La Moglie di Beppe era una voce acuta immersa tra gli animali da cortile: una di loro. Li curava in vita e li uccideva quando era il momento.
Girava tra le gabbie accanto alla sua casa circondata da conigli e polli. Ti sorprendevi quando entrava in casa: sembrava che il suo posto fosse in una gabbia.
Si appartava per uccidere gli animali da vendere, e in regalo ti dava le uova, avvolte nei ritagli di giornale.
Un giorno, prendemmo una gallina facendocela consegnare viva. La portammo a casa, nel pollaio di mio nonno, dove passò il resto della sua vita.
Morì di vecchiaia dopo aver prodotto decine di preziose uova....
(continua)
Impossibile dimenticarti
Dietro l’espressione dolce del tuo sorriso c’è un cuore grande, con te ci si può parlare di tutto riesci a capirmi prima che parli, mi brillano gli occhi dall’entusiasmo, riconosco sei una creatura straordinaria, e divertente ed io il fortunato,
tua anche l’aria che respiro,
perché posso prenderti per mano, e guardare divertito verso il futuro insieme!
I nostri giorni insieme sono sempre così pieni e speciali, perché sei la gioia che mi fa innamorare ancora, di te ho bisogno fisico perché sei uno spicchio di cielo, gli occhi dello stesso colore
impossibile dimenticarti solo tu riesci a strapparmi
dai miei cupi pensieri!
Tonino Fadda... (continua)
Ognissanti
Le foglie cadono lente tra i rami spogli,
portando con sé i ricordi di chi resta nel cuore.
Nel silenzio dorato d’autunno,
ogni nome brilla come una stella.... (continua)
postfazione
Davanti alle caldarroste e al buon vino le chiacchiere riscaldavano l’aria Della Cannella al crepitio del fuoco.
Lobella e Arnica ancheggiavano in una danza spensierata e gaia mentre Adamantina si intratteneva con la locandiera.
Edgar sedeva a bere con Samaèl, a pochi passi da loro sulla sedia rivolta al focolare dormiva il lemure.
A terra, inosservato un tovagliolo mostrava una scritta
PICTA
Adesso so.
Quest’unica, singola volta proverò a dissuadervi dall’origliare il mormorio sommesso del mio conversare solo. E non negherò la nera ombra del mio interlocutore.
Non udirete uno straziato gracchiare, non un graduale miagolio. Né un soffio.
Ma lo sguardo di quella presenza.
(da L’autore del Tomo- secundo libro)... (continua)
ringraziamenti
Cenni aranciati dal Canale Villoresi s'allungavano sul mare a quadretti, mentre perigli si perdean tra le cime del Roero.
Piano scioglieva la neve in coda di rondine. Intanto sul canavese giungeva ancora l'estate…
Cieli diversi sulla pagina autografa giacciono come gratitudine al lettore.
Un ringraziamento particolare va a “Benedetta” che ha seguito l’intera stesura.
*sommario*
Preambolo
Prefazione
Il cippo fuori Varsavia e la comparsa di Samaèl Propinquus (cap. I)
Samaèl Propinquus e il Palazzo sull’Acqua (cap. II)
Samaèl forse vi guarda dormire (cap. III)
Le ore si posano lente come fa la neve (cap. IV)
Errata corrige- Samaèl, il concepimento
Le dieci stanze (Tristezza e Iracondia. E Locus, l’ultima stanza) - cap. V
La seconda stanza (Avidità)- L’occhio dell’avido è profondo come l’inferno (cap. VI)
La terza stanza (Onnipotenza)- Sogno l’onnipotenza della scrittura, e poi scrivo il mio sogno (cap. VII)
La quarta stanza (Vanagloria)- Mangim... (continua)