RACCONTI

     
 

In questa sezione potete consultare tutti i racconti pubblicati nell'ultimo mese in ordine cronologico dall'ultimo in poi. In ogni caso se preferite è possibile visualizzare la lista dei racconti anche secondo scelte diverse, come per ordine di mese, per argomento , per autore o per gradimento.

Buona lettura

 
     



Lista Generale

     
 



Tacchi e riscatti

Pomeriggio di fine estate con l'ex di ieri di passaggio a Roma oggi domani fino a sabato. Roba per cuori forti e duri. Il rosso del tramonto capitolino infuoca le mie mani strette sul volante pennellando tinte di luci filanti sul parabrezza a contorno di un vago sentore di rottura di palle imminente. Quasi sera, occhio in strada, sono di ritorno con la mia ex attenta a ricomporre lettere in corsa dal finestrino dell auto.
SALDI MATTI
"Guarda..", dice indicando con il dito. Io guardo e vedo: negozio di scarpe per donna, l' incubo mai prescritto per chiunque abbia superato indenne l' età dell innocenza.
"Ehi aspetta.. rallenta"
"E come faccio... l' ho passato ormai"
"Ci sono i saldi."
"Vabbè ma che ti frega."
"E dai..", alza la voce, "mai che mi fai un favore."
Favore un cazzo. Il negozio di scarpe a quest ora è l' attentato peggiore per Israele-Italia, qualificazioni mondiali a meno di due ore da cena birra ... (continua)

Ilario Lekin 12/09/2016 - 12:45
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Amicizia

Il cellullare si mise a squillare, e Simone si apprestò subito a rispondere.
Era Valerio.
«Ciao Simò, che fai? Scusa se ti disturbo, sono a Villa Dante, oggi è una Domenica un po così, se ti va raggiungimi, cosi ci facciamo due chiacchiere, ti scoccia?»
Simone intuì subito che il suo amico, anzi il suo migliore amico aveva un qualcosa che lo incupiva dentro dal momento che lo conosceva meglio delle sue stesse tasche, e non poteva di certo ignorare la sua “richiesta di aiuto”, malgrado dalla voce cercasse di mascherarlo.
Come sempre non lo avrebbe lasciato solo e si mostrò entusiasta dell'idea.
«Ma certo Valerio, che fai scherzi? Come solitamente dico, scrivere o parlare sono i migliori toccasana, fatti trovare al solito posto, vicino la grande fontana e se l'unica panchina davanti ad essa la dovessi trovare libera, siediti e aspettami, tra poco arrivo.»
«Ci sono già seduto e ci tengo incollato il culo da diverse ore, ti aspetto fratello, grazie!»
Villa Dante si trovava molto vi... (continua)

Giuseppe Scilipoti 12/09/2016 - 00:00
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C'era una volta un muro. Favola

Era un muro normale, la parete esterna di una casa. Una casa normale di una città normale.
Probabilmente un po' malandato, sbreccato e forse con qualche scritta e qualche tag.
Poi divenne un muro disegnato.
A qualcuno, qualcuno che aveva un ruolo pubblico, venne in mente di pagare un ragazzo, o forse un uomo...di quelli denominati graffitisti o graffitari o street artists perché lo decorasse. Così il muro divenne un muro dipinto.

O meglio disegnato, perché di colore mon ce n'era. Tecnicamente ben fatto, artisticamente freddo secondo me. Ma certo il muro era migliorato…tanto da far desiderare che questa novità, dipingere i muri, potesse prendere piede.
Tutto bene, altri muri furono disegnati dall'uomo col nome di colore e da altri ragazzi che sapevano e amavano farlo. Alcune volte su richiesta, altre solo perché avevano voglia di farlo.
Quando si parlava di muri con la gente tutti rispondevano che quelli si, erano "belli" mica le scritte, le tag "gli scarabocchi&... (continua)


Marilla Tramonto 11/09/2016 - 21:06
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Il pela-patate

C'era una volta un intraprendente signore che, vedendo la propria moglie perdere parecchio tempo nello sbucciare patate, pensò bene di inventare un attrezzo che potesse agevolare alla signora questo noioso lavoro. Si mise all'opera ed in pochi giorni pose nella mani della sua dolce metà la sua invenzione. Fu veramente di grande aiuto tanto che la donna mostrò l'utensile a tutte le sue amiche: entusiaste, chiesero ad Aldo (il nome del signore) di poterne possedere uno anche loro. Lui ci pensò su e poi decise che era venuto il momento di fondare una piccola fabbrica per la produzione del pela-patate. Vennero assunti tutti, o quasi, gli abitanti del piccolo borgo che sino a quel momento si trovavano senza lavoro o impegnati nelle campagne. In poco tempo Aldo guadagnò parecchi soldi tanto da poter soddisfare alcuni suoi capricci e quelli della sua famiglia.

Un giorno, però, il suo ragioniere fece presente ad Aldo che gli affari non andavano più come all'inizio: altre piccole fabbriche ... (continua)


gabriele marcon 11/09/2016 - 19:36
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Attesa

L’attesa, sono anni che ho imparato ad attendere, pazientemente con diligenza, mostrando il suo impegno soprattutto nello stare fermo fisicamente, ma con leggerezza, con la disinvoltura di chi sa il proprio lavoro, e vi adempie non solo, ma avendo vicino altri, anche loro chi più chi meno attende. Pensavo fra me alle fermate del tram e degli autobus per frequentare l’università, “odio attendere”, è l’unica cosa che non mi piaceva, qualunque cosa avessi dovuto fare anche pulire il mio rozzo simpatico cane che non c’è più, l’avrei puntualmente accuratamente e con il giusto rispetto fatto, senza nemmeno biasimare un barlume di pensiero –perchè proprio a me. E così l’aspettare, aspettare un traffico che si mobilita affinchè in comunione i lavori conseguano alle stesse ore, non mi caparbiava assolutamente l’idea che dovesse toccarmi, ora che quel conducente ha rispettato più o meno semafori, che quei dieci minuti prima le macchine statisticamente si sono affollate su corsie cittadine divers... (continua)

Luca Di Paolo 11/09/2016 - 17:18
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