RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 

RICORDI DI SCUOLA

Alla sera preparavo la cartella per il giorno dopo. Due quaderni. Uno a righe per la bella scrittura e uno a quadretti piccoli per far di conto. Quindi l'album da disegno utile per farci gli aerei nell'ora di ricreazione. Vicino il sussidiario. Quando lo leggevi potevi scoprire le abitudini dei ruminanti ed anche i paesi della terra dove gli uomini si mangiavano le unghie e vivevano felici.
Ricordo che al mattino incontravo i compagni di classe. Tanti grembiuli neri con colletto bianco. Entravamo in classe e ci sedevamo subito al nostro posto. Quando entrava la maestra, ci alzavamo in piedi e salutavamo con il “Buongiorno signora maestra”. Lei si accomodava alla cattedra e faceva l’appello. Quando veniva chiamato il tuo nome, dovevi alzarti in piedi e dire “presente”. Se eri assente non rispondevi e i tuoi compagni di scuola si preoccupavano di portarti i compiti a casa.
Ricordo che quando venivo interrogato la maestra, da dietro la cattedra, mi chiamava alla lavagna scandendo nell'... (continua)

Paolo Delladio 11/03/2016 - 19:46
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La rotonda... dei matti

Oggi si diventa matti facilmente…
e non per la fame, o la sete, né per la fatica che ci vuole per procurarsi da vivere.
La fame, quella vera, magari è una tortura, e fa soffrire per i crampi allo stomaco, che spingono a cercar da mangiare.
Anche se, per la fame, da noi… basta rovistare un cassonetto.

No no! Non si diventa matti per un bisogno ma, piuttosto, quando esso è percepito erroneamente come tale.
Ci sono molti costumi… inventati per le moderne forme di schiavitù, celate da paraventi di regole luminose, abbastanza collaudate, per mandare avanti una società di matti, i cui membri vanno a zonzo per le strade, consumando moltissima benzina…
Al più prigionieri nelle loro case, costruite da una banda di matti.

Sulla vecchia statale, qui vicino, dove c’era la fermata dell’autobus… hanno realizzato una bellissima rotonda.
Quelli che l’hanno costruita si sono dimenticati di sistemare una nuova fermata per la corriera…
tanto che i poveri abituali viaggiatori,
sprovvisti ... (continua)


Francesco Gentile 11/03/2016 - 13:52
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IL GUARDIANO DEL FARO

“Antonio! Antonio! Antonio ti prego aiutami! Sto morendo!!”
Era una notte d’estate, molto tranquilla e Antonio riposava nella stanza del vecchio moletto da dove decenni prima veniva imbarcato il carbone verso il continente. Quel carbone veniva dai boschi vicini che coprivano i lievi pendii che movimentavano la campagna verso l’interno e dove oggi, nonostante l’intento di ricoprirli con nuove piante, le ferite sono ancora aperte e le querce ed i lecci secolari non adornano più quei paesaggi e non regalano più fresco ristoro.
Antonio si trovava lì con le mucche al pascolo, dopo la transumanza che lo aveva visto due mesi prima attraversare parecchie e scoscese colline e riposava dopo la giornata passata a vigilare i suoi animali nei campi attorno fino alle dune e talvolta spingendosi fino a riva e dopo, come spesso capitava, passava il pomeriggio... (continua)

Millina Spina 11/03/2016 - 13:51
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Il sogno di un cieco

La bellezza di un sogno sta nel farti sentire bene, toccare con mano i desideri che sono impossibili nella realtà. Un sogno non conosce la parola distanza, confine, razze, malattie, infermità… specialmente se è un cieco a sognare.
Nella vita reale lui non conosce i colori come madre natura ci delizia, ma può sognare… immaginare di stare seduto in riva al mare, e attendere l’alba… emozionarsi mentre sulla faccia sente la carezza di un raggio di sole… come un ragazzino allunga la mano, al cielo e stringe i pugni … le sensazioni di benessere che invade la sua anima: fa piegare le ginocchia, è tutt’uno lui è l’aria. Ascolta lo sciabordio della marea in un accordo armonioso, mentre continua a immaginare di vedere la bellezza del giorno. Tra le dita la sabbia, che scivola lentamente, è le lacrime che segna la realtà. Viene spontanea la domanda: potrò un giorno vedere un arcobaleno che appare in un intreccio di colori tra vento sole e pioggia? Queste emozioni… li vive immaginando, co... (continua)

donato mineccia 10/03/2016 - 12:48
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L'eredità

La prima maestra del mio paese fu la zia di mia nonna, Cara Maria si chiamava, e fece il suo corso di studi a Nuoro negli anni in cui le campagne brulicavano di briganti.

Allora non c’era la strada che dal nostro paese portasse direttamente alla città, ma si doveva fare un enorme giro passando per Orosei per poi dirigersi verso l’interno. E non c’erano neanche automobili, tanto che Maria raggiungeva Nuoro a cavallo, accompagnata da uomini di fiducia, solitamente parenti.

Non tutti i ragazzi dell’epoca frequentavano le elementari, ma frequentare le scuole medie era un lusso che solo pochissimi si potevano permettere, le superiori invece erano un vero e proprio miraggio, per l’impegno economico che comportava e per la sede degli studi, lontana da casa.
Ovvio che chi vi accedeva era considerato un benestante, appetibile dai briganti che non perdevano occasione per fermare e derubare tutti i viandanti.

Accadde anche a Maria e ad i suoi accompagnatori di essere bloccati, ma pro... (continua)


Millina Spina 09/03/2016 - 16:58
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