in mare aperto, l’oscurità sempre più fonda incuteva un crescente timore nei ragazzi, che si stringevano ormai silenziosi uno all’altro. Tranne i più piccoli che, come Manuella, corsero, inciampando in ogni sorta di ostacolo – persone coricate, fagotti, piedi – alla ricerca della propria madre.
Manuella trovò la sua raggomitolata su se stessa, appoggiata a una gomena arrot... (continua)

Irene Fiume 18/08/2013 - 16:53
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la guerra ed io

Quando fui chiamato per andare a combattere, mi sentivo orgoglioso, non vedevo l’ora di andare in guerra per la difesa della mia patria; ero al settimo cielo, ma dopo solo pochi giorni passati al fronte, capii improvvisamente cosa mi aspettava… Scrivevo a casa lunghe lettere straripanti di nostalgia, all’incirca una volta ogni dieci giorni e alla mia fidanzata scrivevo anche più spesso. Ogni tanto mi capitava di aiutare alcuni miei compagni a scrivere, perché erano analfabeti, ma spesso venivamo interrotti da qualche improvviso attacco. Avevamo paura ininterrottamente, eravamo terrorizzati all’idea di essere raggiunti dai nemici e infatti una mattina… io e altri due soldati siamo andati in perlustrazione e pensavamo di aver scoperto l’accampamento avversario ma fummo inaspettatamente sorpresi: uno di noi fu colpito da un proiettile assassino e io fui fatto prigioniero insieme all’altro mio compagno. Passammo tutto il giorno in una stanzetta buia e fredda, sorvegliati. Un terrore indesc... (continua)

claudia montenegro 13/08/2013 - 14:45
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Non può tornare l\\\'alba.

Baratti guardava il cielo terso e muoveva il naso aquilino in aria come un cane da tartufi, sentiva odore di neve, il suo intuito si era talmente affinato da poter prevedere le condizioni atmosferiche muovendo anche la sola mano nell'aria, quasi a tastarla. Due suoi compagni, che neppure conosceva, stavano rannicchiati dentro un grosso cartone, forse l'imballaggio di un frigo, lo guardavano da lontano muovere la mano nel vuoto, sembrava danzasse sulle ali di piccole folate di vento gelido. Ma a loro non importava nulla, Baratti era uno dei tanti matti che s'incontravano qua e là, appostati nei sottopassaggi o all'ingresso della stazione. In effetti ora piccoli cristalli invisibili si notavano sulle spalle dei passanti, il vento si era arrestato di colpo e la luce del pomeriggio volgeva
ad uno strano color orzata. Baratti si strinse un po' nel cappotto, i bottoni allacciati sfalsati lo facevano pendere da un lato, dandogli un'andatura storta come un manichino instabile.
(Eh già, l... (continua)

FRANCESCA GUECI 11/08/2013 - 20:24
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La Quercia dei sogni

Il nevischio luccicava sotto i fasci di luce che uscivano dalle finestre del piano terra. Al primo piano era accesa la luce dell’ufficio direzionale. Danilo era rientrato in ritardo. Si tolse il cappotto. Si sedette alla scrivania, con occhi lucidi e la mente impressa dei sorrisi di tanti bambini che la vita aveva loro bistrattato. Da otto anni, Danilo aveva dato vita alla società “La Quercia dei sogni”, una Onlus con unica missione: rimettere dalla malattia i bambini quelli già avviati a non più esserci causa grave patologia. Un compito arduo per Danilo, quel compito utile a realizzare miracoli sperando nel più grande di tutti: la guarigione. La società viveva di libere contribuzioni di generosi cittadini, banche e offerte da programmi televisivi locali; il quanto bastava per sopravvivere annualmente.
Nel cuore di Trieste, a pochi passi dal Teatro Verdi, nel palazzo Ottocentesco, la fondazione lavorava senza sosta, con compiti anche difficoltosi: esaudire i desideri dei piccoli “... (continua)

Gianmarco Dosselli 31/07/2013 - 19:46
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LA CURANDERA

Si chiamava Lida.
Abitava al secondo piano del mio palazzo, io al terzo.
Ogni giorno passavo sul pianerottolo di fronte alla sua porta e quasi ogni giorno, quando sentiva che stavo salendo su per le scale, si affacciava alla porta per salutarmi e sentire come mi fosse andata la scuola.
Io ero ancora una bambina quando conobbi la signora Lida che, da subito, per me fu “nonna Lida” ed è così che l’ho chiamata, fino in fondo.
La “nonna” era una signora anziana, ma non ho mai saputo darle un’età precisa.
La sua pelle non aveva rughe, era liscia e bianca.
I capelli scuri erano sempre raccolti in una piccola crocchia quasi all’altezza della nuca, poche forcine e un pettine che le teneva i capelli sempre tirati per lasciare la fronte scoperta.
I suoi occhi erano piccoli ma vivacissimi e quando ti guardava sprizzavano di gioia.
Era vedova e per questo vestiva sempre tutta di nero.
Il marito le era morto tanti anni prima, quando ancora era giovane e da quel momento aveva se... (continua)

Roberta Sbrana 26/07/2013 - 10:29
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